«Ci sono momenti divertenti ma non è una commedia, c’è tensione ma non è un film drammatico, c’è il tennis, naturalmente, ma non è un film sullo sport. Non saprei incasellarlo in un genere, in un filone», spiegava Zendaya in un’intervista a Repubblica «ed è proprio questo che mi ha attratta fin dal principio.Si parla di sesso, anche, in un periodo in cui l’argomento fa paura a tutti». L’attrice più amata dalla generazione Z è protagonista di Challengers di Luca Guadagnino, in onda su Rai2 alle 23.35.
Interpreta Tashi Duncan, un’ex tennista prodigio diventata allenatrice: una perfezionista che non ammette errori, dentro e fuori dal campo, sposata con Art, un fuoriclasse reduce da una serie di sconfitte (Mike Faist). Il destino ci mette lo zampino quando deve affrontare sul campo Patrick (Josh O’Connor), un tempo suo migliore amico e ex fidanzato di Tashi.
Guadagnino racconta il desiderio, regala glamour ai protagonisti, e esplora il mondo dello sport dal suo punto di vista. «Mi interessava raccontare soprattutto il senso di oppressione e repressione di questi personaggi, compressi in una gabbia di controllo di sé o di controllo sugli altri» ha spiegato sul Venerdì. «Un’atmosfera schiacciante tipica del mondo dello sport, che costringe il tuo corpo in quelle posizioni e in quella disciplina. Molto affascinante per uno come me, pigrissimo, mai stato sportivo».
Zendaya non sapeva giocare a tennis: «Ho pensato che avrei dovuto approcciare il tennis come fosse una coreografia», ha raccontato l’attrice. «Sono una ballerina, ho cercato di affrontare il problema ballando. Il resto lo ha fatto la mia meravigliosa controfigura, io volevo solo capire il movimento dei piedi, quel saltellare armonioso tra un colpo e un altro, gli schemi dei colpi, e dare un senso a tutto ciò».