Tendenza Gialappa’s band: “Il varietà funziona con i nuovi comici e senza nostalgia”
di Antonio DipollinaMILANO – Il luogo è Sky, si va su Sky Uno. E però si va anche, in contemporanea, su Tv8, che è l’emanazione free, ovvero in chiaro, della Sky medesima. È l’unico programma che è gratis oppure si paga. «Siamo in onda per i ricchi e per i poveri» dice Giorgio Gherarducci. O, volendo, è un programma a offerta libera. Ed è il GialappaShow che lunedì alle 21.30 arriva con nuova edizione. L’unico vero varietà in circolazione, dicono. O almeno uno show che ha — maneggiando con cura la citazione — un piede nel passato e lo sguardo dritto e aperto in un presente che ha consentito a Gherarducci e a Marco Santin, poggiando su quella colonna totale che è il Mago Forest, di figurare ancora al piano più alto dell’intrattenimento tv corrente.
Periodo intenso. Parte lo show, a breve arriva il …
MILANO – Il luogo è Sky, si va su Sky Uno. E però si va anche, in contemporanea, su Tv8, che è l’emanazione free, ovvero in chiaro, della Sky medesima. È l’unico programma che è gratis oppure si paga. «Siamo in onda per i ricchi e per i poveri» dice Giorgio Gherarducci. O, volendo, è un programma a offerta libera. Ed è il GialappaShow che lunedì alle 21.30 arriva con nuova edizione. L’unico vero varietà in circolazione, dicono. O almeno uno show che ha — maneggiando con cura la citazione — un piede nel passato e lo sguardo dritto e aperto in un presente che ha consentito a Gherarducci e a Marco Santin, poggiando su quella colonna totale che è il Mago Forest, di figurare ancora al piano più alto dell’intrattenimento tv corrente.
Periodo intenso. Parte lo show, a breve arriva il docufilm L’assurda storia della Gialappa’s Band, su quarant’anni di vita artistica (diretto da Walter Veltroni, presentato alla Festa di Roma, per pochi giorni al cinema poi, a puntate, su Sky a fine anno). E a fine mese Gherarducci e Santin saranno anche voce commentante del Lol di Prime Video dedicato ad Halloween — non si può ridere e non ci deve spaventare. Scusate, voi due, ma siete contemporanei o siete due pezzi museali che finiscono in un docufilm celebrativo di una carriera? «Perché negarci entrambe le qualifiche?» chiede Santin. E prosegue: «Lo show che torna lunedì è contemporaneo. Il docufilm, beh, quello è fatto apposta per sobillare la nostalgia e far dire a tutti: che bei tempi». Gherarducci: «Precisiamo che non ne siamo i fautori: lo voleva da anni Attilio De Razza, il produttore, e tempo fa Veltroni ci aveva detto che gli sarebbe piaciuto farlo. Abbiamo dato a uno il numero dell’altro, ed eccoci qui». Ma la licenza nostalgica che ci si potrà prendere con il docufilm nel rivedere Felice Caccamo e il suo mitico negozio “Cose di altre case” non rischia di sovrascrivere il presente? «Se fosse così, non saremmo ancora qui oggi ad allestire lo show, cercare nuovi comici, valorizzarli — spiega Gherarducci — ora c’è il vantaggio di avere molti autori, una volta scrivevamo tutto noi, con Carlo Taranto e pochi contributi esterni, ora possiamo delegare. Soprattutto ci piace il gruppo: noi possiamo anche avere un passato turbolento, in certi momenti, con i comici che avevamo, ma su trenta o quaranta che sono passati, la stragrande maggioranza è ancora in pista. Ci sono altri programmi, altre situazioni storiche, dove sono ancora in pista tre o quattro. Il senso — conclude — è che noi eravamo una bottega, altrove era fabbrica».
La questione del gruppo oggi più che affiatato, che si diverte e basta, è autentica, da testimonianze qui e là. E l’occhio lungo e tenace nell’aggiungere talenti veri è quello di una volta. Da lunedì entra Max Angioni, uno su cui si poteva puntare da subito e ora si è liberato da impegni con firma: sembra il ritratto della felicità mentre si agita sul palco con l’improbabile, anzi veritiero cantante raggaeton Jay Nital, o come medico radiato dall’Ordine che si presenterà alle elezioni. Tra le cose in arrivo spicca la Federica Sciarelli che Brenda Lodigiani impersona nella continua ricerca, ora che non ha più il programma, di persone sconosciute da far sparire e riapparire. L’elenco è sterminato.
Poi c’è Forest. In avvio di prima puntata arriverà con abito stracciato e fumante. Il senso: un caro amico gli ha piazzato una bomba nell’automobile. «Forest è con noi da un secolo — ancora Gherarducci — è tra i primi artefici del clima fantastico nel quale lavoriamo». Il gioco rimane quello di avere fiuto per i talenti e la voglia di avere il meglio. «Quando sento certe critiche a comici giovani non ancora famosi un po’ mi arrabbio — commenta Santin — un po’ lascio correre, sono abituato a vedere che, semplicemente, vengono scoperti in ritardo». Ma il top è anche di altro tipo. La musica, per esempio, e l’uso che se ne fa nello show. La sicurezza? Il Maestro Vittorio Cosma a dirigere i suoni, i Neri per caso arrivati appunto per caso (qualcuno disse, raccontano Marco e Giorgio, la seguente frase: “Questa cosa che state cercando di fare, i Neri per caso la fanno molto meglio e con la metà dei soldi”. E iniziò una bella storia). E possono succedere cose inaudite: ultima puntata della passata edizione, ospite Tullio De Piscopo con la cantautrice Tära, italo-palestinese, ne viene fuori una versione pazzesca di Luglio, agosto, settembre (nero). Gli Area, 53 anni fa.
Quindi si parte. Il gioco delle co-conduttrici o conduttori è sempre importante. Alla prima, Simona Ventura, vero tuffo nel passato glorioso. Alla seconda, la spettacolare Bianca Balti. Alla terza, Elio Germano. Conta mantenere il livello, più probabilmente là fuori c’è la fila per accedere allo show più piroettante della tv.