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Dieci anni senza Luciano Rispoli e la tv generalista rimpiange un signore d’altri tempi

(ansa)

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È entrato negli annali col profilo del cultore del garbo assoluto, ideatore di programmi i cui ospiti hanno sempre rispettato i suoi codici. Modi e toni che più di qualcuno vorrebbe ancora accanto a fargli compagnia
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Dieci anni dalla scomparsa di Luciano Rispoli, era il 26 ottobre del 2016. Lunedì è andato in onda uno speciale di Rai Storia, sabato notte se n’è parlato al Tg2 Storie con ospiti Rita Forte, storica partner di pianoforte nei programmi di Zio Luciano e con l’autore e collaboratore Mariano Sabatini. Per forza di cose la testimonianza diretta è più accattivante. I due ne hanno rievocato, giocando sui contrasti, anche il carattere spigoloso sul lavoro, le sfuriate e l’inflessibilità sulla condotta da tenere davanti al pubblico. Un pubblico che, non senza ottime ragioni, Rispoli definiva “il suo pubblico” e non c’è bisogno di tante spiegazioni.

Passato agli annali come cultore del garbo assoluto in tv, un fratello maggiore che impone educazione e la pretende, la sua storia autorale, soprattutto per la radio, ha passaggi di prim’ordine: dall’ideazione di Bandiera Gialla con Arbore e Boncompagni a quel Chiamate Roma 31-31 che…

Dieci anni dalla scomparsa di Luciano Rispoli, era il 26 ottobre del 2016. Lunedì è andato in onda uno speciale di Rai Storia, sabato notte se n’è parlato al Tg2 Storie con ospiti Rita Forte, storica partner di pianoforte nei programmi di Zio Luciano e con l’autore e collaboratore Mariano Sabatini. Per forza di cose la testimonianza diretta è più accattivante. I due ne hanno rievocato, giocando sui contrasti, anche il carattere spigoloso sul lavoro, le sfuriate e l’inflessibilità sulla condotta da tenere davanti al pubblico. Un pubblico che, non senza ottime ragioni, Rispoli definiva “il suo pubblico” e non c’è bisogno di tante spiegazioni.

Passato agli annali come cultore del garbo assoluto in tv, un fratello maggiore che impone educazione e la pretende, la sua storia autorale, soprattutto per la radio, ha passaggi di prim’ordine: dall’ideazione di Bandiera Gialla con Arbore e Boncompagni a quel Chiamate Roma 31-31 che lanciò l’uso del telefono e del pubblico in diretta da casa, un metodo che avrebbe innervato anche tanta televisione a venire.

Morto Luciano Rispoli, da "Parola mia" al "Tappeto Volante"

Programmi innumerevoli, tra Rai e TeleMontecarlo, quel Tappeto volante con ospiti che rispettavano i codici del padrone di casa: e per quanto riguarda la benefica divulgazione della lingua italiana e del suo uso corretto, il suo Parola mia fu forse l’unica occasione tv a risvegliare nel ricordo le lezioni del maestro Alberto Manzi.

Un signore d’altri tempi, ma che fuggiva dalla banalizzazione della definizione. E viene il dubbio che se fosse presente oggi in tv, tanto pubblico della tv generalista, quello che ha sempre un’età media ragguardevole, quello che dimostra spesso di accorrere verso i rari programmi non ansiogeni, lo vorrebbe ancora a tenere compagnia con quei toni e quei modi, magari appena appena rivisitati.

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