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Matthew Perry, il doc sulla star di “Friends”. Gli amici, la famiglia, il successo, le difficoltà

Su Netflix, subito nelle prime posizioni della piattaforma, la docuserie “The one about Matthew Perry”
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"Ho detto a Dio 'fai di me quello che vuoi ma fammi diventare famoso'. Tre settimane dopo vinsi il provino per Friends, Dio però si è ricordato anche dell'altra parte della preghiera". Fa venire i brividi questa frase detta da Matthew Perry – scomparso nel 2023 – nella bella docuserie The one about Matthew Perry, firmata dalla regista e produttrice Mary Robertson, un Emmy all’attivo. I tre capitoli sono arrivati da un paio di giorni su Netflix e sono subito schizzati nelle prime posizione della piattaforma.

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La bellezza del doc risiede principalmente nella scelta di raccontare l’uomo, l'artista, la star attraverso i le voci degli amici da sempre, dei familiari più stretti e dello stesso Perry. Non ci sono i cinque amici di Friends o meglio ci sono nelle parole della sorella Mary: “Al funerale solo amici stretti e familiari, ricordo che ero seduta in prima fila con la nostra famiglia e vedevo sua madre e tutti gli altri fratelli. Poi è entrato tutto il cast di Friends. Non li vedevo da almeno 20 anni e Jen Aniston è stata la prima a darmi un forte abbraccio e poi tutti gli altri. Tutti e cinque si sono avvicinati alla bara tenendosi per mano e hanno pianto intorno a lui”.

Ci sono momenti commuoventi e forti per i milioni di appassionati di Matthew Perry e di Chandler Bing ma c’è soprattutto un racconto intimo, un ritratto complesso e sfaccettato che va oltre la star. Ci sono i racconti degli amici dell’adolescenza Matthew Castillo e David Pressman, inseparabili, quando vivevano di fatto con Matthew al Formosa Café, un bar di Los Angeles accanto ai Warner Bros studio “Matthew diceva che era la nostra università”. Perry era arrivato a Hollywood per tentare la fortuna, figlio di un attore televisivo che aveva divorziato dalla madre quando Matthew era un bambino. Struggente il racconto che lo stesso attore fa di quando a cinque anni venne messo su aereo tra Montreal, dove la mamma era andata a vivere con il nuovo marito un conduttore tv, e Los Angeles “un cartello attaccato al collo: minore non accompagnato”.

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Dopo una serie di provini andati male, Castillo ricorda di averlo accompagnato per quelli di L’attimo fuggente e Scuola d’onore, Matthew vince un ruolo nella serie Boys Will Be Boys e di coprotagonista nel film con River Phoenix Le ragazze di Jimmy. Bellissimo il racconto di Marjorie Harris Newman,amica di Perry di fine anni 80. “Gli amici diventavano famiglia, passavamo la giornata in giro per provini, poi la sera venivamo a casa mia a giocare a Obbligo, verità e al gioco della bottiglia”. Ma il racconto di un incidente in auto con Perry ubriaco al volante è nella riflessione retroattiva di Marjorie un primo elemento che spezza l’incantesimo.

Matthew Perry “era Chandler il cui scopo era distrarre col proprio umorismo tutti dalla sua infelicità” si dice nel film. Gli amici ricordano che lui diceva “hanno scritto una sceneggiatura che parla di me”. La conosceva perché suoi amici erano andati a fare il provino per gli altri cinque personaggi, lui dava loro le battute per prepararsi e rifletteva: Chandler sono io. Così quando riuscì ad ottenere la chance di incontrare la produzione della serie era al settimo cielo. Racconta il Presidente della NBC che avevano praticamente trovato gli altri cinque attori ma mancava Chandler Bing. “Ci sono voluti meno di 30 secondi per dire è lui”. Anche Perry ricordava “Mercoledì ho fatto il provino per la sceneggiatrice, giovedì per lo studio, venerdì per la rete. Lunedì ero seduto con gli altri cinque per la lettura del copione”. La sua vita stava per cambiare per sempre.

La serie ha debuttato nel settembre del 1994 milioni di spettatori videro il pilot, la febbre di Friends esplose. “Era molto felice quando è diventato famoso – racconta uno degli amici – poi dopo 6 mesi ha capito che essere famosi non risolveva tutti i problemi, che non aveva avuto l'effetto che pensava”. La sensazione di solitudine e di non trovare un posto dove si sentisse al sicuro non era scomparsa. “Bere da solo placava quel senso di non essere abbastanza che lo accompagnava sempre” riflette un’amica, mentre un ricordo di Matthew è quello di aver bevuto a 14 anni una bottiglia intera di superalcolico ed essersi sentito bene come mai nella vita. Alla fine della seconda stagione di Friends Perry vuole tentare di affermarsi anche sul grande schermo, gira un film con Salma Hayek dal titolo Mela e Tequila - Una pazza storia d'amore con sorpresa, una commedia romantica. In una pausa delle riprese ha un incidente con una moto d’acqua, un medico gli prescrive un potente antidolorifico per completare il film. “Se prendevo le pillole stavo bene, se non le prendevo stavo male". È l’inizio di quella dipendenza che lo porterà all’overdose. A tre anni dalla sua morte a 53 anni cinque persone sono state condannate. Negli ultimi minuti della docuserie la sorella, gli amici ripensando al giorno del funerale, a quando l’attore è stato sepolto non riescono a trattenersi dal sorridere: “Il primo pensiero è stato: Matthew starà facendo la sua faccia buffa”.

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