X Factor, terzo live con lacrime, sfottò e maledizioni. Le pagelle
di Andrea SilenziTerzo live per l’edizione numero 20 di X Factor. Con la conduzione di Giorgia e Francesco Gabbani, Jake La Furia, Paola Iezzi e Irama al tavolo dei giudici, la puntata proporrà una formula particolare: andrà in scena la Jukebox Night. Le assegnazioni dei giudici saranno incentrate su canzoni che hanno fatto la storia della musica italiana e internazionale. Per quanto riguarda il regolamento della serata, gli 11 concorrenti ancora in gara verranno divisi in due manche al termine delle quali i meno votati si affronteranno nel consueto scontro finale, il cui esito sarà deciso dai giudici al tavolo. Se troveranno una maggioranza, il concorrente sarà eliminato; in caso di spaccatura a metà del tavolo, parola al pubblico col Tilt. Ospite speciale Fulminacci.
Prima manche
Camilla – Be my baby (Ronettes)
Senza lo sfondo del leggendario wall of sound di Phil Spector, Camilla ricanta un classico senza sbavature. La voce non manifesta incertezze, lei è sempre un po’ tesa e forse manca un po’ di quella malinconia che ha reso immortale l’originale.
7
Lenanie – Il cielo è sempre più blu (Rino Gaetano)
La voce grattuggiata lo aiuta a entrare nel mood della canzone, ma le incertezze nel cantato si notano. Stavolta, almeno, non riscrive il testo.
5
Giacomo Calò – All by myself (Eric Carmen)
Da fermo riesce a dare il suo meglio, specie su un brano strappacuore come questo classico anni 70. Che però non necessita di vocalità potenti e lui un po’ cede alla tentazione. Con qualche lacrima.
6.5
Alia – Mamma mia (Abba)
Il pop epocale anni 70 nelle mani di una ventenne cresciuta a pane e Beyoncè. L’allegra incoscienza di chi si sente a suo agio e si muove (e canta) come una veterana. Però si dimentica gli auricolari e la performance un po’ ne risente.
6.5
Teo Bok – Have you are seen the rain (Creedence Clearwater Revival)
Fa tutto bene: canta, balla (non stasera), suona. In un musical sarebbe un magnifico protagonista. L’originale è più sporco e sofferto, ma lui è il più pulito che c’è. Nel bene e nel male.
6.5
Le Distanze – Another brick in the wall (Pink Floyd)
Il senso dello spettacolo non mancaa questa band dallo stile teatrale. Con un corpo di ballo in scena mettono in piedi una messa in scena vicina a quella originale. Le idee ci sono: manca solo la chitarra, che si sente ma non si vede.
7
Dopo la prima manche, al ballottaggio va Lenanie.
Seconda manche
Scraffs – God save the Queen (Sex Pistols)
Parola d’ordine: caos. Missione compiuta. C’è tutto l’occorrente: il look, la rabbia, la voce graffiata, l’acqua sputata in aria. Sono nel loro e e il risultato è forte. Con polemica (scherzosa ma non troppo) tra i giudici sull’uso delle sequenze, frutto del dibattito della scorsa settimana.
7+
Manu – Mi ritorni in mente (Lucio Battisti)
Ricantare Battisti è davvero complicato per chiunque. Il grande problema è far rivedere l’anima scura di quel genio imprendibile. Manu se la cava ed è già un gran traguardo. Anche qui i giudici discutono ma senza trascendere.
6.5
Alex Fontana – Night in white satin (Moody Blues)
Ha voluto cambiare brano (in principio doveva essere Paint it black dei Rolling Stones) e ha avuto ragione. L’intensità dell’originale gli consente di dare il meglio. Resta uno dei favoriti.
7.5
Mad Dog – Rebel Rebel (David Bowie)
Bel look, performance convincente. Performance spettacolare e molto glamour: la musica va, la voce tiene. Alla fine le band restano l’elemento più curioso del talent.
7.5
Patrizia – Tu si ‘na cosa grande (Domenica Modugno)
In settimana l’artista napoletana ha avuto problemi di voce, come aveva pronosticato (con malizia) Jake La Furia. Nonostante tutto, l’interpretazione è potente, al limite della lirica. Tanto cuore.
8
Al ballottaggio va Manu, che si giocherà la permanenza con Lenanie.
Lenanie sceglie Non mi avete fatto niente (di Fabrizio Moro e Ermal Meta), con una qualità vocale che non migliora rispetto alla manche. 5
Manu canta Devastante (Olly), imperfetto e forse tradito dall’emozione. 5.5
Alla fine i giudici eliminano Lenanie.