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Baumgartner, 'il senza paura':
"Sono pronto per nuove sfide"

E' stato il primo uomo a lanciarsi dalla stratosfera a corpo libero. A quasi un anno dall'impresa il base jumper austriaco si racconta: "Mi considero un pioniere, ma la mia vita non è cambiata molto. Sono sempre la stessa persona". E si prepara a stupire ancora: "Magari nel campo degli elicotteri"
di GIACOMO LUCHINI

3 minuti di lettura
ROMA - Non chiamatelo 'superman'. Felix Baumgartner è stato il primo uomo a lanciarsi dalla stratosfera e a superare il muro del suono in caduta libera. Un volo di 39mila metri, durante il quale ha roteato per 10 secondi nello spazio e ha raggiunto oltre 1.300 km orari di velocità. Un'impresa che cambierebbe la vita di chiunque, lasciando tracce indelebili e profonde, ma che il base jumper austriaco sembra aver metabolizzato con assoluta naturalezza. A quasi un anno di distanza dall'evento, finanziato dalla Red Bull e pianificato nei minimi dettagli grazie ad uno staff di scienziati e di esperti di massimo livello, Baumgartner, detto Fearless (senza paura), racconta di essere tornato senza problemi alla normalità, ma non nasconde di avere in serbo altre sorprese.

LE FOTO DELL'IMPRESA     

Si considera un superuomo?
"No, ho lavorato duramente per 5 anni con il mio team e mi rendo conto che quello che abbiamo fatto è straordinario. Tutto il mondo ne è stato emozionato, tuttavia non sono un superuomo".

Un anno dopo il lancio, ripensando a quel momento, avverte ancora l'adrenalina?

"No, non sento l'adrenalina, ma mi sono emozionato per ciò che abbiamo compiuto e ne vado fiero. E poi sono contento di essere ancora vivo".

Pensava di diventare così famoso?

"Abbiamo sempre saputo che se fossimo riusciti nell'impresa questa sarebbe stata fonte di ispirazione per le persone. Ha suscitato molto interesse, ma non avremmo mai pensato che avesse tutta questa risonanza. Molti hanno addirittura pianificato di seguire il mio lancio, come si fa per una partita di calcio. Penso sia stato il maggiore evento internet di sempre".

Come vive questa celebrità?

"E' bello, direi. Molti sanno chi sono e mi riconoscono ovunque vada. Nella maggior parte dei casi è una cosa positiva perché mi consente di avere conversazioni interessanti. Chi ha seguito l'evento e mi incontra vuole condividere le proprie storie. Talvolta capita che qualcuno si presenti al mio tavolo, chiedendo di parlare e mangiare con me. Questo ovviamente è fastidioso, ma finché prevalgono i momenti piacevoli va bene così".

Come e quanto è cambiata la sua vita? E le manca qualcosa della sua quotidianità prima del lancio?

"Non è cambiata molto, sono sempre la stessa persona. Adesso viaggio per il mondo per tenere discorsi e creare una rete di contatti, ma mi sono abituato a farlo e non è un problema".

I reduci da imprese ai limiti dell'umano subiscono anche crisi depressive perché faticano a tornare alla realtà di tutti i giorni. Come ha gestito il post-lancio?

"Avevo sempre programmato di smettere con questa attività dopo il lancio. Quindi lasciare il mio sport non è stata una decisione improvvisa e ho potuto gestire la situazione facilmente. Adesso posso andare avanti e trovare una nuova sfida, magari nel campo degli elicotteri. Tornare alla vita normale non è stato difficile, tanto più che la mia vita non è poi così normale...".

Red Bull Stratos è stato un progetto di grande valore scientifico: crede che la sua impresa sarà utile anche ad altri?

"Certamente, e il fatto che la NASA si sia molto interessata ai dati raccolti avrà un forte impatto sui viaggi nello spazio. Quando il turismo spaziale diventerà realtà potranno, ad esempio, risultare utili le attrezzature di sicurezza sviluppate. Forniremo tutti i dati raccolti a qualunque organizzazione effettuerà delle esplorazioni spaziali in futuro".

Considera il record un limite insuperabile?

"Sono a posto così. Non farò mai più niente di simile, ma se qualcuno vorrà provarci faccia pure. Avevo sempre desiderato infrangere il muro del suono in caduta libera senza un velivolo e ci sono riuscito. Nessuno potrà portarmi via quel record visto che sarò sempre il primo ad averlo stabilito".

E' giusto rischiare la vita per un record?

"Bella domanda! Ma se non ci fossero persone che rischiano la propria vita per spingere i limiti sempre più lontano oggi non sapremmo cos'è un aereo. Quando i fratelli Wright ne progettarono uno tutti dissero loro: 'ragazzi, questo è un rischio perché l'uomo non dovrebbe volare'. Eppure, cento anni dopo tutti noi viaggiamo per il mondo in aereo. Esistono dei veri pionieri disposti a mettere in gioco la loro vita per investigare e sviluppare nuove scoperte di cui tutti beneficeranno. Per questo credo che valga sempre la pena rischiare, altrimenti non ci sarebbe alcun passo avanti".

E' diventato ricco dopo l'impresa?

"Chi glielo ha detto? (ride, ndr). E poi cosa vuol dire 'ricco'?"

Le sembra giusto che personaggi del mondo dello sport guadagnino così tanto?

"Non credo di avere il diritto di giudicare. Se si pagano milioni e milioni di dollari per un giocatore di calcio significa che il mercato stabilisce queste cifre. A volte sono soldi spesi bene, altre no. Il fatto che qualcuno decida di investire queste cifre è tutta una questione di marketing".

Le piacerebbe diventare un astronauta a tutti gli effetti?

"In pratica lo sono già! Ho fatto tanta pratica. Devi esserlo per portare a termine un'impresa come la mia".

Segue una dieta particolare per migliorare le sue performance?

"L'ho fatto nelle due settimane precedenti al lancio perché era importante per l'impresa. Altrimenti nella vita di tutti i giorni mangio normalmente. Cerco di scegliere cibo sano, ci faccio attenzione, ma non è una vera e propria dieta".

E' pronto un documentario sulla sua impresa. Che può dirci al riguardo?

"Sarà visibile gratuitamente online dal 14 ottobre in esclusiva su rdio.com/redbullstratos  per 90 giorni. Ci sarà tanto materiale inedito sul dietro le quinte dell'impresa, insieme alle emozioni e ai punti di vista dei fans ai quali abbiamo dato la parola per mostrare quale sia stato l'impatto dell'impresa sul mondo intero. Il documentario è davvero interessante, sia da un punto di vista scientifico che umano, anche perché verranno forniti moltissimi dati. Si può imparare tanto guardandolo. Se si vuole raggiungere un obiettivo, ad esempio, bisogna lavorare sodo, restare concentrati e creare un team".

Un cambiamento nella sua vita c'è stato: cosa è successo con Nicole Oetl, la sua ormai ex fidanzata?

"Lo ha scritto lei su Facebook. Vivevamo in due mondi differenti. Era la fidanzata ideale, ma il suo mondo era diverso dal mio. Io ero sempre in viaggio e mai a casa nei fine settimana. Non avevo mai tempo per lei e alla fine ci siamo separati".
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