NEW YORK - Continua a far discutere la legge 'anti-gay' del governo russo. E il mondo dello sport fa sentire ancora una volta la sua voce. Già in occasione dei Mondiali di atletica disputati quest'estate a Mosca si erano alzate proteste e verificati gesti simbolici per solidarizzare con chi è stato colpito dal provvedimento. Lo statunitense Nick Symmonds aveva dedicato l'argento ai suoi amici gay, dopo il secondo posto alle spalle dell'etiope Aman nella gara degli 800 metri. Alcune atlete svedesi, tra le quali la saltatrice in alto Emma Green Tregaro, invece, avevano gareggiato con le unghie dipinte dei colori dell'arcobaleno, come la bandiera simbolo del movimento omosessuale, in segno di protesta.
I Mondiali di atletica sono stati soltanto il primo di una serie di eventi sportivi che vedranno protagonista la Russia. E proprio in vista del prossimo in calendario, i Giochi Olimpici invernali di Sochi a febbraio 2014, alcuni atleti statunitensi hanno criticato duramente la legge 'anti-gay' approvata in Russia. Primo tra tutti lo sciatore Bode Miller: "Credo sia assolutamente vergognoso che ci siano paesi e persone tanto intolleranti e tanto ignoranti", ha detto in una riunione della squadra olimpica statunitense a Park City, secondo quanto riportato dai media locali. Il 35enne Miller, vincitore di cinque medaglie olimpiche, disputerà a Sochi i suoi quinti Giochi invernali. Lo sciatore ha assicurato che la legge, che proibisce la propaganda gay e le dimostrazioni di affetto in pubblico, mette in una situazione complicata gli sportivi che vi parteciperanno.
"Politica e sport sono sempre connessi, anche se c'è gente che agisce come se fossero due cose differenti - ha concluso Miller -. Chiedere ad uno sportivo di andare in un posto, gareggiare e rappresentare una filosofia e poi dirgli che non può esprimere le sue opinioni nè dire quello che pensa è ipocrita ed ingiusto".
WAGNER: "NON SPETTA A ME DIRE COME RUSSIA DEBBA GESTIRE PROPRIO PAESE" - Più prudente la due volte campionessa Usa di pattinaggio artistico su ghiaccio, Ashley Wagner. La 22enne, pur ammettendo di essere nervosa nel dover parlare della questione dato che è "solo un'atleta", ha precisato: "La mia posizione è ferma. Credo che tutti dovremmo avere gli stessi diritti. Ovviamente non sostengo la legge in Russia, ma non spetta a me andare là e dire loro come gestire il paese".
HOLCOMB CONTRARIO AL BOICOTTAGGIO: "FAVORIREBBE LA RUSSIA" - Agli attivisti per i diritti umani, che hanno anche chiesto il boicottaggio dei Giochi come risposta, il bobbista statunitense Steven Holcomb, vincitore dell'oro nel quattro uomini ai Giochi di Vancouver 2010, ha risposto che una protesta del genere servirebbe solo agli interessi della Russia. "Penso che ai russi piacerebbe essere boicottati. Ci sarebbero più medaglie per loro. Sarebbero eccitati e felici! Hey, Steve Holcomb non viene ai Giochi? Perfetto, altre due medaglie in più nel bob per noi, grande... Penso che dovremmo prendere a calci il loro sedere", ha conlcuso.
MEYERS: "ANCHE NEGLI USA ABBIAMO PROBLEMI CON DIRITTI GAY" - Neppure Elana Meyers, medaglia di bronzo olimpica nel bob nel 2010, si è sottratta al dibattito: "Amo questo paese e penso sia il più grande al mondo. Mi piace ogni minuto essere un cittadino americano. Anche noi, però, abbiamo un sacco di problemi nel garantire i diritti della nostra comunità gay, lesbica e transgender. Un terzo degli stati in questo paese non ha leggi contro la discriminazione delle persone omosessuali e transessuali. Ci sono ancora stati in cui non possono sposarsi. Qualunque cosa la Russia abbia deciso di fare, credo e spero ci possa essere un ripensamento".
Il Comitato Olimpico Internazionale, intanto, ha rassicurato tutti dicendo di aver ricevuto garanzie dal governo russo che non ci saranno discriminazioni contro gli sportivi nè contro i tifosi e si è detto convinto che la Russia rispetterà la Lettera Olimpica.
I Mondiali di atletica sono stati soltanto il primo di una serie di eventi sportivi che vedranno protagonista la Russia. E proprio in vista del prossimo in calendario, i Giochi Olimpici invernali di Sochi a febbraio 2014, alcuni atleti statunitensi hanno criticato duramente la legge 'anti-gay' approvata in Russia. Primo tra tutti lo sciatore Bode Miller: "Credo sia assolutamente vergognoso che ci siano paesi e persone tanto intolleranti e tanto ignoranti", ha detto in una riunione della squadra olimpica statunitense a Park City, secondo quanto riportato dai media locali. Il 35enne Miller, vincitore di cinque medaglie olimpiche, disputerà a Sochi i suoi quinti Giochi invernali. Lo sciatore ha assicurato che la legge, che proibisce la propaganda gay e le dimostrazioni di affetto in pubblico, mette in una situazione complicata gli sportivi che vi parteciperanno.
"Politica e sport sono sempre connessi, anche se c'è gente che agisce come se fossero due cose differenti - ha concluso Miller -. Chiedere ad uno sportivo di andare in un posto, gareggiare e rappresentare una filosofia e poi dirgli che non può esprimere le sue opinioni nè dire quello che pensa è ipocrita ed ingiusto".
WAGNER: "NON SPETTA A ME DIRE COME RUSSIA DEBBA GESTIRE PROPRIO PAESE" - Più prudente la due volte campionessa Usa di pattinaggio artistico su ghiaccio, Ashley Wagner. La 22enne, pur ammettendo di essere nervosa nel dover parlare della questione dato che è "solo un'atleta", ha precisato: "La mia posizione è ferma. Credo che tutti dovremmo avere gli stessi diritti. Ovviamente non sostengo la legge in Russia, ma non spetta a me andare là e dire loro come gestire il paese".
HOLCOMB CONTRARIO AL BOICOTTAGGIO: "FAVORIREBBE LA RUSSIA" - Agli attivisti per i diritti umani, che hanno anche chiesto il boicottaggio dei Giochi come risposta, il bobbista statunitense Steven Holcomb, vincitore dell'oro nel quattro uomini ai Giochi di Vancouver 2010, ha risposto che una protesta del genere servirebbe solo agli interessi della Russia. "Penso che ai russi piacerebbe essere boicottati. Ci sarebbero più medaglie per loro. Sarebbero eccitati e felici! Hey, Steve Holcomb non viene ai Giochi? Perfetto, altre due medaglie in più nel bob per noi, grande... Penso che dovremmo prendere a calci il loro sedere", ha conlcuso.
MEYERS: "ANCHE NEGLI USA ABBIAMO PROBLEMI CON DIRITTI GAY" - Neppure Elana Meyers, medaglia di bronzo olimpica nel bob nel 2010, si è sottratta al dibattito: "Amo questo paese e penso sia il più grande al mondo. Mi piace ogni minuto essere un cittadino americano. Anche noi, però, abbiamo un sacco di problemi nel garantire i diritti della nostra comunità gay, lesbica e transgender. Un terzo degli stati in questo paese non ha leggi contro la discriminazione delle persone omosessuali e transessuali. Ci sono ancora stati in cui non possono sposarsi. Qualunque cosa la Russia abbia deciso di fare, credo e spero ci possa essere un ripensamento".
Il Comitato Olimpico Internazionale, intanto, ha rassicurato tutti dicendo di aver ricevuto garanzie dal governo russo che non ci saranno discriminazioni contro gli sportivi nè contro i tifosi e si è detto convinto che la Russia rispetterà la Lettera Olimpica.