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La Federnuoto mette sotto accusa Malagò: "Ha criticato la federazione"

Il presidente del Coni, tesserato con la Fin, ha ricevuto una convocazione ufficiale dal pm: lo statuto non prevede critiche. Una mossa che si inserisce nel quadro della "guerra" per le fatture sui lavori del Foro Italico
di PAOLO ROSSI

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ROMA - Farebbe ridere, se fosse una storiella raccontata tra amici. Invece è tutto vero: quattro giorni fa Giovanni Malagò, presidente del Coni, ha ricevuto una convocazione ufficiale da parte del pm della Federnuoto, D'Amelio. "Lei è colpevole di aver criticato la federazione, venga a esporre la sua difesa" era più o meno in sintesi l'accusa della Federnuoto.
Per capirci Giovanni Malagò, che è anche presidente del circolo Aniene di Roma (esattamente come D'Amelio), è tesserato Fin (come per altre numerose federazioni, esattamente diciassette). E lo statuto Fin non prevede critiche da parte dei tesserati (non si capisce come non abbiano ancora radiato Federica Pellegrini, a questo punto). Malagò, tra il serio e il faceto, ha più o meno risposto "Ma cosa volete, qui non abbiamo tempo da perdere".
Una roba che va collocata ovviamente nella guerra Coni-Fin, in attesa che il pm Felici concluda il supplemento d'indagini che gli ha imposto il gip sul caso delle 23 fatture dal valore complessivo di 845 mila euro per i lavori alle piscine del Foro Italico, oggetto dell'accordo con Coni Servizi e le stese fatture, già presentate al Ministero per attestare il vincolo di destinazione del finanziamento statale, sono state altresì prodotte nell'ambito dell'accordo transattivo sottoscritto tra Fin e Coni Servizi per il rimborso dei lavori sulle piscine del Foro Italico in compensazione del credito vantato dalla Coni Servizi sulle utenze degli stessi impianti.

Fatture usate due volte, insomma. Ma, in attesa delle decisioni del tribunale, la battaglia sportiva e politica è in pieno corso. Evidentemente a Paolo Barelli, presidente Federnuoto, non pareva vero poter 'inquisire' in qualche maniera il suo grande avversario. Pensando di aprire un caso giurisprudenziale, magari mettere in difficioltá Malagò con le altre federazioni, renderlo più nervoso, ma non rendendosi conto di aprirne un altro di caso, quello che va inserito negli annali delle storielle che fanno sorridere le persone più moderate. La domanda a questo punto è: visto che il gip, nelle sue motivazioni, ha aumentato i capi di imputazione per la Federnuoto, aggiungendo quella di falso in bilancio, chi arriverá primo al traguardo: Barelli, strappando la tessera Fin a Malagò, oppure Malagò a commissariarlo nella Federnuoto? Intanto, a chilometri di distanza, un signore sta aspettando l'esito della vicenda: si chiama Cornel Marculescu, ed è uno dei massimi dirigenti della Federazione mondiale di nuoto: a seconda dell'esito fará delle mosse con la commissione etica della Fina.
 
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