Addio a Marco Ansaldo, la libertà dal calcio ai Giochi
Maurizio Crosetti, di MAURIZIO CROSETTIIl giornalista si è spento all'età di 59 anni. Firma storica del Corriere dello Sport e di Repubblica prima, poi della Stampa
TORINO - Marco Ansaldo era un giornalista libero e curioso, ironico e colto. Aveva il dono della leggerezza nella profondità, e della battuta nella serietà. Che scrivesse di calcio o ciclismo, di scherma (lo sport della sua amata figlia Alice, che è stata azzurra: un fortissimo abbraccio a lei, e a suo fratello Andrea) oppure di atletica, il tono si riconosceva al volo: ed era una voce ferma e amica. Lo sanno bene i lettori della Stampa, di cui Marco è stato prima firma fino a un mese fa, ma anche quelli del Corriere dello Sport e di Repubblica: Ansaldo scrisse infatti per noi dall'89 al '91, e neppure una sua parola passò inosservata. Schiena dritta, sempre. Di sicuro, non stava con i più forti. Mai sazio, mai contento. Siamo fatti così.
Torinese, figlio di un operaio, Marco ha costruito il suo mestiere con rispetto del tempo e passione, crescendo di continuo, ma era già bravissimo da ragazzo, quando raccontava Genoa e Sampdoria …
Torinese, figlio di un operaio, Marco ha costruito il suo mestiere con rispetto del tempo e passione, crescendo di continuo, ma era già bravissimo da ragazzo, quando raccontava Genoa e Sampdoria …
TORINO - Marco Ansaldo era un giornalista libero e curioso, ironico e colto. Aveva il dono della leggerezza nella profondità, e della battuta nella serietà. Che scrivesse di calcio o ciclismo, di scherma (lo sport della sua amata figlia Alice, che è stata azzurra: un fortissimo abbraccio a lei, e a suo fratello Andrea) oppure di atletica, il tono si riconosceva al volo: ed era una voce ferma e amica. Lo sanno bene i lettori della Stampa, di cui Marco è stato prima firma fino a un mese fa, ma anche quelli del Corriere dello Sport e di Repubblica: Ansaldo scrisse infatti per noi dall'89 al '91, e neppure una sua parola passò inosservata. Schiena dritta, sempre. Di sicuro, non stava con i più forti. Mai sazio, mai contento. Siamo fatti così.
Torinese, figlio di un operaio, Marco ha costruito il suo mestiere con rispetto del tempo e passione, crescendo di continuo, ma era già bravissimo da ragazzo, quando raccontava Genoa e Sampdoria per il Corsport di Tosatti. Instancabile, gran consumatore di suole e mai trombone a tavolino, assai generoso con i più giovani, ha scritto cose magnifiche alle Olimpiadi, negli stadi di tutto il mondo, al Tour de France dove interruppe il servizio per la morte del padre e poi tornò sulla strada e sulla tastiera, perché è così che si fa.
Il cuore l'ha tradito a 59 anni, davvero troppo pochi, appena varcata forzatamente la soglia del prepensionamento, perché oggi funziona così: c'è la crisi e si rinuncia ai migliori e ai meno giovani, pur di risparmiare. Ansaldo, abituato da sempre a scrivere moltissimo, patì dignitosamente e in silenzio il commiato, l'arrivederci e grazie. È morto nell'Astigiano, durante una passeggiata in campagna con gli amici e ne aveva tanti, ed è stato un privilegio esserlo. Marco è morto da vivo, in mezzo alle vigne che hanno lo stesso profumo di un campo di pallone.
Torinese, figlio di un operaio, Marco ha costruito il suo mestiere con rispetto del tempo e passione, crescendo di continuo, ma era già bravissimo da ragazzo, quando raccontava Genoa e Sampdoria per il Corsport di Tosatti. Instancabile, gran consumatore di suole e mai trombone a tavolino, assai generoso con i più giovani, ha scritto cose magnifiche alle Olimpiadi, negli stadi di tutto il mondo, al Tour de France dove interruppe il servizio per la morte del padre e poi tornò sulla strada e sulla tastiera, perché è così che si fa.
Il cuore l'ha tradito a 59 anni, davvero troppo pochi, appena varcata forzatamente la soglia del prepensionamento, perché oggi funziona così: c'è la crisi e si rinuncia ai migliori e ai meno giovani, pur di risparmiare. Ansaldo, abituato da sempre a scrivere moltissimo, patì dignitosamente e in silenzio il commiato, l'arrivederci e grazie. È morto nell'Astigiano, durante una passeggiata in campagna con gli amici e ne aveva tanti, ed è stato un privilegio esserlo. Marco è morto da vivo, in mezzo alle vigne che hanno lo stesso profumo di un campo di pallone.