Heysel, 1985-2015: le commemorazioni nello stadio belga
La lettura dei 39 nomi e un minuto di raccoglimento. Poi, 39 palloncini bianchi sono saliti nel cielo di Bruxelles. A trent'anni dalla tragedia dell'Heysel, la commemorazione delle vittime (32 italiani, 4 belgi, 2 francesi e un irlandese) scomparse in seguito agli incidenti della finale di Coppa del Campioni tra Juventus e Liverpool. La cerimonia nello stadio belga in presenza di Paolo Garimberti, presidente del J-museum e Sergio Brio, l'ex difensore che visse la tragedia da molto vicino, l'ambasciatore britannico in Belgio, Alison Rose e l'omologo italiano, Alfredo Bastianelli. "E' stata una serata tragica di cui ho ricordi bruttissimi - ha detto Sergio Brio - questa data non si dovrà scordare mai". "A tutt'oggi - ha raccontato Brio - questa data del 29 maggio non ha insegnato niente al calcio". I calciatori non si erano accorti di nulla. "Avevamo l'impressione che stesse accadendo qualcoa ma non sapevamo di alcun morto. Boniperti non voleva giocare. Ma la Uefa lo impose per questioni di ordine pubblico e minacciando la sconfitta a tavolino. A quel punto, venne negli spogliatoi e disse: c'è stato un morto tra i nostri tifosi. Onoriamolo. Dobbiamo vincere per lui". Al termine "fummo chiamati sotto la curva". Altre cerimonie, nel giorno dell'anniversario, anche a Liverpool e a Torino