Boxe, Alì-Frazier: quaranta anni fa la terza sfida, la più dura
Il 1° ottobre del 1975 a Manila, nelle Filippine, va in scena uno dei match più violenti della storia del pugilato. Muhammad Alì e Joe Frazier si sono affrontati già due volte, consolidando una rivalità feroce che va oltre il quadrato. La prima volta nel 1971, in un Madison Squadre Garden talmente pieno che Frank Sinatra per esser a bordo ring si inventa fotografo della rivista Life: il gancio sinistro con cui 'Smokin Joe' mette al tappeto Alì (poi sconfitto ai punti) è un capolavoro di potenza e tecnica. La 'vendetta' di Alì, avvenuta nel 1974, impone la bella. Il regime delle Filippine, nonostante la popolazione non navighi nell'oro, investe 12 milioni di dollari nell'evento che, come spesso i match dell'epoca, viene presentato con un titolo in perfetto stile cinematografico, 'Thrilla in Manila'. Alì ci arriva da campione. L'anno prima ha spodestato in un altro match epico- a Kinshasa, nell'ex Zaire- George Foreman. Ama l'arte della provocazione, va sempre in giro con pupazzo raffigurante un gorilla e non perde una sola occasione di paragonarlo a Joe Frazier. Anche sul ring Alì sembra, nei primi round, sembra poter disporre dell'avversario dall'alto della sua immensa classe. Poi però i colpi di Frazier iniziano a sollevare il fumo, ed il match diventa una battaglia per la sopravvivenza. Al quattordicesimo round, Frazier i colpi dell'avversario li può solamente intuire: ha un'occhio completamente chiuso, e l'altro quasi. Dal canto suo Alì ritorna all'angolo con l'intento di non tornare sul ring: non ha più una stilla di energia, non è mai stato così in difficoltà. Fanno prima i secondi di Frazier, che interrompono il match nonostante Joe voglia combattere al buio. Alì vince, ma non riesce neanche ad alzare il braccio, ammette: “Non sono mai stato così vicino alla morte”. Vero, se avessero combattuto quel quindicesimo maledetto round la vita di tutti e due sarebbe stata appesa a un filo di LUIGI PANELLA