TORINO. Vecchia storia, vecchissimi trucchi. Nel 1992, Gigi Lentini passò dal Torino al Milan per 18,5 miliardi di lire, ai quali però se ne aggiunsero quasi 7 in nero, pagati da Berlusconi a Gian Mauro Borsano, allora presidente granata poi finito in prigione, con un movimento da una banca del Lichtenstein su un conto di Borsano. Berlusconi venne processato per falso in bilancio, reato poi prescritto.
Lentini, cosa accadde davvero?
"Mi voleva anche la Juve, io avrei preferito ma il Milan mi disse che era già tutto fatto. Col il Toro si erano messi d'accordo in primavera e io non ne sapevo niente".
Infatti lei dichiarò che non avrebbe mai lasciato i granata.
"Ero in totale buona fede, però passai da traditore".
Sapeva nulla dei pagamenti in nero?
"Il calciatore è una merce e va dove lo vendono: firma un contratto e tace. Altro non ho mai saputo, né mi competeva sapere".
È vero che la convinse Berlusconi in persona?
"Venne a prendermi due volte con l'elicottero, e la prima volta gli dissi di no in faccia, in casa sua ad Arcore. Poi capii che era tutto inutile e che il Torino aveva bisogno di quei soldi per sopravvivere".
Nel Milan lei sembrò inarrestabile, fino alla sera dell'incidente sull'autostrada.
"Tornai forte anche dopo, ma di sicuro potevo essere molto di più".
Sono passati quasi 25 anni e nel calcio ancora si parla di bilanci truccati.
"È un mondo così, si dà per avere e si ha per dare, si sfrutta e si viene sfruttati. A me, infatti, questo mondo non è mai piaciuto tantissimo".
Lentini, cosa accadde davvero?
"Mi voleva anche la Juve, io avrei preferito ma il Milan mi disse che era già tutto fatto. Col il Toro si erano messi d'accordo in primavera e io non ne sapevo niente".
Infatti lei dichiarò che non avrebbe mai lasciato i granata.
"Ero in totale buona fede, però passai da traditore".
Sapeva nulla dei pagamenti in nero?
"Il calciatore è una merce e va dove lo vendono: firma un contratto e tace. Altro non ho mai saputo, né mi competeva sapere".
È vero che la convinse Berlusconi in persona?
"Venne a prendermi due volte con l'elicottero, e la prima volta gli dissi di no in faccia, in casa sua ad Arcore. Poi capii che era tutto inutile e che il Torino aveva bisogno di quei soldi per sopravvivere".
Nel Milan lei sembrò inarrestabile, fino alla sera dell'incidente sull'autostrada.
"Tornai forte anche dopo, ma di sicuro potevo essere molto di più".
Sono passati quasi 25 anni e nel calcio ancora si parla di bilanci truccati.
"È un mondo così, si dà per avere e si ha per dare, si sfrutta e si viene sfruttati. A me, infatti, questo mondo non è mai piaciuto tantissimo".