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La Disney cancella il Trofeo Topolino: lanciò campioni come Stenmark, Thoeni e Tomba

Ideato negli anni '50 da Mike Bongiorno e Rolly Marchi, è legato soprattutto allo sci. Nel 2017 non si terrà per "Strategie aziendali"

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ROMA - "Strategie aziendali". Due parole dietro le quali si annida un virus insidioso, di quelli che annientano la poesia. "Strategie aziendali". E' la motivazione data dalla Disney sulla volontà di cancellare, dal 2017, tutte le manifestazioni sportive organizzate in Italia con il marchio 'Trofeo Topolino'. "E' stata presa la decisione di usare i nostri contenuti e le nuove tecnologie al fine di ampliare il modo in cui raggiungiamo e coinvolgiamo bambini e famiglie". Parole che di fatto smentiscono le voci su un annullamento delle manifestazioni per paura del terrorismo. Non si disputeranno nel prossimo anno il rugby (previsto a maggio a Treviso), il calcio (a giugno in Valle d'Aosta), lo sci alpino e lo sci nordico (tra febbraio e marzo in Trentino Alto Adige). "Strategie aziendali" che agitano i ricordi. Basta chiedere ad un ragazzo (chi legge Topolino non diventa mai adulto) che viaggia sugli 'anta', e di quella carta porosa che dava soluzione di continuità alla copertina liscia del settimanale a fumetti, sicuramente ricorderà due cose. La rubrica "Vi parla Nicolò Carosio", nella quale il leggendario radiocronista ci portava nella storia del calcio, e i loghi dedicati al trofeo Topolino di sci. Già, perché se nel corso del tempo l'iniziativa è stata estesa anche ad altri sport, la prerogativa del Trofeo tradizionalmente è sempre stata la neve.

Non a caso fu ideato nel 1957 da persone che con la neve avevano un rapporto simbiotico. Uno era Mike Bongiorno, che tra un quiz e l'altro sfruttava ogni minuto per inforcare gli sci. Talmente indentificato con la montagna, da farsi calare sulla cima del Monte Cervino per suggerire agli italiani l'acquisto di una celebre grappa. Una cima che il buon Mike ricordò a lungo, visto che ci restò tre ore completamente solo prima che l'elicottero, pregiudicato da condizioni climatiche proibitive, riuscisse a recuperarlo. L'altro era Rolly Marchi, che oltre a scrivere opere in cui la neve era spesso protagonista, fu decano dei cronisti delle Olimpiadi invernali. Iniziò seguendo i Giochi del 1936 a Garmish, chiude settanta anni dopo a Torino. I due, insieme al maestro di sci Gigi Panei, ebbero l'idea che la Disney sposò e lanciò immediatamente. E come tanti Hans Brinker, l'olandesino con i pattini d'argento del celebre romanzo, i bambini iniziarono a rincorrere i propri sogni sulla neve. E il Trofeo Topolino sembrò subito una cosa da predestinati. Negli anni sessanta spiccano tra i vincitori Ingemar Stenmark e Gustavo Thoeni, più che leggende è impossibile definirli. Nel 1970 poi, la federazione di sci ne fece una competizione internazionale. Una sorta di mondiale giovanile con attese mai tradite. Tra i vincitori anche Marc Girardelli ed una ragazzina bionda di nome Lindsey Vonn E tra gli sconfitti addirittura Deborah Compagnoni e Alberto Tomba. La bomba arrivò intorno al trentesimo posto nel 1980, si rifarà con gli interessi tra Olimpiadi e Mondiali. Eppure siamo sicuri che tra i suoi ricordi preferiti non manca la partecipazione a quella gara che aveva conosciuto leggendo i fumetti.
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