Alex Zanardi: “Scoprirò tre ragazzi da portare con me a Tokyo 2020”
Francesco Fasiolo , di FRANCESCO FASIOLOIl pluricampione paralimpico e mondiale di handbike parla delle sue passioni e dell'impegno per il diritto all'attività sportiva dei disabili, in occasione del lancio del nuovo portale di Repubblica.it dedicato allo sport senza barriere
Ha vinto quattro ori alle Paralimpiadi e otto campionati mondiali su strada con la sua handbike, uno sport di cui è diventato il simbolo. Da pilota, un titolo italiano nel Superturismo e due titoli in serie Cart negli Stati Uniti, dove è popolarissimo tra i tifosi. Ma se Alex Zanardi deve scegliere il suo trionfo più importante gli occhi guardano lontano, al ragazzino che correva sulle piste di tutta Italia negli anni '80. "La mia vittoria più bella è stata il primo campionato italiano di kart, nel 1985: avevo 15 anni e ho tenuto la schiena dritta davanti a tanti adulti che continuavano a negarmi l'opportunità che credevo di meritare. Il primo passo per trasformare la mia passione in un mestiere".
Passione, sacrificio, coraggio, sono le qualità che Zanardi ha portato in pista prima e dopo l'incidente del Lausitzring del 2001. Non poteva mancare allora il campione bolognese per il lancio del nuovo portale dedicato …
Passione, sacrificio, coraggio, sono le qualità che Zanardi ha portato in pista prima e dopo l'incidente del Lausitzring del 2001. Non poteva mancare allora il campione bolognese per il lancio del nuovo portale dedicato …
Ha vinto quattro ori alle Paralimpiadi e otto campionati mondiali su strada con la sua handbike, uno sport di cui è diventato il simbolo. Da pilota, un titolo italiano nel Superturismo e due titoli in serie Cart negli Stati Uniti, dove è popolarissimo tra i tifosi. Ma se Alex Zanardi deve scegliere il suo trionfo più importante gli occhi guardano lontano, al ragazzino che correva sulle piste di tutta Italia negli anni '80. "La mia vittoria più bella è stata il primo campionato italiano di kart, nel 1985: avevo 15 anni e ho tenuto la schiena dritta davanti a tanti adulti che continuavano a negarmi l'opportunità che credevo di meritare. Il primo passo per trasformare la mia passione in un mestiere".
Passione, sacrificio, coraggio, sono le qualità che Zanardi ha portato in pista prima e dopo l'incidente del Lausitzring del 2001. Non poteva mancare allora il campione bolognese per il lancio del nuovo portale dedicato a sport e disabilità di Repubblica.it, in collaborazione con la Fondazione Vodafone Italia. Parte "Sport senza barriere": pagine dove trovare storie, interviste, progetti, eventi. Ma anche, grazie al link con il portale Oso - Ogni Sport Oltre della Fondazione Vodafone (ideato quando Zanardi ne era presidente) l'accesso a tante informazioni pratiche per trovare federazioni e centri sportivi che aprono le porte ai disabili. "Iniziativa importante anche per creare un punto di riferimento: purtroppo il mondo dello sport paralimpico sino a oggi è stato molto sconnesso - spiega Zanardi - Ci sono piccole entità, associazioni, che hanno avuto idee splendide ma che con un po' più di visibilità avrebbero potuto avere un effetto molto maggiore. Adesso hanno una piattaforma, un centro di contatto dove ritrovarsi. I Giochi di Londra hanno cambiato la percezione degli spettatori: oggi non guardano più le gare dicendo "che bravi nonostante quello che è accaduto loro", ma si stupiscono del risultato per la sua tecnicità. Uno ci vede andare a più di 40 km all'ora a forza di braccia, si gratta la testa e dice: ma io non li faccio neanche in bicicletta! La gente insomma capisce quanto lavoro c'è dietro".
Sta già selezionando i possibili futuri campioni per le Paralimpiadi di Tokyo 2020?
"Lo faccio dall'interno del comitato scientifico della fondazione Vodafone e con il mio progetto "Obiettivo 3": lo scopo è dare una mano ai ragazzi che non sanno come iniziare un percorso sportivo. L'attrezzatura costa e questo è un ostacolo quasi insuperabile per chi vive di una pensione di invalidità di poche centinaia di euro al mese. Noi cerchiamo di aiutare non solo dando informazioni ma anche attrezzature in comodato d'uso. L'ambizione è trovare almeno tre ragazzi capaci di qualificarsi per Tokyo".
Ci proverà anche Zanardi? Terza volta ai Giochi?
"Fino a qualche anno fa sembrava solo una battuta. Dicevo sempre che sono come il vino rosso, più invecchia e più è buono. Però le forze ci sono ancora, il fisico tiene: sarà che l'erba cattiva non muore mai ma ora comincio a crederci davvero. Io ci provo. Se poi dovessi arrivare a Tokyo, tranquilli che in prossimità del traguardo mi farò del male piuttosto che cedere un centimetro a un avversario".
Prima però tornerà ancora una volta ai motori: parteciperà alla 24 Ore di Daytona nel 2019, con una Bmw M8 Gte
"Nel 2015 presi parte alla 24ore di Spa e andò abbastanza bene, eravamo velocissimi. Però la gara è diventata una "23 Ore", perché l'auto si è rotta a un'ora dalla fine. Mi è rimasta la voglia di tentare. Pochi giorni fa alla festa di Natale di Monaco la Bmw ha fatto questo annuncio che ha stupito anche me: sarà eccitante passare il 2018 al lavoro nella preparazione di dispositivi che dovrebbero semplificarmi la vita alla guida. E poi a gennaio 2019, all'attacco a Daytona. Ma il prossimo anno c'è anche il mondiale paraciclistico in Italia, a Maniago, in provincia di Pordenone, quindi ho ancora più voglia di fare bene".
Passione, sacrificio, coraggio, sono le qualità che Zanardi ha portato in pista prima e dopo l'incidente del Lausitzring del 2001. Non poteva mancare allora il campione bolognese per il lancio del nuovo portale dedicato a sport e disabilità di Repubblica.it, in collaborazione con la Fondazione Vodafone Italia. Parte "Sport senza barriere": pagine dove trovare storie, interviste, progetti, eventi. Ma anche, grazie al link con il portale Oso - Ogni Sport Oltre della Fondazione Vodafone (ideato quando Zanardi ne era presidente) l'accesso a tante informazioni pratiche per trovare federazioni e centri sportivi che aprono le porte ai disabili. "Iniziativa importante anche per creare un punto di riferimento: purtroppo il mondo dello sport paralimpico sino a oggi è stato molto sconnesso - spiega Zanardi - Ci sono piccole entità, associazioni, che hanno avuto idee splendide ma che con un po' più di visibilità avrebbero potuto avere un effetto molto maggiore. Adesso hanno una piattaforma, un centro di contatto dove ritrovarsi. I Giochi di Londra hanno cambiato la percezione degli spettatori: oggi non guardano più le gare dicendo "che bravi nonostante quello che è accaduto loro", ma si stupiscono del risultato per la sua tecnicità. Uno ci vede andare a più di 40 km all'ora a forza di braccia, si gratta la testa e dice: ma io non li faccio neanche in bicicletta! La gente insomma capisce quanto lavoro c'è dietro".
Sta già selezionando i possibili futuri campioni per le Paralimpiadi di Tokyo 2020?
"Lo faccio dall'interno del comitato scientifico della fondazione Vodafone e con il mio progetto "Obiettivo 3": lo scopo è dare una mano ai ragazzi che non sanno come iniziare un percorso sportivo. L'attrezzatura costa e questo è un ostacolo quasi insuperabile per chi vive di una pensione di invalidità di poche centinaia di euro al mese. Noi cerchiamo di aiutare non solo dando informazioni ma anche attrezzature in comodato d'uso. L'ambizione è trovare almeno tre ragazzi capaci di qualificarsi per Tokyo".
Ci proverà anche Zanardi? Terza volta ai Giochi?
"Fino a qualche anno fa sembrava solo una battuta. Dicevo sempre che sono come il vino rosso, più invecchia e più è buono. Però le forze ci sono ancora, il fisico tiene: sarà che l'erba cattiva non muore mai ma ora comincio a crederci davvero. Io ci provo. Se poi dovessi arrivare a Tokyo, tranquilli che in prossimità del traguardo mi farò del male piuttosto che cedere un centimetro a un avversario".
Prima però tornerà ancora una volta ai motori: parteciperà alla 24 Ore di Daytona nel 2019, con una Bmw M8 Gte
"Nel 2015 presi parte alla 24ore di Spa e andò abbastanza bene, eravamo velocissimi. Però la gara è diventata una "23 Ore", perché l'auto si è rotta a un'ora dalla fine. Mi è rimasta la voglia di tentare. Pochi giorni fa alla festa di Natale di Monaco la Bmw ha fatto questo annuncio che ha stupito anche me: sarà eccitante passare il 2018 al lavoro nella preparazione di dispositivi che dovrebbero semplificarmi la vita alla guida. E poi a gennaio 2019, all'attacco a Daytona. Ma il prossimo anno c'è anche il mondiale paraciclistico in Italia, a Maniago, in provincia di Pordenone, quindi ho ancora più voglia di fare bene".