✕

Interinale e delocalizzazione, le proposte dei partiti sul lavoro

Come affrontare globalizzazione e rivoluzione tecnologica? Dai cinquantenni con contratti di somministrazione agli operai specializzati della Embraco, le diverse soluzioni nei programmi elettorali
6 minuti di lettura
Come dare continuità al lavoro e soprattutto come conservarlo di fronte ai contraccolpi della globalizzazione e della rivoluzione tecnologica? Il governo Renzi ha risposto al primo quesito con gli sgravi contributivi triennali per le assunzioni a tempo indeterminato. E i risultati, fino a un certo punto, sono arrivati. Dal 2013 al 2017, a fronte di un aumento di 600 mila occupati a termine, abbiamo avuto oltre mezzo milione in più di dipendenti "stabili". Che tuttavia ora non salgono più. Nel 2018 è partito un nuovo sconto contributivo strutturale (del 50%) a chi assume stabilmente under 35.

TUTTE LE FACCE DEL VOTO - PRIMA PUNTATA: GIOVANI E NEOMAMME

Ed è intenzione di quasi tutti i partiti continuare su questa strada. Meno dettagliate le proposte per difendere il lavoro di chi, pur avendo un contratto a tempo indeterminato, rischia di essere licenziato, e non a causa del Jobs Act. Cosa propongono i partiti su questi due problemi? Cosa ri…
Come dare continuità al lavoro e soprattutto come conservarlo di fronte ai contraccolpi della globalizzazione e della rivoluzione tecnologica? Il governo Renzi ha risposto al primo quesito con gli sgravi contributivi triennali per le assunzioni a tempo indeterminato. E i risultati, fino a un certo punto, sono arrivati. Dal 2013 al 2017, a fronte di un aumento di 600 mila occupati a termine, abbiamo avuto oltre mezzo milione in più di dipendenti "stabili". Che tuttavia ora non salgono più. Nel 2018 è partito un nuovo sconto contributivo strutturale (del 50%) a chi assume stabilmente under 35.

TUTTE LE FACCE DEL VOTO - PRIMA PUNTATA: GIOVANI E NEOMAMME

Ed è intenzione di quasi tutti i partiti continuare su questa strada. Meno dettagliate le proposte per difendere il lavoro di chi, pur avendo un contratto a tempo indeterminato, rischia di essere licenziato, e non a causa del Jobs Act. Cosa propongono i partiti su questi due problemi? Cosa rispondono a Mario, operatore ecologico, che pur avendo stretto con la propria azienda un rapporto di fiducia, si deve accontentare di continui contratti in somministrazione? Cosa dicono a Paolo, dipendente della Embraco, licenziato insieme ad altri 496 perché l'azienda trasferisce la produzione in Slovacchia? (2. fine)

IL COMMENTO - Più che all’orario ripensare alle politiche attive

IL CINQUANTENNE - Un posto da operatore ecologico

"Interinale a vita e così il mutuo mi viene negato"

Lo stesso impiego da anni con i contratti in somministrazione

Mario, 50 anni, operatore ecologico, separato, due figli, va avanti con ripetuti contratti in somministrazione con le agenzie interinali. Contratti di due o anche di un solo mese. "Eppure ho ormai da nove anni un rapporto continuativo con la stessa azienda del centro Italia per la raccolta di rifiuti. Un rapporto tale da giustificare l'assunzione. Ma niente da fare. Il trucco è questo: ogni volta che stanno per scadere i tre anni oltre i quali scatta la stabilizzazione, l'azienda cambia agenzia interinale. E ricomincia tutto da capo. Non sono l'unico in queste condizioni, lo è l'80% delle persone che lavorano per la municipalizzata . Solo il 20% è costituito da dipendenti interni. Ho uno stipendio di circa 1.400 euro al mese, ma non è questo il punto. Il problema vero per me è che quando cerco un appartamento in affitto o un mutuo, nessuno mi dà retta, né i proprietari di case né le banche: nessuno si sente garantito da contratti che scadono ogni due mesi, e che potrebbero non essere rinnovati, anche se io so che probabilmente lo saranno. E così sa cosa succede? Che alla tenera età di 50 anni sono costretto a dormire dai miei".


Le proposte dei partiti

Partito democratico: utilizzi a termine più cari premiata la stabilità
L'obiettivo del programma targato Pd è diminuire il costo del lavoro per tutti i nuovi assunti in maniera stabile, e più precisamente ridurlo di "un punto all'anno per quattro anni, in modo che alla fine della prossima legislatura il costo dei contributi sia del 29% rispetto al 33 attuale". Allo stesso tempo, il lavoro temporaneo che non si trasforma in stabile e che anzi viene ripetuto più volte, dovrà costare di più. Come? Con l'obbligo per l'impresa di pagare una "buonuscita compensatoria" al lavoratore che non viene stabilizzato. Il ragionamento che sta alla base è che il lavoro di qualità deve costare meno di quello povero. E tuttavia non sono certo gli sconti contributivi ad alzare la qualità di un impiego. Serve soprattutto la formazione. E il Pd propone su questo punto un percorso che dura tutta la vita lavorativa, come vedremo quando si parlerà di riconversione.

Liberi e Uguali: causale e tempi certi contro la lotteria dei rinnovi
Con l'introduzione del Jobs Act e quindi con la sostituzione del reintegro con l'indennità in caso di licenziamenti (tranne che per quelli discriminatori) anche i nuovi contratti a tempo indeterminato, secondo Liberi e uguali, sono precari. E allora la prima cosa da fare è ripristinare il reintegro e "considerare il contratto a tempo indeterminato a piene tutele, con il ritorno dell'articolo 18, come la forma prevalente di assunzione". Vuol dire che casi come quello di Mario non saranno più tollerati. I contratti a termine e in somministrazione devono avere una durata certa e una causale come prima: ossia si ripristina l'obbligo di motivare ogni assunzione a scadenza. Giustificabile, ad esempio, per lavori stagionali come nel turismo e in agricoltura. Difficile invece dimostrare l'utilità di ripetuti contratti in somministrazione per un lavoro continuativo come quello della raccolta rifiuti.

Movimento 5 Stelle: assunzioni nel pubblico retromarcia sull'articolo 18
Anche per il M5S, nei contratti a termine va ripristinata la causale, abolita con il decreto Poletti. In aggiunta, i Cinque Stelle propongono, in caso di cessazione, proroga o rinnovo del contratto, "una indennità aggiuntiva proporzionata alla retribuzione complessiva, dovuta per l'intera durata del contratto a tempo determinato", così da rendere quest'ultimo "più favorevole per il lavoratore". Anche se più di una volta Luigi Di Maio ha detto di voler ripristinare l'articolo 18 per le imprese sopra i 15 dipendenti, alla fine questa proposta non è stata inserita nel programma, dove invece viene ripresentata quella del salario minimo di 9 euro l'ora. Quanto al pubblico impiego, la proposta è di sbloccare il turn over in maniera selettiva per consentire assunzioni stabili in quelle amministrazioni che finora hanno dovuto ricorrere continuativamente a rapporti a termine.

Centrodestra: sei anni a costo zero per chi fa vera occupazione
La proposta centrale del Centrodestra sulla stabilizzazione dei contratti è quella di eliminare "qualsiasi tassa e contributo per i primi sei anni per chi assume a tempo indeterminato". Non si capisce se la misura è pensata solo per i giovani o se è estesa a tutti. La decontribuzione è prevista anche all'apprendistato. Sul tema dei limiti ai contratti a termine, Forza Italia non prende posizione, ma quando il decreto Poletti, che li liberalizzò almeno in parte, fu discusso in Parlamento, il partito giudicò "eccessivo" il tetto del 20% entro cui quei contratti avrebbero dovuto mantenersi rispetto ai rapporti a tempo indeterminato. Sul Jobs Act c'è ancora confusione nel Centrodestra. A inizio anno Berlusconi si era schierato per l'abolizione della riforma, salvo fare marcia indietro poco dopo. La Lega, invece, vuole reintrodurre l'articolo 18 per le aziende sopra i 15 dipendenti.

L'OPERAIO SPECIALIZZATO - La vittima del dumping sociale

"Io, licenziato dall'azienda che delocalizza"

Un ventennio passato all'Embraco poi la doccia gelata della chiusura

Paolo, 44 anni, single, operaio specializzato di quarto livello, entrato nello stabilimento di Riva di Chieri, in provincia di Torino, ventiquattro anni fa. Ora è uno dei 497 licenziati della Embraco (gruppo Whirlpool), che produce compressori per frigoriferi. Licenziati non perché l'azienda è in crisi, ma perché il gruppo Whirlpool trova più conveniente produrre in Slovacchia piuttosto che in Italia. "Sono un veterano dello stabilimento, sono entrato che avevo vent'anni. Una vita. Primo anno con contratto a termine. Poi nel '97 a tempo indeterminato. Un lavoro di alta precisione, al millesimo di millimetro. Tutto procedeva tranquillamente. Poi cominciano i contratti di solidarietà. E si arriva alla doccia gelata del 10 gennaio con i licenziamenti. Cosa ci aspetta? E chi lo sa? Si parla di reindustrializzazione, di nuove produzioni, ma è tutto molto vago. Vedo che a livello governativo si vogliono ridiscutere gli accordi internazionali per combattere queste operazioni di dumping. Ma ci dovevano pensare decenni fa. Nel frattempo, l'Italia si è letteralmente svuotata".

Le proposte dei partiti

Partito democratico: fondo per reindustrializzare e formazione continua
Al di là della battaglia in sede comunitaria contro il dumping fiscale e contributivo che il Partito democratico ha già annunciato di voler appoggiare, il Pd propone strumenti per il rilancio e la riconversione di quelle aziende che rimangono indietro o che, pur rappresentando delle eccellenze produttive, restano vittime della globalizzazione, come la Embraco di Riva di Chieri. "Innovazione, investimenti, sostenibilità ambientale sono le chiavi per creare sviluppo, per aumentare la produttività". Ma più precisamente, viene proposta la creazione di "un fondo di reindustrializzazione per assorbire gli shock della globalizzazione e del progresso tecnologico". I lavoratori, dal canto loro, a ogni età e in ogni situazione, avranno garantito il diritto a partecipare a "percorsi di formazione qualificati, rigidamente monitorati e certificati da un organismo competente".

Liberi e uguali: forti investimenti pubblici per ricollocare i dipendenti
Per ricollocare i lavoratori che perdono il posto, così come per avviare i giovani, serve innanzi tutto, secono Liberi e uguali, un grande sforzo di investimenti pubblici, "un piano straordinario per rimettere in piedi il Paese". Tra gli interventi prioritari: messa in sicurezza del territorio, di scuole
e ospedali, energie alternative, istruzione e sanità. "Tutti investimenti ad alto moltiplicatore, cioè in grado di generare crescita e occupazione molto più di quando possano fare sgravi fiscali o trasferimenti monetari". Nel caso delle imprese che lasciano l'Italia per lidi meno cari, si propone di "ridiscutere quegli accordi internazionali che antepongono le finalità del libero scambio alla tutela dei diritti dei lavoratori". E occorre governare la riduzione dell'occupazione prodotta dalla nuova rivoluzione tecnologica "considerando in primo luogo il tema della riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario".

Movimento 5 Stelle: due miliardi ai Centri impiego e settimana sotto le 40 ore
Il partito di Di Maio intende affrontare il problema della perdita del lavoro soprattutto con il potenziamento dei Centri pubblici per l'impiego, ai quali va destinata una dote finanziaria di 2 miliardi. I Cinque Stelle propongono anche di puntare sempre di più, per il recupero delle imprese in crisi, sul sistema del "Workers buyout", cioè le operazioni di acquisto della società da parte dei loro stessi dipendenti attraverso cooperative di produzione, con opportune facilitazioni e semplificazioni. Altro tema ritenuto fondamentale per M5S, e non solo per superare difficoltà aziendali, è quello della riduzione dell'orario. "A fronte di una prossima riduzione dello stock di ore lavorate, per via della robotica, dell'informatizzazione e della globalizzazione, andrebbe ridotto l'orario sotto le 40 ore settimanali e andrebbero incentivati part time e contratti di solidarietà difensivi e espansivi".

Centrodestra: multe a chi va all'estero dopo avere intascato incentivi
È soprattutto la Lega ad affrontare, all'interno del Centrodestra, le problematiche delle imprese che traslocano all'estero. Il partito di Salvini "intende valorizzare il tessuto produttivo del made in Italy con misure di contrasto alla concorrenza sleale e al dumping di produzioni straniere. Per contro, si prevedono multe alla aziende che migrano all'estero dopo aver intascato sovvenzioni statali". Anche Forza Italia vuole difendere con nuove misure il "made in Italy" e condizionare gli incentivi ai gruppi stranieri che hanno una filiale in Italia a precise garanzie sulla continuità produttiva nel nostro Paese. Ma è soprattutto attraverso la detassazione delle imprese e la decontribuzione che il Centrodestra intende impedire le crisi aziendali e i licenziamenti. Meno attenzione viene prestata alle politiche attive del lavoro, per incrociare offerta e domanda, e al rilancio dei Centri per l'impiego.