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 Marco Cecchinato, 26 anni (ansa)

Il nuovo Cecchinato: come si cambia in 50 giorni

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La nuova dimensione del siciliano arrivato in semifinale al Roland Garros, primo italiano dopo 40 anni. La costruzione di una sorpresa. La “macchina” e i suoi segreti
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La "macchina" Cecchinato ha incuriosito il mondo, che adesso vuole scoprire come il tennista venuto dal nulla abbia cambiato la sua vita in cinquanta giorni, quale segreto si celi dietro una crescita inattesa ed esponenziale, come si possa passare dai challenger a una semifinale del Grande Slam.
Tennisticamente i suoi punti di forza sono il rovescio, la smorzata e il servizio. Ma ogni "macchina" ha qualcos'altro. Cecchinato ha fisico, tecnica e psiche. "Partiamo da quest'ultima, la variabile più impalpabile". Parla Umberto Ferrara, il preparatore del tennista, il saggio dello staff. "Prima di ogni idea, progetto o investimento, occorre essere in sintonia. Questo è accaduto tra Simone Vagnozzi e Marco Cecchinato. Li ho visti incontrarsi, annusarsi, piacersi. Grazie a questo feeling è nato poi il triangolo sportivo". 
Simone Vagnozzi potrebbe diventare l'Arrigo Sacchi, o lo Zeman del tennis. "Lui è…
La "macchina" Cecchinato ha incuriosito il mondo, che adesso vuole scoprire come il tennista venuto dal nulla abbia cambiato la sua vita in cinquanta giorni, quale segreto si celi dietro una crescita inattesa ed esponenziale, come si possa passare dai challenger a una semifinale del Grande Slam.
Tennisticamente i suoi punti di forza sono il rovescio, la smorzata e il servizio. Ma ogni "macchina" ha qualcos'altro. Cecchinato ha fisico, tecnica e psiche. "Partiamo da quest'ultima, la variabile più impalpabile". Parla Umberto Ferrara, il preparatore del tennista, il saggio dello staff. "Prima di ogni idea, progetto o investimento, occorre essere in sintonia. Questo è accaduto tra Simone Vagnozzi e Marco Cecchinato. Li ho visti incontrarsi, annusarsi, piacersi. Grazie a questo feeling è nato poi il triangolo sportivo". 
Simone Vagnozzi potrebbe diventare l'Arrigo Sacchi, o lo Zeman del tennis. "Lui è stato 160 del mondo ma, non grosso fisicamente, ha saputo sopravvivere nell'Atp. È l'aspetto che ha condiviso con Marco, il quale ha capito di avere accanto la persona giusta". Queste sono le premesse per spiegare il boom dell'azzurro. "Come ha detto Marco, lui ha accettato di lasciare il mare per alzarsi nella nebbia di Bolzano. E non ha battuto ciglio nello spostarsi a Bordighera. Ma i sacrifici non sono garanzia per diventare campioni: c'era tanto da modellare". Ecco su cosa si è intervenuti.

La dieta
"Mangiava schifezze. Troppi carboidrati. Non conosceva frutta, verdura e proteine. È stato il primo lavoro extra sul quale siamo intervenuti. Il secondo sul protocollo di lavoro: Vagnozzi non è un dittatore, ci si confronta e ci si convince. Anche perché Cecchinato se non è convinto non esegue gli esercizi".

Il rovescio
Non è quello originale del pre-Roland Garros. "Lo eseguiva solo in back. Sempre e solo tagliato. Dovreste sapere quante discussioni ci sono volute per arrivare al colpo di oggi. Ma è stato tempo benedetto. Deve ringraziare Brandi. E Vagnozzi che ha completato l'opera".

Il servizio
"Un'altra sua arma che fa male. Può migliorare ancora, soprattutto pensando alle superfici veloci, dove può tirare più forte e piatto, invece di usare il kick per spingere l'avversario dietro i teloni di fondo campo".

Il fisico
"Qui entriamo nel mio campo: Marco è un ragazzo esplosivo, pronto a stare in campo cinque set. Paradossalmente la sua rapidità nei movimenti laterali certe volte diventa un boomerang perché, talmente sicuro, parte con una frazione di secondo in ritardo, e a livello Slam si paga".

Il fattore mentale
"È diventato più uomo. Mi fa ridere la pretesa di conoscere il momento esatto del clic: non esiste, o almeno non è facile identificarlo. Ci sono eventi che spostano la vita, ma lo scopriamo solo a posteriori".

La potenza
"Tira forte. Ma è muscolare. È una questione di fluidità, di timing sulla palla. Marco ha la prestanza fisica giusta: pensate a Djokovic o a Federer. Solo Nadal ostenta potenza muscolare. Il tennis, che è lo sport del diavolo, richiede altre qualità".

Il post Slam
"La scorsa notte abbiamo rivisto il match contro Djokovic, scambiando sms e facendo analisi. Siamo malati del nostro lavoro. L'ultimo tie-break è stato di una intensità clamorosa. Ora si pone un nuovo modello gestionale: siamo stati invasi dai media, bellissimo ma faticoso. Dovremo cambiare i piani, giocare sull'erba e anche sul cemento americano. Sarà competitivo anche sul veloce. Quando? Ecco, vedete che siete impazienti?". Lui stesso scherza sul futuro: "La mia fidanzata era un po' preoccupata. Le ho detto: "Ascolta, rimane tutto uguale, stai tranquilla""