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 Cristiano Ronaldo in allenamento con il Portogallo (reuters)

Il circolo degli assi pigliatutto in cima all'Europa e al mondo

La storia. Vincere la Champions e il Mondiale nello stesso anno: ci sono riusciti in 10, Khedira l'ultimo nel 2014. Ci riproveranno 15 giocatori del Real con 8 nazionali diverse. La chance di Cristiano Ronaldo 
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MOSCA. Ci sono riusciti solo giocatori del Bayern Monaco o del Real Madrid, tra l’altro quasi tutti tedeschi. Perché l’impresa è di colossali proporzioni e se non sei nell’élite assoluta nei club e in nazionale, e se non hai una perfetta disciplina da atleta, non puoi farcela. Anche stavolta, se accadesse, saranno quelli del Madrid a entrare nella leggenda, ancora: qui in Russia sono 15 gli atleti della Casa Blanca, e per 13 di loro non è detto che sia impossibile, anzi. Solo dieci calciatori nella storia hanno colto nello stesso anno solare la vittoria di club in Champions League, o Coppa dei Campioni, e nel Mondiale per nazioni, ossia le cose più importanti che esistano. 

Otto tedeschi, un francese e un brasiliano. La prima volta l’impresa riuscì nel 1974, a sette magnifici campioni del Bayern Monaco e della Germania Ovest, non a caso tutti entrati nella storia per ciò che fecero anche prima e dopo il 197…
MOSCA. Ci sono riusciti solo giocatori del Bayern Monaco o del Real Madrid, tra l’altro quasi tutti tedeschi. Perché l’impresa è di colossali proporzioni e se non sei nell’élite assoluta nei club e in nazionale, e se non hai una perfetta disciplina da atleta, non puoi farcela. Anche stavolta, se accadesse, saranno quelli del Madrid a entrare nella leggenda, ancora: qui in Russia sono 15 gli atleti della Casa Blanca, e per 13 di loro non è detto che sia impossibile, anzi. Solo dieci calciatori nella storia hanno colto nello stesso anno solare la vittoria di club in Champions League, o Coppa dei Campioni, e nel Mondiale per nazioni, ossia le cose più importanti che esistano. 

Otto tedeschi, un francese e un brasiliano. La prima volta l’impresa riuscì nel 1974, a sette magnifici campioni del Bayern Monaco e della Germania Ovest, non a caso tutti entrati nella storia per ciò che fecero anche prima e dopo il 1974: Maier, Breitner, Beckenbauer, Schwarzenbeck, Gerd Müller, Hoeness e Kapellmann (che però al Mondiale non entrò mai).

Vinsero di un’incollatura entrambi i trofei, ma conta il risultato: la Coppa Campioni a maggio (nella finale ripetuta contro l’Atletico Madrid di Aragonés, 4-0 dopo l’1-1 segnato da Schwarzenbeck al 120’ della prima partita) e il Mondiale a luglio, nella celebre finale contro l’Olanda di Cruyff, battuta 2-1 da quella indimenticabile rotazione delle anche di Gerd Müller, abituato a quelle cose.

Poi passano 24 anni prima di trovare un’altra impresa analoga, e la compie a sorpresa nel 1998 il canaco Christian Karembeu, che fino a pochi prima era alla Samp ma si infila proprio in quella stagione nel Real che torna a vincere la Champions dopo 32 anni (in finale contro la Juve, gol di Mijatovic), poi partecipa al Mondiale con la Francia, e alza la Coppa insieme a Zidane (e vincerà pure l’Europeo due anni dopo).

Nel 2002 ecco invece Roberto Carlos, l’unico brasiliano nel lotto dei supervincitori, ma anche lui giocatore del Madrid che a Glasgow vince la Champions (suo l’assist per il famoso gol al volo da fuori area di Zidane), poi a Yokohama si aggiudica la finale mondiale contro i tedeschi, grazie alla doppietta di Ronaldo. L’ultimo è un altro madridista, ma tedesco, ed è Sami Khedira: nella stagione 2013-2014 è bersagliato dagli infortuni (solo 18 presenze) ma fa in tempo a vincere la finale di Champions a Lisbona (Real-Atletico 4-1 ai supplementari, lui esce dopo un’ora), poi va ai Mondiali e li gioca tutti, tranne la finale in cui darà forfait nel riscaldamento, ma la Coppa è sua lo stesso. 

Ora, il Real campione d’Europa da tre anni porta al Mondiale le sue eccellenze, e sono 15 (solo il City, con 16 giocatori, è più rappresentato). Sergio Ramos, Asensio, Lucas Vazquez, Carvajal, Isco e Nacho, con la Spagna di Lopetegui, hanno le carte in regola per vincere la Coppa, come i brasiliani Casemiro e Marcelo, come il tedesco Kroos, come il francese Varane. Cristiano Ronaldo pure, anche se la doppietta Europeo-Mondiale può non essere un’utopia, se il Portogallo come a Francia 2016 continuerà a impedire agli avversari di giocare al calcio. Hanno molte meno possibilità, anche se per i sogni è sempre l’ora, i croati Modric e Kovacic, mentre non ne hanno affatto il costaricano Keylor Navas e men che meno il marocchino Achraf, anche lui vincitore dell’ultima Champions perché ha collezionato due presenze. Ma gli spagnoli, Kroos, Varane e Cristiano il colpaccio potrebbero farlo.

Per vincere un Mondiale dopo la Champions si deve avere enorme forza mentale per recuperare le energie dopo una stagione micidiale, e una squadra, una nazionale, in cui si ricreino le condizioni perfette per arrivare al traguardo anche a luglio. Ed è necessario che le sfumature, i dettagli, i colpi di genio e quelli di fortuna congiurino tutti insieme. Mica facile. Infatti ci sono riusciti in 10, dal 1958 a oggi, e qualcosa vorrà pur dire.