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Il neozelandese Matt Conger durante la verifica al Var di Nigeria-Islanda 2-0: agli islandesi concederà un rigore 

La resistenza della tecnologia: il Var arriva alla partita chiave

La Fifa soddisfatta. Venerdì il primo bilancio, mentre crescono gli scettici. La polemica di Serbia e Brasile. Il gesto di Amrabat. Ora il vero esame: le gare da dentro o fuori
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Mentre guardava sul monitor il replay del gomito di Cristiano Ronaldo farsi largo e giustizia sulla faccia dell’iraniano Pouraliganji, l’arbitro paraguaiano Enrique Patricio Cáceres Villafañe aveva il respiro pesante. Dev’essersi sentito come l’uomo in possesso dei codici nucleari, chiamato a decidere se pigiare o meno il fantomatico pulsante. In un secondo, poteva far saltare in aria il Mondiale di CR7. Ma fra le sue mani è passato anche il destino intero del Var. Perché in una situazione comunque controversa - dalla regia suggerivano un rosso, lui ha optato per il giallo, nel recinto legittimo del protocollo - la cacciata di Ronaldo dal Mondiale per effetto della moviola avrebbe scatenato più polemiche di quanto non abbia fatto il già discutibile e benevolo perdono. E ridato fiato e argomenti al partito degli scettici.

Quando l’Ifab ha dato il via libera alla tecnologia, non l’ha resa obbligatoria: ha sol…
Mentre guardava sul monitor il replay del gomito di Cristiano Ronaldo farsi largo e giustizia sulla faccia dell’iraniano Pouraliganji, l’arbitro paraguaiano Enrique Patricio Cáceres Villafañe aveva il respiro pesante. Dev’essersi sentito come l’uomo in possesso dei codici nucleari, chiamato a decidere se pigiare o meno il fantomatico pulsante. In un secondo, poteva far saltare in aria il Mondiale di CR7. Ma fra le sue mani è passato anche il destino intero del Var. Perché in una situazione comunque controversa - dalla regia suggerivano un rosso, lui ha optato per il giallo, nel recinto legittimo del protocollo - la cacciata di Ronaldo dal Mondiale per effetto della moviola avrebbe scatenato più polemiche di quanto non abbia fatto il già discutibile e benevolo perdono. E ridato fiato e argomenti al partito degli scettici.

Quando l’Ifab ha dato il via libera alla tecnologia, non l’ha resa obbligatoria: ha solo concesso il diritto di utilizzarla. La Fifa ha imboccato dritta la strada del progresso, la vecchia Europa è più cauta: la Premier si è presa un anno in più di riflessione, e l’Uefa in Champions attende di istruire un numero sufficiente di arbitri e di uniformare le dotazioni degli stadi alla periferia del calcio. In questa fase, un successo o un flop nella vetrina mondiale possono essere decisivi per il futuro della tecnologia.

C’è intanto una squadra, quella del Var, che gioca un campionato tutto suo, con 13 specialisti in una regia centralizzata a Mosca, e quattro uomini all’opera in ogni partita, di cui uno impiegato a vigilare sul fuorigioco. Dopo la prima giornata, la Fifa aveva espresso soddisfazione per i risultati del Var. Venerdì traccerà un bilancio ufficiale della prima fase. Detto che ogni gol o penalty viene scandagliato alla moviola, il sistema ha aggiunto 8 rigori sfuggiti all’occhio umano, portando il totale a 22. In due situazioni, è stata suggerita la revisione sul campo di un rigore già concesso: Neymar si è visto togliere il tiro dal dischetto contro il Costarica, mentre il colombiano Roldán ha confermato la sua decisione in Arabia Saudita-Egitto. Prima di Ronaldo, era stato graziato Prijovic: anche per lui giallo da Var dopo una red card review.

Il sistema di fuorigioco in 3D, che presto sbarcherà in Italia, è stato determinante nell’assegnare il 2-2 di Iago Aspas alla Spagna. Altre due reti sono state assegnate a Francia e Colombia dalla “vecchia” Goal Line Technology, introdotta nel 2014. La regola che prevede l’ammonizione per chi invoca il Var non trova invece applicazione.

Le polemiche riguardano l’uniformità di giudizio e il mancato intervento in episodi chiave: su tutti, il rigore negato a Berg per fallo di Boateng in Germania-Svezia. Per il ct serbo Krstajic «solo noi veniamo puniti sulla base di una giustizia selettiva, prima il Tribunale dell’Aja, ora il Var», e la sua federazione ha chiesto chiarimenti insieme al Brasile. Tite, polemico per il gol dello svizzero Zuber, ora dice: «Meglio evitare polemiche, non voglio favori». Pure il ct dell’Iran Queiroz, sostenitore della tecnologia, si è arrabbiato: «La gomitata è da rosso, il regolamento non ha declinazioni specifiche per Ronaldo e Messi». E il marocchino Amrabat, al termine del match con la Spagna, ha disegnato una tv nell’aria e borbottato qualcosa come Var bullshit, per definirla fantozzianamente una certa cosa pazzesca. Tutte polemiche che l’Italia ha già conosciuto, e a cui assiste ora da casa, fra sbadigli e rimpianti.