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Jorge Sampaoli, ct dell'Argentina (afp)

Zoom, labiale e audio: al Mondiale la rivincita degli spioni

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«Lo pongo al Kun?». Era l’80’. Un umile Sampaoli, nella versione dello studente che tenta di azzeccare la risposta giusta, senza fare troppo innervosire la maestra (in questo caso Messi), dimostra come sia cambiata l’informazione. E già, ce ne fosse ulteriore bisogno, quella domanda, un ct che chiede il permesso al suo capitano, in un disperato bisogno di aiuto, la dice lunga su chi comanda nell’Argentina. Ma anche su come ormai la stampa sia multidisciplinare, e come le usi tutte per informare lettori e spettatori.

Esclusa dai ritiri delle squadre, condannata a conferenze che hanno la freschezza del rigor mortis, relegata a distanza di sicurezza, e quindi a girare al largo, la stampa si prende le sue piccole rivincite. Sbugiarda, rivela, informa. Messi si fa parare il rigore contro l’Islanda, Diego Simeone, argentino, allenatore dell’Atletico Madrid, manda un messaggio audio al suo vice Burgos che arriva in possesso di Onda Cero…
«Lo pongo al Kun?». Era l’80’. Un umile Sampaoli, nella versione dello studente che tenta di azzeccare la risposta giusta, senza fare troppo innervosire la maestra (in questo caso Messi), dimostra come sia cambiata l’informazione. E già, ce ne fosse ulteriore bisogno, quella domanda, un ct che chiede il permesso al suo capitano, in un disperato bisogno di aiuto, la dice lunga su chi comanda nell’Argentina. Ma anche su come ormai la stampa sia multidisciplinare, e come le usi tutte per informare lettori e spettatori.

Esclusa dai ritiri delle squadre, condannata a conferenze che hanno la freschezza del rigor mortis, relegata a distanza di sicurezza, e quindi a girare al largo, la stampa si prende le sue piccole rivincite. Sbugiarda, rivela, informa. Messi si fa parare il rigore contro l’Islanda, Diego Simeone, argentino, allenatore dell’Atletico Madrid, manda un messaggio audio al suo vice Burgos che arriva in possesso di Onda Cero, che lo rende pubblico durante la trasmissione El Transistor: «Da quattro anni l’Argentina è nell’anarchia, Messi è bravo, sì, ma perché nel Barcellona è appoggiato da giocatori forti, tu tra lui e Ronaldo, potessi scegliere chi prenderesti?». Tanto è evidente la risposta che l’altro nemmeno fa la fatica di replicare.

Durante l’allenamento dell’Inghilterra il vice del ct Southgate ha dei fogli in mano con la formazione, un fotografo fa click e ingrandisce, volevi tenere segreti gli undici?, eccoti servito, con scuse dell’assistente che si dispiace e dice che lui non voleva danneggiare nessuno. L’Argentina va all’autogestione o almeno ci prova e il ct Sampaoli sarebbe stato relegato all’angolo? Ma no, ecco un altro click, ingrandisci il foglio, e lì c’è uno schema, fatto a mano, proprio da Sampaoli, segno che lui ancora ci tiene a disegnare una qualche forma di tattica e di attacco. Messi ringrazia Dio che è con l’Argentina e che non la lascia, peccato però che la mamma di un giornalista con un tweet riveli una superstizione: ha inviato un filo rosso portafortuna a Leo da mettere attorno alla caviglia, per allontanare la disgrazia di un’eliminazione, e la Pulce è costretta a confermare, sì è vero, ho giocato con quello. Nel caso Dio fosse distratto, meglio raddoppiare. Più che le parole per dirlo oggi si cercano le tracce per raccontarlo. Gesti, foto, facce, labiale, video, audio. Tutto per svelare segreti e bugie.