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Zlatan Ibrahimovic, 36 anni, ora ai Los Angeles Galaxy (ansa)

Ibra, il triste destino: lascia una squadra poi la vede vincere

Mentre Zlatan segna 2 reti nella lega Usa, la sua nazionale trionfa senza di lui. Come l’Inter, o il Barça  
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SAN PIETROBURGO - Povero re della foresta, ormai gli si è tutta pietrificata intorno, perché gli altri se ne sono andati e l’hanno lasciato solo col suo ego smisurato, e che rumore deve fare il silenzio là dentro. A Zlatan Ibrahimovic piace raffigurarsi nelle sembianze del leone, il suo slogan è “i leoni non si paragonano agli umani”, ma doveva essere più machiavellicamente sia volpe sia leone. Almeno non sarebbe andato incontro a questi giorni, che devono essere terribili, anche vivendoli tra Hollywood e Santa Monica. Mentre lui segna due gol nell’imperdibile “Clasico di California”, Los Angeles Galaxy-San José Earthquakers, Major League americana, la Svezia, libera dai suoi lacci e dalla sua colossale ombra, risplende al Mondiale, è tra le prime 8 al mondo come non le accadeva dal 1994. E lui non c’è. Anzi non ha voluto esserci. Nel 2016 ha mollato la nazionale con una certa degnazione,…
SAN PIETROBURGO - Povero re della foresta, ormai gli si è tutta pietrificata intorno, perché gli altri se ne sono andati e l’hanno lasciato solo col suo ego smisurato, e che rumore deve fare il silenzio là dentro. A Zlatan Ibrahimovic piace raffigurarsi nelle sembianze del leone, il suo slogan è “i leoni non si paragonano agli umani”, ma doveva essere più machiavellicamente sia volpe sia leone. Almeno non sarebbe andato incontro a questi giorni, che devono essere terribili, anche vivendoli tra Hollywood e Santa Monica. Mentre lui segna due gol nell’imperdibile “Clasico di California”, Los Angeles Galaxy-San José Earthquakers, Major League americana, la Svezia, libera dai suoi lacci e dalla sua colossale ombra, risplende al Mondiale, è tra le prime 8 al mondo come non le accadeva dal 1994. E lui non c’è. Anzi non ha voluto esserci. Nel 2016 ha mollato la nazionale con una certa degnazione, della serie “non mi meritate, arrangiatevi”. Si sono arrangiati benissimo, qualificandosi per i Mondiali dopo che con lui, nel 2010 e nel 2014, non era successo.

Per anni, grazie alla debolezza del ct Hamren, Zlatan ha imperversato col suo ego, sottraendo energie alla squadra, che a forza di essere schiacciata da lui non cresceva mai. Liberata, e guidata con maestria dal ct Janne Andersson, è esplosa. Ha provato a rientrare in extremis ma ha trovato chiuso, così ha fatto fuoco e fiamme, adombrando pure questioni razziali: «Dicono che la Svezia sia migliore senza di me ma non è vero. Si sa che per i media svedesi io non ho il nome svedese, non ho il comportamento svedese…», ma anche quelle parole hanno rimbombato nel silenzio. Perché quel bel tipo di Janne Andersson Zlatan nemmeno lo nomina e forse neppure lo pensa, anche l’altra sera dopo la Svizzera ha fatto cadere nel ghiaccio la domanda su di lui: «Il passato non ci interessa, noi guardiamo avanti», e lo stesso hanno riposto i giocatori, con un sorrisetto, come si fossero messi d’accordo. Non lo filano proprio. Lui al Mondiale è venuto solo all’inizio per un giro promozionale di sponsor, in compagnia di Mino Raiola, e ora sta provando a rientrare nelle grazie del paese, pubblica sui social foto con la bandiera della Svezia, ma dopo ogni vittoria gli arriva una valanga addosso: “Grazie per non esserci”, oppure “Ti fossi ritirato 10 anni fa magari vincevamo qualcosa” e altre facezie. Ma io ho segnato 62 gol in nazionale, dice lui. Gli rispondono con le foto di Emil Forsberg, uno scricciolo che parla pochissimo, non c’entra nulla con Zlatan e di gol ne ha segnati 7, ma il settimo, pure fortunoso, ha portato la Svezia ai quarti del Mondiale.

Gli era accaduto anche all’Inter, povero Zlatan: lui se ne va al Barcellona e l’Inter finalmente vince la Champions, anzi la vince eliminando proprio il suo Barça, dove lui rimane solo un anno, proprio l’unica stagione del triennio in cui la squadra di Guardiola non vince la coppa, alzata sia nel 2009 sia nel 2011. Sembra uno scherzo, ma andò proprio così. Zlatan non è larger than life, come dicono gli americani, ma è troppo grande per far parte di una squadra, finisce con l’incenerirla. Per la cronaca, Los Angeles Galaxy-San Josè Earthquakers è finita 3-3. Però due bellissimi gol di Ibrahimovic, guardateli pure su youtube.