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Gli scontri tra polizia e manifestanti durante la tappa: sullo sfondo la maglia gialla Geraint Thomas (afp)

Spray urticanti e discese a 93 kmh: una giornata al Tour della psicosi

Alaphilippe primo dopo una picchiata vertiginosa e la caduta (con ritiro) del compagno Gilbert. Oggi tre dure salite in 65 km con un regolamento bizzarro, mentre continua la rissa tra Sky e la federciclo mondiale
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BAGNÈRES-DE-LUCHON - Passerella per Alaphilippe, che un po' mi ricorda Michele Dancelli. Veloce, guascone, con il gusto della sfida e dell'impresa. È nella solita fuga da lontano, ormai per invitare i lettori potrei appendere la lista dei piatti, come nelle trattorie, tipo venerdì gnocchi, sabato trippa. Solo che al Tour è tutti i giorni trippa, o tutti i giorni gnocchi. Oggi, piatti segreti. Il doganiere ha chiesto un giorno di vacanza, in effetti è tra quelli che hanno lavorato di più. Anche ieri. Ma prima del suo intervento c'è un fatto di cronaca: la protesta di un gruppo di contadini che, a 29 km dal via, più o meno nella zona di Fanjeaux, blocca la strada con balle di paglia. È una protesta poco organizzata, per me un contadino che protesta ha sempre ragione, ma qui non si capisce per cosa protestino e comunque sono quattro gatti tra uomini, donne, giovani e anziani. Trascurato da Macron e sempre meno app…
BAGNÈRES-DE-LUCHON - Passerella per Alaphilippe, che un po' mi ricorda Michele Dancelli. Veloce, guascone, con il gusto della sfida e dell'impresa. È nella solita fuga da lontano, ormai per invitare i lettori potrei appendere la lista dei piatti, come nelle trattorie, tipo venerdì gnocchi, sabato trippa. Solo che al Tour è tutti i giorni trippa, o tutti i giorni gnocchi. Oggi, piatti segreti. Il doganiere ha chiesto un giorno di vacanza, in effetti è tra quelli che hanno lavorato di più. Anche ieri. Ma prima del suo intervento c'è un fatto di cronaca: la protesta di un gruppo di contadini che, a 29 km dal via, più o meno nella zona di Fanjeaux, blocca la strada con balle di paglia. È una protesta poco organizzata, per me un contadino che protesta ha sempre ragione, ma qui non si capisce per cosa protestino e comunque sono quattro gatti tra uomini, donne, giovani e anziani. Trascurato da Macron e sempre meno appassionante, poca gente ieri sulle salite, il Tour vive in uno stato di psicosi. Che spinge la gendarmeria a usare spray al peperoncino, che in buona parte, scherzi del vento o imperizia dei gendarmi, va a finire in gruppo. Una genialata. Thomas, Sagan, Colbrelli, Martinez, Sutherland, Fraile e qualche altro chiedono l'intervento dei medici. A Froome basta qualche goccia di collirio. Intanto, a Brailsford aveva risposto David Lappartient, presidente dell'Uci e francese: "Con le sue dichiarazioni non aiuta nemmeno i suoi corridori. Non c'era alcun motivo per attaccare in quel modo tutti i francesi. Ha solo buttato benzina sul fuoco".

Nessuna conseguenza. Ieri per quelli di Sky è stato uno dei giorni più tranquilli, in questo Tour ostile. Quanto al doganiere, è stato interpellato in versi: "O doganiere, caro doganiere, fammi entrar nella fuga per piacere. Se nel finale la corsa s'infiamma chissà com'è contenta la mia mamma". Il doganiere si adegua: "Con le belle parole non m'incanti e questa volta siete proprio tanti". Sì, per la precisione 44. Il doganiere alza la sbarra. Comincia la tappa di quelli che inseguono una vittoria, finisce la tappa di quelli che non inseguono nessuno. Il gruppo va oltre i 10', così è chiaro a tutti che anche stavolta, come si dice a Napoli, i foderi combattono e le sciabole stanno appese. Giusto uno scattino di Fuglsang e Zakarin, per vedere l'effetto che fa. Nessuno. Il grande giorno per i grandi del gruppo è oggi. Per gli altri, tutti i giorni vanno bene. Non va bene, ma poteva andare molto peggio, a Gilbert, in fuga solitaria nella discesa del Portet d'Aspet. Oltrepassata da poco la stele che ricorda la morte di Fabio Casartelli, nel '95, Gilbert perde il controllo della bici, da sinistra finisce sulla destra, cerca di aumentare la frenata con un piede, va a sbattere contro un muretto, fa una capriola e vola di sotto. E nessuno sa cosa c'è sotto: un burrone, un albero, un torrente? Vengono in mente i ricordi più brutti: Wim Van Est, Rivière, Horrillo. Dopo qualche minuto Gilbert riemerge, il suo volo s'è fermato tre metri più sotto. Cerca istintivamente la bici per ripartire, ma prima vogliono controllarlo: allez Philippe. A sera però, dopo essere stato premiato come il più combattivo di giornata, è costretto alla resa.

Alaphilippe è suo compagno di squadra. Non ha visto la caduta, l'hanno informato, sa che adesso la responsabilità è tutta sua. Dietro non vola una mosca. Si sono date tutte appuntamento in sala stampa, attirate dal clima da sauna. I Movistar lavorano in testa al gruppo, forse per la classifica a squadre. Dove, giusto sottolinearlo, è in testa la Bahrain, a conferma che la squadra era forte. Purtroppo, caduto Nibali, è una squadra senza capitano. Ma Pozzovivo, ancora una volta, è in prima linea. Con Gesink, Latour, Mollema, Caruso. In discesa attacca Yates, Alaphilippe lo bracca da vicino. Yates cade, Alaphilippe che gli stava rosicchiando secondi su secondi lo passa in tromba. "Mi ha fatto pena vederlo piangere all'arrivo, ho cercato di consolarlo senza risultato. Il ciclismo è crudele. Ma non credo di aver rubato nulla, nel finale per resistere mi sono strappato la pelle dalla faccia". È un modo di dire. E questi sono numeri veri: la media di Alaphilippe negli ultimi 10 km è di 58 orari, con una punta a 93,4 in discesa. Altro che blocco psicologico per la caduta di Gilbert. I ciclisti sono pazzi. L'ultima discesa era particolarmente pericolosa perché la prima pioggia era caduta non sul Tour ma prima del suo passaggio. Le zona esposte al sole erano asciutte, quelle in ombra bagnate, tanto per complicare il lavoro. I primi 20 sono i superstiti della fuga di 44. Poi, nel gruppetto maglia gialla, 16 uomini in tutto, di cui 4 Sky. Oggi i corridori partiranno scaglionati come in F1. Un blocco i primi 20 della classifica, con la maglia gialla in pole position, altri 20 nel secondo blocco e così via. È una novità che nessuno per ora è riuscito a spiegare a cosa serva.