Il dilemma del gregario Froome attaccare ora o perdere il podio
Gianni Mura , di GIANNI MURAOggi il Tourmalet per l’ultimo tentativo di spodestare Thomas in salita. La posizione di Chris in discesa potrebbe essere presto vietata: troppo pericolosa
PAU - Una bestia, così si era definito Peter Sagan. E s'è confermato una bestia, detto in senso ammirativo. Prende il via, mai avuto dubbi. Fa caldo. Il doganiere non ha molto lavoro da sbrigare. Gli piacerebbe sedersi sotto un platano e sorseggiare un bianco, ma non può. Fa troppo caldo, i candidati sono solo 5. Abili e arruolati: Boudat, Van Keirsbulck, Durbridge, Hayman, Terpstra. Mai più di due minuti. Li lasciano cuocere. La bestia Peter collauda le gambone acciaccate dopo 73 km, al traguardo volante: primi 5 posti ai fuggitivi, poi Vanmarcke, Stuyven, Degenkolb, Pasqualon, Kristoff e Sagan. Sesto del gruppo. Dolore sotto controllo.
Un passo indietro, per restare in campo animalesco. La tappa parte da Trie-sur-Baise, un migliaio di abitanti. Ogni anno organizza il campionato nazionale di imitazione dei versi del maiale.Versi non come poesie, versi diversi. Ammesso che qualcuno voglia partire dall'Italia per partecipare, sappia che non gli baste…
Un passo indietro, per restare in campo animalesco. La tappa parte da Trie-sur-Baise, un migliaio di abitanti. Ogni anno organizza il campionato nazionale di imitazione dei versi del maiale.Versi non come poesie, versi diversi. Ammesso che qualcuno voglia partire dall'Italia per partecipare, sappia che non gli baste…
PAU - Una bestia, così si era definito Peter Sagan. E s'è confermato una bestia, detto in senso ammirativo. Prende il via, mai avuto dubbi. Fa caldo. Il doganiere non ha molto lavoro da sbrigare. Gli piacerebbe sedersi sotto un platano e sorseggiare un bianco, ma non può. Fa troppo caldo, i candidati sono solo 5. Abili e arruolati: Boudat, Van Keirsbulck, Durbridge, Hayman, Terpstra. Mai più di due minuti. Li lasciano cuocere. La bestia Peter collauda le gambone acciaccate dopo 73 km, al traguardo volante: primi 5 posti ai fuggitivi, poi Vanmarcke, Stuyven, Degenkolb, Pasqualon, Kristoff e Sagan. Sesto del gruppo. Dolore sotto controllo.
Un passo indietro, per restare in campo animalesco. La tappa parte da Trie-sur-Baise, un migliaio di abitanti. Ogni anno organizza il campionato nazionale di imitazione dei versi del maiale.Versi non come poesie, versi diversi. Ammesso che qualcuno voglia partire dall'Italia per partecipare, sappia che non gli basterà uno sgrunt più o meno azzeccato per vincere. Bisogna imitare il verso del maiale che mangia, della scrofa che partorisce, dei maialini che succhiano il latte, del maiale eccitato e, da Eros a Thanatos, del maiale mentre viene sgozzato. In programma corse di maialini (in Italia credo siano vietate, giustamente: ai maiali non piace correre) e premi per chi riesce a ingoiare più sanguinacci in un tempo fissato. E in che mese si svolge questo festival del grugnito? In agosto. Génial.
Al gruppo non è mai importato nulla dei maiali. Anche perché non s' è mai visto un maiale provocare una caduta di gruppo. Ma in gruppo si discute. Dan Martin, dopo la caduta in discesa di Gilbert, che aveva adottato una posizione alla Froome, ha detto che quella posizione un professionista può ancora permettersela, ma se ci prova uno meno addestrato o un semplice tifoso possono esserci conseguenze serie. All'Uci pare stiano pensando di vietare la posizione alla Froome. Molti vanno a felicitarsi con Sylvain Chavanel, che compie 365 giorni di Tour pedalato. A metà tappa, in un tratto senza insidie, cade Quintana e si grattugia un braccio. Si arriva a Pau lanciati, 45.200 di media per stare meno tempo esposti al sole. La bestia Sagan muove le truppe, ma all'ultimo chilometro perde la ruota di Oss e deve arrangiarsi. Impeccabile e fondamentale il lavoro di Jacopo Guarnieri che scodella Démare poco oltre i 200 metri, e così Démare firma la prima vittoria non di un francese ma di una squadra francese in questo Tour. Secondo è Christophe Laporte. Due francesi ai primi due posti di uno sprint di gruppo: non accadeva da 40 anni, Jacques Esclassan davanti a Yvon Bertin in capo ai 199 km tra Bruxelles e St. Amand-les-Eaux. Laporte sul traguardo ha un moto di rabbia, in effetti Démare devia dalla linea ma non in modo così clamoroso da obbligare la giuria a retrocederlo. Laporte nemmeno presenta reclamo. E Démare gorilleggia picchiandosi pugni sul petto. È il suo modo di rispondere a Greipel, che dopo il Portet lo aveva neanche tanto velatamente accusato di traino. Poi s'era scusato, sbagliati i calcoli. Da quando vinse la Sanremo con un prodigioso recupero sulla Cipressa su Démare girano voci di traino. Certo è che qui è sempre stato il primo a staccarsi in salita e non sempre ha trovato il conforto del gruppetto. Alle spalle, spesso, aveva solo la torva sagoma del camion-scopa. Una tappa al Tour l'aveva già vinta l'anno scorso a Vittel. "Valeva la pena di soffrire tanto sulle montagne, sentivo di potercela fare, con metà degli sprinter a casa. La squadra, Guarnieri, tutti hanno fatto un grandissimo lavoro. Non potevo sbagliare". Altri pugni sul petto. Tra maiali e gorilla, Sagan ottavo.
Tra le frasi del gruppo, una di Landa: "Bisogna attaccare da lontano, evitare che la Sky si trovi compatta ai piedi dell'ultima salita". In Lombardia gli direbbero: bravo, dopo sette fette hai capito che era polenta. Tutto giusto, forse servirà nel Tour 2019 perché qui siamo agli sgoccioli e se qualcuno pensa di attaccare sul Tourmalet come fece Froome sul Colle delle Finestre, chi può essere? La Movistar con azione congegnata, ma come starà Quintana, o lo stesso Froome, ma dubito abbia le gambe del Giro, o un cavallino selvatico come Roglic. Che però sta bene dov'è: quarto, per ora, a soli 16" da Froome, di cui è più forte a cronometro. Può finire terzo a Parigi, val la pena di attaccare sul Tourmalet a 90 km dal traguardo? Se Froome è fedele al gioco di squadra, è giù dal podio. Notizie che rimbalzano: la prossima settimana Nibali sarà operato per consolidare la vertebra lesionata e abbreviare i tempi di recupero. Ieri in Belgio Peter Kennaugh, ex Sky, ha vinto il Gp intitolato a Pino Cerami, ciclista emigrato. Qualche anno fa Brailsford stava lavorando su di lui come ha fatto con Bradley Wiggins e Geraint Thomas per trasformarlo in uomo da corse a tappe, ma non c'è riuscito. Strano ma vero.
Un passo indietro, per restare in campo animalesco. La tappa parte da Trie-sur-Baise, un migliaio di abitanti. Ogni anno organizza il campionato nazionale di imitazione dei versi del maiale.Versi non come poesie, versi diversi. Ammesso che qualcuno voglia partire dall'Italia per partecipare, sappia che non gli basterà uno sgrunt più o meno azzeccato per vincere. Bisogna imitare il verso del maiale che mangia, della scrofa che partorisce, dei maialini che succhiano il latte, del maiale eccitato e, da Eros a Thanatos, del maiale mentre viene sgozzato. In programma corse di maialini (in Italia credo siano vietate, giustamente: ai maiali non piace correre) e premi per chi riesce a ingoiare più sanguinacci in un tempo fissato. E in che mese si svolge questo festival del grugnito? In agosto. Génial.
Al gruppo non è mai importato nulla dei maiali. Anche perché non s' è mai visto un maiale provocare una caduta di gruppo. Ma in gruppo si discute. Dan Martin, dopo la caduta in discesa di Gilbert, che aveva adottato una posizione alla Froome, ha detto che quella posizione un professionista può ancora permettersela, ma se ci prova uno meno addestrato o un semplice tifoso possono esserci conseguenze serie. All'Uci pare stiano pensando di vietare la posizione alla Froome. Molti vanno a felicitarsi con Sylvain Chavanel, che compie 365 giorni di Tour pedalato. A metà tappa, in un tratto senza insidie, cade Quintana e si grattugia un braccio. Si arriva a Pau lanciati, 45.200 di media per stare meno tempo esposti al sole. La bestia Sagan muove le truppe, ma all'ultimo chilometro perde la ruota di Oss e deve arrangiarsi. Impeccabile e fondamentale il lavoro di Jacopo Guarnieri che scodella Démare poco oltre i 200 metri, e così Démare firma la prima vittoria non di un francese ma di una squadra francese in questo Tour. Secondo è Christophe Laporte. Due francesi ai primi due posti di uno sprint di gruppo: non accadeva da 40 anni, Jacques Esclassan davanti a Yvon Bertin in capo ai 199 km tra Bruxelles e St. Amand-les-Eaux. Laporte sul traguardo ha un moto di rabbia, in effetti Démare devia dalla linea ma non in modo così clamoroso da obbligare la giuria a retrocederlo. Laporte nemmeno presenta reclamo. E Démare gorilleggia picchiandosi pugni sul petto. È il suo modo di rispondere a Greipel, che dopo il Portet lo aveva neanche tanto velatamente accusato di traino. Poi s'era scusato, sbagliati i calcoli. Da quando vinse la Sanremo con un prodigioso recupero sulla Cipressa su Démare girano voci di traino. Certo è che qui è sempre stato il primo a staccarsi in salita e non sempre ha trovato il conforto del gruppetto. Alle spalle, spesso, aveva solo la torva sagoma del camion-scopa. Una tappa al Tour l'aveva già vinta l'anno scorso a Vittel. "Valeva la pena di soffrire tanto sulle montagne, sentivo di potercela fare, con metà degli sprinter a casa. La squadra, Guarnieri, tutti hanno fatto un grandissimo lavoro. Non potevo sbagliare". Altri pugni sul petto. Tra maiali e gorilla, Sagan ottavo.
Tra le frasi del gruppo, una di Landa: "Bisogna attaccare da lontano, evitare che la Sky si trovi compatta ai piedi dell'ultima salita". In Lombardia gli direbbero: bravo, dopo sette fette hai capito che era polenta. Tutto giusto, forse servirà nel Tour 2019 perché qui siamo agli sgoccioli e se qualcuno pensa di attaccare sul Tourmalet come fece Froome sul Colle delle Finestre, chi può essere? La Movistar con azione congegnata, ma come starà Quintana, o lo stesso Froome, ma dubito abbia le gambe del Giro, o un cavallino selvatico come Roglic. Che però sta bene dov'è: quarto, per ora, a soli 16" da Froome, di cui è più forte a cronometro. Può finire terzo a Parigi, val la pena di attaccare sul Tourmalet a 90 km dal traguardo? Se Froome è fedele al gioco di squadra, è giù dal podio. Notizie che rimbalzano: la prossima settimana Nibali sarà operato per consolidare la vertebra lesionata e abbreviare i tempi di recupero. Ieri in Belgio Peter Kennaugh, ex Sky, ha vinto il Gp intitolato a Pino Cerami, ciclista emigrato. Qualche anno fa Brailsford stava lavorando su di lui come ha fatto con Bradley Wiggins e Geraint Thomas per trasformarlo in uomo da corse a tappe, ma non c'è riuscito. Strano ma vero.