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 Filippo Tortu, 20 anni (ansa)

L'atletica in cerca di lampi, Tortu guida la ricostruzione azzurra

Europei da oggi a Berlino. Sulla pista dove cominciò la crisi ai Mondiali del 2009, la Nazionale insegue segnali di ripresa nella scia del ventenne milanese più veloce di Mennea
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BERLINO. Lampi azzurri sotto il cielo di Berlino. Il meteo degli Europei di atletica che iniziano oggi dovrebbe finalmente portare tempeste di luce sulla squadra italiana. Quello di Berlino non è uno stadio come gli altri: qui in pieno nazismo trionfò Jesse Owens (quattro ori), qui Ondina Valla nel ’36 vinse gli 80 ostacoli, primo oro rosa dello sport italiano, qui Usain Bolt nel 2009 tuonò con il doppio record mondiale della velocità (100 e 200) e bruciò i secondi: 9”58 e 19”19. Sempre qui nei mondiali 2009 iniziò il buio dell’atletica azzurra con “zero tituli”, mitigati poi dal bronzo della marcia di Giorgio Rubino, ottenuto per la squalifica tardiva per doping del russo Borchin.

E da Berlino è pronto a ripartire il rinascimento azzurro guidato nello sprint da Filippo Tortu, in gara oggi nei 100. Più che sognare stavolta si tratta di affermare una realtà: la giovane Italia è cr…
BERLINO. Lampi azzurri sotto il cielo di Berlino. Il meteo degli Europei di atletica che iniziano oggi dovrebbe finalmente portare tempeste di luce sulla squadra italiana. Quello di Berlino non è uno stadio come gli altri: qui in pieno nazismo trionfò Jesse Owens (quattro ori), qui Ondina Valla nel ’36 vinse gli 80 ostacoli, primo oro rosa dello sport italiano, qui Usain Bolt nel 2009 tuonò con il doppio record mondiale della velocità (100 e 200) e bruciò i secondi: 9”58 e 19”19. Sempre qui nei mondiali 2009 iniziò il buio dell’atletica azzurra con “zero tituli”, mitigati poi dal bronzo della marcia di Giorgio Rubino, ottenuto per la squalifica tardiva per doping del russo Borchin.

E da Berlino è pronto a ripartire il rinascimento azzurro guidato nello sprint da Filippo Tortu, in gara oggi nei 100. Più che sognare stavolta si tratta di affermare una realtà: la giovane Italia è cresciuta e deve farsi largo. Ha tutto per farsi amare: freschezza e personalità, ma ora deve anche vincere. Per fortuna c’è anche Daisy Osakue, la giovane discobola in dubbio dopo che un lancio di uova l’aveva ferita all’occhio, all’arrivo a Berlino è stata accolta da un mazzo di fiori, omaggio di due tifosi italiani. Il team azzurro è composto da 91 atleti (51 uomini e 40 donne), è la seconda squadra più numerosa di sempre in una manifestazione continentale.

Per la prima volta come non accadeva dall’edizione inaugurale (Torino ’34) sarà al via in tutte le gare maschili: la Lombardia la regione più rappresentata, con 19 atleti, seguita dal Lazio con 14, Piemonte con 12 e Veneto con 11. Nel triplo sarà la sesta partecipazione per il capitano Fabrizio Donato, 42 anni, 45 presenze, capitano della nazionale, che se andasse a medaglia coronerebbe una splendida carriera. Da segnalare il ritorno in azzurro in azzurro dopo quasi otto anni di Elena Vallortigara, seconda al mondo in questa stagione nell’alto con il formidabile 2,02 saltato al meeting di Londra, che la porta anche ad essere la 2ª italiana all-time.

Elena deve recuperare il tempo perduto: si è molto in infortunata, ha girato l’Italia, ha cambiato medici e fisioterapisti, tecnici e città, fino a quando alla fine ha trovato Stefano Giardi e Siena e da lì è stato un nuovo inizio con metamorfosi: la farfalla ha trovato ali per salire sulle nuvole. Tortu 20 anni, il baby sprinter, che con 9”99 ha cancellato il primato sui 100 di Pietro Mennea, dovrà vedersela con il francese Vicaut e l’inglese Hughes, anche loro sotto i 10”, ma certe cose si fanno con prepotenza incosciente e ci riuscisse si affiancherebbe anche qui a Mennea, ultimo italiano a vincere gli Europei 40 anni fa a Praga. Nella staffetta 4x100 che può contare sulle frecce Tortu e Jacobs e sui duecentisti Dasalu e Manenti, sarebbe bello migliorare il primato italiano stabilito a Barcellona nel 2010. E nella 4x400 maschile se la medaglia non è facile contro Gran Bretagna, Spagna e Belgio, si spera almeno di cancellare il 3’01”73 vecchio di 32 anni ottenuto da Bongiorni, Petrella, Zuliani e Ribaud a Stoccarda 1986.

Ci sarà tempo per parlare degli altri, ma dopo anni passati a narrare degli avversari, finalmente un Europeo dove si può tifare Italia guardando avanti e non indietro. Questa è una città che ama l’atletica, tutti venduti i 250 mila biglietti, con la novità che ogni sera dalle 22.30 il grattacielo sulla Kurfürstendamm sarà illuminato con la figura di Robert Harting, 33 anni, discobolo tedesco, oro a Londra, 3 titoli mondiali, 2 europei. È l’omaggio riconoscente a un’icona vincente che lascia. Chissà che non capiti lo stesso al fratello più piccolo, Christoph, sei anni di meno, ma sei centimetri di più (2,07 contro 2,01), che a Rio 2016 ha preso l’oro che quattro anni prima era stato di Robert.