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Crippa e Chiappinelli, azzurri per amore

Le famiglie felici dei nuovi italiani. Yeman e Yohannes, bronzo agli Europei: entrambi adottati dall’Etiopia
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Yeman Crippa ci riproverà nei 5000, ha il secondo tempo europeo dell'anno. Non scalpita mai, è ambizioso eppure sorride sempre. Suo padre Roberto, milanese di 51 anni, dice che Yeman è come i suoi fratelli: "Se dai amore lo ricevi, se offri rispetto rispetto ti tornerà". E tornando all'atletica: "Più metti e più trovi, Yeman non farà mai una gara anonima". Roberto li ha adottati tutti e otto. "Ho una squadra di calcetto in casa, panchina compresa, ma non è stato facile". Non esistono adozioni facili. Però quasi tutte le adozioni sono emozionanti, hanno dolcezza sufficiente per nascondere il brutto che le genera, come in quei romanzi di Dickens pieni di orfani, vagabondi, adottati, zie immaginarie e padri in fuga: "Io e mia moglie avevamo deciso di adottare tre bambini etiopi, credevamo fossero soli ma non era vero: avevano altri tre fratelli più grandi e ce ne siamo accorti…
Yeman Crippa ci riproverà nei 5000, ha il secondo tempo europeo dell'anno. Non scalpita mai, è ambizioso eppure sorride sempre. Suo padre Roberto, milanese di 51 anni, dice che Yeman è come i suoi fratelli: "Se dai amore lo ricevi, se offri rispetto rispetto ti tornerà". E tornando all'atletica: "Più metti e più trovi, Yeman non farà mai una gara anonima". Roberto li ha adottati tutti e otto. "Ho una squadra di calcetto in casa, panchina compresa, ma non è stato facile". Non esistono adozioni facili. Però quasi tutte le adozioni sono emozionanti, hanno dolcezza sufficiente per nascondere il brutto che le genera, come in quei romanzi di Dickens pieni di orfani, vagabondi, adottati, zie immaginarie e padri in fuga: "Io e mia moglie avevamo deciso di adottare tre bambini etiopi, credevamo fossero soli ma non era vero: avevano altri tre fratelli più grandi e ce ne siamo accorti solo contattando i nonni". Le autorità li tenevano separati nella speranza di agevolarne l'adozione: "Più la famiglia è ampia, più la gioia sale".

Yeman ha seguito i destini atletici di suo fratello Neka, di due anni più grande. Atletica come coraggio, responsabilità nella vita e fiducia in se stessi. Roberto è stato l'esempio. I Crippa si trasferirono a Trento. Arrivarono anche i due cugini, orfani come gli altri e come gli altri figli abbandonati e semplicemente sfortunati di quella terra lontana, una terra arida, sospesa tra il magico e l'inospitale, a 300 chilometri da Addis Abeba: "Ci son voluti sette anni per completare le pratiche delle otto adozioni, dal 2002 al 2008", ricorda Roberto. Pare un tempo infinito, "ma in realtà fu un percorso abbreviato dal fatto che fossero in età pre-scolare". Tutti i giorni o quasi un compleanno a casa Crippa, a Montagne in Trentino: "E proprio come volevamo io e mia moglie, adesso vivono per conto loro, sono forti, indipendenti, persone vere, intatte". Chi a Trento o nei dintorni come Mekdes, Mulu, Gadissa, Kelemu. Chi a Milano come Asna, chi è tornato in Etiopia come Elsabet, chi lavora nei luoghi d'origine per restituire un po' del bene non del tutto ricevuto.

Yeman è amico di Yohannes, Chiappinelli, l'altro bronzo europeo che rappresenta l'Italia degli altipiani, un'altra adozione lungo la fettuccia emotiva dell'amore per le cose, la vita, lo sport, il prossimo, l'uguaglianza, che corre da Siena a Wollo. Yeman avrà 22 anni a ottobre, Yohannes, che ne finirà 21 il 18 agosto, è stato adottato da Rita e Raffaele. Insegnano Analisi matematica all'Università di Siena. Incarnano lo slancio che arricchisce il senso della mescolanza sino a trasformarlo in un patrimonio indispensabile, in un'armonia più variegata e intensa. Raffaele è pugliese, Rita è romana: "Avevamo già due gemelle (una, Olga, 32 anni, vive proprio a Berlino, ndr), ma volevamo un altro figlio", racconta Rita. "Ma non veniva e così abbiamo pensato a un'adozione". Yohannes è arrivato il 2 marzo del 2005, aveva 7 anni: "La nostra richiesta era partita nel 2001". All'inizio era un diavolo scatenato e fu un problema tenerlo lontano dal pallone: "Ma ci siamo opposti, il mondo del calcio non ci piaceva". Lo scoprì Stefano Giardi, l'attuale coach della Vallortigara. Yohannes si è diplomato al liceo musicale. Suona il clarinetto, come Arbore. Intanto snocciola cross, mangia la pista, salta siepi. E comincia a collezionare medaglie.