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Roger Federer, 37 anni (afp)

Le rughe di Federer, improvvisamente umano a 37 anni

Numero 1 fino a 50 giorni fa, ora un’altra sconfitta agli Us Open che fa riflettere dopo la delusione vissuta a Wimbledon  
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Il divino Federer è stato sconfitto. Da un tipo che non aveva mai vinto una partita vera, e che si chiama Millman, la traduzione inglese di mugnaio, che sembrerebbe addirittura un soprannome. Un tipo che avevo visto per la prima volta in televisione contro Fabio Fognini intento a scagliare la racchetta, e che non mi aveva impressionato, se non per la presenza in campo in una giornata più che negativa del nostro malato di nervi. Lunedì notte io stesso ero più che intontito, pensavo di assistere a una vittoria e al ritorno di Sharapova, e per mia fortuna mi trovavo davanti a un televisore su un divano, dove, verso l’una di notte, ogni tanto mi addormentavo.

Visto il match di Sharapova e la sua sorprendente sconfitta contro Suarez Navarro, mi sono detto “Gianni andiamo a letto”, per poi chiedermi “Non succederà lo stesso a Federer?”. Nel dirmi “Non è possibile” e nell’allungarmi sul divano, mi sono…
Il divino Federer è stato sconfitto. Da un tipo che non aveva mai vinto una partita vera, e che si chiama Millman, la traduzione inglese di mugnaio, che sembrerebbe addirittura un soprannome. Un tipo che avevo visto per la prima volta in televisione contro Fabio Fognini intento a scagliare la racchetta, e che non mi aveva impressionato, se non per la presenza in campo in una giornata più che negativa del nostro malato di nervi. Lunedì notte io stesso ero più che intontito, pensavo di assistere a una vittoria e al ritorno di Sharapova, e per mia fortuna mi trovavo davanti a un televisore su un divano, dove, verso l’una di notte, ogni tanto mi addormentavo.

Visto il match di Sharapova e la sua sorprendente sconfitta contro Suarez Navarro, mi sono detto “Gianni andiamo a letto”, per poi chiedermi “Non succederà lo stesso a Federer?”. Nel dirmi “Non è possibile” e nell’allungarmi sul divano, mi sono detto: “Già che ci sei, resta qui a dormire, tanto Federer non è Fognini, e vince facile”. Ho insomma continuato un po’ a guardare, e un po’ a sonnecchiare, finché mi è venuto in mente che quel Millman l’avevo visto qualche settimana fa nella finale di Budapest vinta da Cecchinato.

Ho anche ricordato che, nel cercare il nome del Mugnaio sulla Media Guide, le Pagine Gialle della ATP, non l’avevo trovato. Troppo poco importante, con più infortuni che tornei vinti, come mi ricordava un mio collega bene informato, un infortunio di undici mesi nel 2013 per la spalla destra, la conseguente impossibilità di servire per un anno, e poi l’anno scorso altra rottura, questa volta del bacino, mostrando una sventura insieme a una eccessiva fragilità ossea. Così, dopo essermi tenuto sveglio per una mezzoretta, visto che il solito Federer andava felicemente a rete, e che lo stesso Ljubicic sorrideva, grazie a un parziale di 5-4, 40-15, mi sono riaddormentato.

Al seguente risveglio, mi sono detto che mi ero sbagliato, non potevo non sbagliarmi. Il Divino aveva perduto quel secondo set mezzo vinto, e addirittura il terzo, nel quale, secondo un mio amico che soffre d’insonnia, era stato avanti 3-1, e poi 6-5, sbagliando due punti già quasi vinti. Era un Federer sempre in ritardo, che attaccava sì, ma si faceva passare dal rovescio bimane di Millman, e insisteva ad attaccare, arrivando a rete troppo tardi. Incredulo, davo un’occhiata alle statistiche, e trovavo un’insufficiente percentuale di prime, 77 errori gratis contro 65 vincenti,e 10 doppi errori.

Dopo una simile notte di angoscia mi sarei risvegliato a mezzogiorno, per ricordare che Federer, dopo il successo in Australia e il n. 1 conquistato a Rotterdam, è andato calando e, pur evitando la stagione sulla terra, ha mancato Wimbledon e un match point contro Anderson, e ha rigenerato Djokovic, perdendoci a Cincinnati. Dopo la mia notte semi-insonne ho telefonato, come sempre, a un mio amico tennista e psichiatra, per sapere cose ne pensasse. “Hai paragonato Federer a Tilden all’inizio dello US Open”, mi ha risposto. “Ti sei dimenticato che, come il Superdivino Big Bill, ha 37 anni anche lui. Mi par che basti”. Infatti.