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(ansa)

L’autonomia perduta dello sport italiano

Il progetto del governo all'interno della Legge di Bilancio: una nuova società al posto di Coni Servizi per gestire i fondi destinati alle federazioni
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Il progetto è chiaro: il governo vuole mettere le mani sullo sport. Nel loro contratto Lega e M5S erano stati chiari: "Riteniamo necessaria una revisione delle competenze del Comitato olimpico, il governo deve assumere il controllo delle modalità di assegnazione e spesa delle risorse". Detto, fatto. Nel collegato della legge di bilancio, da approvare in Parlamento entro fine anno, è previsto che la società "Sport e Salute" sostituisca la Coni Servizi: avrà 370 milioni di finanziamento e distribuirà contributi alle federazioni sportive al posto del Coni. Al Coni resteranno solo 40 milioni per la preparazione olimpica.
Non è finita qui: i vertici della nuova società saranno scelti dal governo, "sentito il Coni". Se dovesse finire così, il potere di Giovanni Malagò sarebbe ridimensionato. Il sottosegretario Giancarlo Giorgetti (Lega) non ha giudicato in termini positivi l'operato recen…
Il progetto è chiaro: il governo vuole mettere le mani sullo sport. Nel loro contratto Lega e M5S erano stati chiari: "Riteniamo necessaria una revisione delle competenze del Comitato olimpico, il governo deve assumere il controllo delle modalità di assegnazione e spesa delle risorse". Detto, fatto. Nel collegato della legge di bilancio, da approvare in Parlamento entro fine anno, è previsto che la società "Sport e Salute" sostituisca la Coni Servizi: avrà 370 milioni di finanziamento e distribuirà contributi alle federazioni sportive al posto del Coni. Al Coni resteranno solo 40 milioni per la preparazione olimpica.
Non è finita qui: i vertici della nuova società saranno scelti dal governo, "sentito il Coni". Se dovesse finire così, il potere di Giovanni Malagò sarebbe ridimensionato. Il sottosegretario Giancarlo Giorgetti (Lega) non ha giudicato in termini positivi l'operato recente del Coni (soprattutto il rapporto con l'allora ministro Lotti) e con questa bozza va nella direzione opposta alla tradizione del Comitato olimpico italiano.
A Palazzo Chigi assicurano che non ci dovrebbero essere problemi con il Cio, visto che già altri comitati olimpici (Francia e Gran Bretagna) si occupano solo di preparazione olimpica, delegando al governo la gestione dello sport. Ma al Coni sono pronti a dare battaglia. "Qualsiasi parola in questo momento per me è fuori luogo. Mi riservo di fare delle dichiarazioni, come è doveroso, dopo aver parlato con il sottosegretario Giorgetti, con cui ho appuntamento domani (oggi, ndr), mi limito a questo" spiegava ieri Malagò. "Era un incontro già fissato, dovevamo parlare di altri argomenti tra cui la candidatura olimpica", ha aggiunto. Al Coni sono sicuri che ci sia ampio margine per rivedere il "collegato sport". Non solo sulle cifre (magari recuperando 10 milioni in più per la preparazione olimpica) ma anche su altri aspetti che convincono poco. Ci si chiede ad esempio come mai da questo progetto sia stato lasciato fuori il Cip (comitato paralimpico, anch'esso ente pubblico come il Coni), decisione ritenuta "iniqua". Ci si chiede se è stata rispettata la Carta Olimpica del Cio, in cui si prevede che i dirigenti sportivi non possano essere nominati dalla politica. Un rischio di ingerenza che potrebbe mettere l'Italia in seria difficoltà col presidente Bach (sarà a Roma la prossima settimana) nel momento in cui la candidatura olimpica di Milano-Cortina per i Giochi invernali 2026 è la più forte, e presto potrebbe diventare l'unica. Il 21 novembre nella giunta Coni a Reggio Calabria toccherà ancora a Malagò e ai suoi stabilire quanti soldi andranno alle Federazioni. Ma potrebbe essere l'ultima volta.