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(afp)

Orchi dello sport, una task force vi smaschererà

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Per evitare altri casi Nassar, negli Usa il comitato olimpico vara un database anti molestie
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NEW YORK - La lista dei predatori sessuali ora ha nomi. "Per comportamenti inappropriati". E a metà del 2019 sarà resa pubblica. Chiamatelo pure #SportToo. L'America adesso denuncia gli Orchi dello sport, quelli che molestano nell'impunità, con una task force contro i sex crimes. Medici, tecnici, allenatori, dirigenti, accompagnatori, chiunque nelle federazioni olimpiche metta in atto una "sexual misconduct". Per evitare altri casi Nassar, il dottore della nazionale di ginnastica Usa, condannato a 175 anni di carcere per abusi su 160 vittime (tra di loro anche la campionessa olimpica Simone Biles), nel silenzio complice di molti.

L'iniziativa si chiama SafeSport e nasce dal comitato olimpico americano che vuole avere una tracciabilità di chi commette molestie sugli adolescenti in modo che ogni federazione possa accogliere in un archivio informatico i nomi di chi si è comportato in modo sbagliato. Un data-base dei pecc…
NEW YORK - La lista dei predatori sessuali ora ha nomi. "Per comportamenti inappropriati". E a metà del 2019 sarà resa pubblica. Chiamatelo pure #SportToo. L'America adesso denuncia gli Orchi dello sport, quelli che molestano nell'impunità, con una task force contro i sex crimes. Medici, tecnici, allenatori, dirigenti, accompagnatori, chiunque nelle federazioni olimpiche metta in atto una "sexual misconduct". Per evitare altri casi Nassar, il dottore della nazionale di ginnastica Usa, condannato a 175 anni di carcere per abusi su 160 vittime (tra di loro anche la campionessa olimpica Simone Biles), nel silenzio complice di molti.

L'iniziativa si chiama SafeSport e nasce dal comitato olimpico americano che vuole avere una tracciabilità di chi commette molestie sugli adolescenti in modo che ogni federazione possa accogliere in un archivio informatico i nomi di chi si è comportato in modo sbagliato. Un data-base dei peccatori. "Chi si avvicina a uno sport, soprattutto in un'età molto giovane, ha il diritto di sapere se nel suo ambiente ci sono molestatori con un passato e come si chiamano. Vogliamo che cadano protezioni e omissioni". Parola di Rick Adams, un passato nel sollevamento pesi, ora capo esecutivo dell'United States Olympic Committee. Così è stata creata un'agenzia investigativa indipendente e non profit che supervisiona su tutte le federazioni e tiene nota dei comportamenti inappropriati. Ora i primi risultati: la ginnastica ha una lista di 178 persone, il nuoto 163, il taekwondo 33, il pattinaggio di figura 29, il judo 33. A fine agosto SafeSport aveva segnalato 1.368 casi di cui 800 sono ancora aperti, mentre aveva sanzionato 149 sospensioni a vita. Fuori dalla sua giurisdizione: società sportive private e la Ncaa (college).

SafeSport non pubblica la lista di chi è stato radiato dallo sport, ma fornisce link delle varie federazioni per accedervi e ci tiene a far sapere che la tolleranza verso i sex crimes è finita. La federazione di atletica (Usa Track and Field) prima di SafeSport aveva una sola denuncia, ora ne ha 47.

La lista viene continuamente aggiornata e le radiazioni sono salite a 220. Rachael Denhollander, avvocata, ex ginnasta, la prima a denunciare pubblicamente il dottor Nassar, chiarisce: "Questa iniziativa va molto a fondo e non si limita a fermare qualcuno. La lista dei predatori cresce, ma è lunga anche quella di chi non c'è". SafeSport ha l'appoggio della legislazione federale, un ufficio a Denver, una squadra di agenti investigativi, una task force legale. E un contributo finanziario di 1,5 milioni di dollari, considerato insufficiente al compito. "Ce ne servono almeno 4. Usada per i controlli antidoping ne ha 20".

Ma tutto questo è legale? Ci sono almeno 50 associazioni, ognuna con il suo codice, che governano lo sport sotto la sigla olimpica e paralimpica e non tutti vogliono condividere la lista presente e passata. Prima infatti ogni federazione sportiva decideva per sé. Senza spesso rivelare i casi che avrebbero potuto allontanare sponsor e medaglie. E portare a cause legali di diffamazioni. Ora invece SafeSport metterà in circolo dati, accuse, indagini, sospensioni. E le renderà pubbliche a metà dell'anno prossimo.

Shellie Pfohl, presidente e chief-executive di SafeSport, spiega: "Da parte nostra non c'è nessuna riluttanza, anche se non riveleremo come abbiamo indagato sui casi". Il comitato olimpico americano dice di avere il diritto di pubblicare i nomi forniti dalla varie federazioni se le notizie sono vere e accurate. Prove, non sospetti. E che non c'è violazione della privacy, a meno che i soggetti non abbiamo prima firmato un patto di segretezza. Ma si sta studiando anche la possibilità di offrire alle persone indagate una finestra temporale per indicare i motivi per cui dovrebbero essere rimossi dalla lista. Da notare che SafeSport non rivela particolari scabrosi, ma solo nomi e codici delle violazioni. Tutto questo per proteggere gli adolescenti da molestie e pornografia e per evitare che lo sport diventi (o resti) una Disneyland degli abusi sessuali.