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(ansa)

Il canto libero della pallavolo, muro all’ipocrisia

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Il coming out di Paola Egonu è l'ultima espressione di uno sport laboratorio in cui le atlete superano i tabù senza nascondersi
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Libere di schiacciare, libere di essere. Di vivere quel che si sente, in un microclima che nutre la multiculturalità, ma anche la spontaneità, la possibilità di esprimere gli orientamenti, i tradimenti, le gelosie, le preferenze. Il volley libero, che non si nasconde e mura l'ipocrisia. Il coming out di Paola Egonu è solo l'ultima manifestazione di uno sport abituato a raccontarsi, in un libro, in un'intervista. "Dopo la finale persa al Mondiale sono tornata in albergo e ho chiamato la mia fidanzata" le parole dell'opposto azzurro al Corriere della sera. "Piangevo e lei mi ha consolata, mi ha detto che le sconfitte fanno male, ma sono lezioni che vanno imparate. E che ci avrei sofferto, però, poi sarei stata meglio". Così, senza giri di parole: "Ho una fidanzata, lo trovo normale". Ma non sempre è stato così semplice, nemmeno per uno sport nato per essere avanti.

Il passato
I tab&ugr…
Libere di schiacciare, libere di essere. Di vivere quel che si sente, in un microclima che nutre la multiculturalità, ma anche la spontaneità, la possibilità di esprimere gli orientamenti, i tradimenti, le gelosie, le preferenze. Il volley libero, che non si nasconde e mura l'ipocrisia. Il coming out di Paola Egonu è solo l'ultima manifestazione di uno sport abituato a raccontarsi, in un libro, in un'intervista. "Dopo la finale persa al Mondiale sono tornata in albergo e ho chiamato la mia fidanzata" le parole dell'opposto azzurro al Corriere della sera. "Piangevo e lei mi ha consolata, mi ha detto che le sconfitte fanno male, ma sono lezioni che vanno imparate. E che ci avrei sofferto, però, poi sarei stata meglio". Così, senza giri di parole: "Ho una fidanzata, lo trovo normale". Ma non sempre è stato così semplice, nemmeno per uno sport nato per essere avanti.

Il passato
I tabù scompaiono verso la fine degli anni Novanta. Subito dopo diventa normale per le giocatrici parlare liberamente. Esprimere desideri e diritti, compreso quello per la maternità, fatto anche da battaglie sindacali. Lo sradicamento dalle famiglie per andare a vivere adolescenti in appartamento insieme ad altre compagne, l'arrivo in Italia di giocatrici brasiliane, cubane o americane. Sotto rete è pronta la rivoluzione, mentre altri sport continuano con l'etica della famiglia tradizionale e delle scappatelle tenute sotto silenzio.

Il tradimento
"Lo sapete cosa significa avere due uomini contemporaneamente, senza che nessuno sappia? Che quando arriva la convocazione in Nazionale sei felice, è come andare in villeggiatura" ha spiegato in un'intervista a Repubblica Maurizia Cacciatori, 228 presenze in Nazionale. Confessando il tradimento come a un'amica davanti a un aperitivo. La stessa naturalezza con cui ricordava la fine del fidanzamento con Pozzecco: "Ho abbandonato Gianmarco a dieci giorni dall'altare. Gli ho salvato la vita, lo sa anche lui, ma non è stato facile".

Il sesso
Un'altra icona dello stesso periodo della Cacciatori, Francesca Piccinini, non si è spaventata quando le Iene la sottoposero ad un'intervista hard cominciata con la domanda "Come lo faresti dentro una Smart?". Impassibile, lei ha ribattuto: "Lui sotto, io mi calo dal tettuccio, con le gambe aperte...". Poi via con dettagli sull'amore in ascensore, le avances nello spogliatoio, il sesso consumato con un compagno vestito "da Piccinini", ma senza manette perché così non le andava.

Il transgender
In una clinica di Malaga ha appena rifinito i lineamenti del viso Tifanny Pereira Da Abreu, rendendo il suo sorriso ancora più femminile. Anche lei ha giocato in Italia, ed ora è compagna di squadra di Valentina Diouf al Sesi Volei Bauru, in Brasile. Ma fino al 19 febbraio 2017 di partite ne aveva giocate solo nei campionati maschili, quando si chiamava Rodrigo prima di fare il grande passo e cambiare sesso. Innescando un dibattito sulla potenza della sue schiacciate, coi suoi sostenitori a ricordare che il 60 % della forza era andata perduta. Di sicuro per le sue compagne italiane è stata un mito. In un club calabrese di A2, a Palmi, provincia di Reggio Calabria.

La gelosia
Nel dolciastro mondo dello sport in cui si incensano compagni di squadra che si detestano, fa testo un passaggio del libro Senza rete di Maurizia Cacciatori. Parla della gelosia tra donne, bellissime e campionesse. "Smettete di fare le pecore, dovete essere vive" urlava Ana Paula De Tassis, fuoriclasse brasiliana arrivata per sferzare lei e le sue compagne. "A complicare le cose" ricorda Maurizia "c'era poi il fatto che piacesse un sacco agli uomini, entrava in una stanza e ne avvertivi la presenza ancora prima di vederla. E per le compagne, anche per ciò che riguarda le relazioni con i maschi, accettare di essere la numero due è dura da digerire". È pallavolo, anzi di più, è vita.