Meo Sacchetti: “La mia Cremona, provincia operaia, vi stupirà ancora”
Nicola Apicella , di NICOLA APICELLAIl ct della Nazionale di basket allena anche la rivelazione della A: “Una famiglia con le facce giuste”
ROMA - È il ct dell'Italia con un Mondiale a portata di mano e allena anche la squadra sorpresa di questo scorcio iniziale di campionato. Eppure Meo Sacchetti recita la stessa parte. Quella del pompiere. Ad Azzurra manca una vittoria per qualificarsi a Cina 2019 e tornare a giocare il Mondiale dopo 13 anni "ma fin quando non ci qualifichiamo non abbiamo fatto nulla". La Vanoli Cremona in Serie A viaggia al terzo posto con quattro vittorie in cinque giornate, ha battuto Trento, Avellino, Bologna e Sassari, "ma la classifica ora è meglio non guardarla".
Almeno i complimenti le faranno piacere, Sacchetti?
"Come no, quelli sono sempre ben accetti. Ma andiamoci piano, ci vuole niente a rovinare tutto. Se voli troppo in alto quando poi cadi rialzarsi diventa più difficile. Una cosa però è vera".
Dica pure.
"Che i ragazzi hanno la faccia giusta, si allenano bene, si divertono e soprattutto hanno tanta fame. Per molti…
Almeno i complimenti le faranno piacere, Sacchetti?
"Come no, quelli sono sempre ben accetti. Ma andiamoci piano, ci vuole niente a rovinare tutto. Se voli troppo in alto quando poi cadi rialzarsi diventa più difficile. Una cosa però è vera".
Dica pure.
"Che i ragazzi hanno la faccia giusta, si allenano bene, si divertono e soprattutto hanno tanta fame. Per molti…
ROMA - È il ct dell'Italia con un Mondiale a portata di mano e allena anche la squadra sorpresa di questo scorcio iniziale di campionato. Eppure Meo Sacchetti recita la stessa parte. Quella del pompiere. Ad Azzurra manca una vittoria per qualificarsi a Cina 2019 e tornare a giocare il Mondiale dopo 13 anni "ma fin quando non ci qualifichiamo non abbiamo fatto nulla". La Vanoli Cremona in Serie A viaggia al terzo posto con quattro vittorie in cinque giornate, ha battuto Trento, Avellino, Bologna e Sassari, "ma la classifica ora è meglio non guardarla".
Almeno i complimenti le faranno piacere, Sacchetti?
"Come no, quelli sono sempre ben accetti. Ma andiamoci piano, ci vuole niente a rovinare tutto. Se voli troppo in alto quando poi cadi rialzarsi diventa più difficile. Una cosa però è vera".
Dica pure.
"Che i ragazzi hanno la faccia giusta, si allenano bene, si divertono e soprattutto hanno tanta fame. Per molti di loro questa può essere una grande opportunità".
Un trampolino di lancio.
"Esatto, sappiamo bene qual è la nostra dimensione, rappresentiamo una realtà di provincia dove in molti arrivano per crescere e spiccare il volo per squadre e campionati magari più ricchi. Non è un problema".
Scommetta su uno dei vostri.
"Niente nomi per carità. Alcuni però mi hanno sorpreso in positivo. Saunders ad esempio, un giocatore di tante cose, un collante importante. Mathiang invece mi ricorda lo Shane Lawal di Sassari, atteggiamento positivo, è un ragazzo che sorride sempre, ha un'energia contagiosa che fa bene a tutto il gruppo".
Due parole per Travis Diener?
"Un esempio, mai una parola fuori posto, un punto di riferimento. Devo essere sincero, in estate dopo il ritiro del cugino Drake pensavo di perderlo. Invece qui a Cremona ha trovato un ambiente tranquillo, la sua famiglia sta bene e lui rispetto ad un anno fa, quando rientrava dopo tre anni di stop, ha una condizione decisamente migliore".
Chi non sorprende più è Ricci.
"La convocazione nella Nazionale Sperimentale lo ha responsabilizzato. È uno che lavora come un matto, nessuno gli ha regalato nulla. E mi fa sorridere quando mi chiede di saltare un allenamento perché deve dare un esame all'università, mi sembra di essere in un altro mondo".
Dove può arrivare questa Cremona?
"Cremona è una città a dimensione d'uomo, il club è come una grande famiglia in cui tutti cercano di rendersi utili. Spesso la mattina passo dal presidente Vanoli in ferramenta a prendere il caffè e a parlare con gli operai. Detto questo dobbiamo fare in fretta i 20 punti che garantiscono la salvezza, tutto ciò che arriva in più sarà guadagnato".
Intanto, dietro Milano e Venezia imbattute, ci siete voi.
"Non possiamo pensare di giocarcela con loro. Lo ripeto, siamo contenti di come abbiamo iniziato il campionato, di questa mentalità operaia, ma in testa dobbiamo avere solo la partita di domenica a Pistoia, una prova del nove. Per farsi un'idea più chiara del campionato bisogna aspettare ancora un po'. Dopo le prime dieci giornate i valori saranno più delineati ma Milano e Venezia sono quelle meglio attrezzate".
Novembre per lei può diventare un mese speciale. La Cina è vicina...
"È vero, per il Mondiale manca ancora un passo ma non è ancora fatta. Ho sempre detto che guidare la Nazionale è un orgoglio, è qualcosa di magico per chi come me la maglia azzurra l'ha indossata da giocatore. Serve la ciliegina sulla torta e io non vedo l'ora di metterla".
Almeno i complimenti le faranno piacere, Sacchetti?
"Come no, quelli sono sempre ben accetti. Ma andiamoci piano, ci vuole niente a rovinare tutto. Se voli troppo in alto quando poi cadi rialzarsi diventa più difficile. Una cosa però è vera".
Dica pure.
"Che i ragazzi hanno la faccia giusta, si allenano bene, si divertono e soprattutto hanno tanta fame. Per molti di loro questa può essere una grande opportunità".
Un trampolino di lancio.
"Esatto, sappiamo bene qual è la nostra dimensione, rappresentiamo una realtà di provincia dove in molti arrivano per crescere e spiccare il volo per squadre e campionati magari più ricchi. Non è un problema".
Scommetta su uno dei vostri.
"Niente nomi per carità. Alcuni però mi hanno sorpreso in positivo. Saunders ad esempio, un giocatore di tante cose, un collante importante. Mathiang invece mi ricorda lo Shane Lawal di Sassari, atteggiamento positivo, è un ragazzo che sorride sempre, ha un'energia contagiosa che fa bene a tutto il gruppo".
Due parole per Travis Diener?
"Un esempio, mai una parola fuori posto, un punto di riferimento. Devo essere sincero, in estate dopo il ritiro del cugino Drake pensavo di perderlo. Invece qui a Cremona ha trovato un ambiente tranquillo, la sua famiglia sta bene e lui rispetto ad un anno fa, quando rientrava dopo tre anni di stop, ha una condizione decisamente migliore".
Chi non sorprende più è Ricci.
"La convocazione nella Nazionale Sperimentale lo ha responsabilizzato. È uno che lavora come un matto, nessuno gli ha regalato nulla. E mi fa sorridere quando mi chiede di saltare un allenamento perché deve dare un esame all'università, mi sembra di essere in un altro mondo".
Dove può arrivare questa Cremona?
"Cremona è una città a dimensione d'uomo, il club è come una grande famiglia in cui tutti cercano di rendersi utili. Spesso la mattina passo dal presidente Vanoli in ferramenta a prendere il caffè e a parlare con gli operai. Detto questo dobbiamo fare in fretta i 20 punti che garantiscono la salvezza, tutto ciò che arriva in più sarà guadagnato".
Intanto, dietro Milano e Venezia imbattute, ci siete voi.
"Non possiamo pensare di giocarcela con loro. Lo ripeto, siamo contenti di come abbiamo iniziato il campionato, di questa mentalità operaia, ma in testa dobbiamo avere solo la partita di domenica a Pistoia, una prova del nove. Per farsi un'idea più chiara del campionato bisogna aspettare ancora un po'. Dopo le prime dieci giornate i valori saranno più delineati ma Milano e Venezia sono quelle meglio attrezzate".
Novembre per lei può diventare un mese speciale. La Cina è vicina...
"È vero, per il Mondiale manca ancora un passo ma non è ancora fatta. Ho sempre detto che guidare la Nazionale è un orgoglio, è qualcosa di magico per chi come me la maglia azzurra l'ha indossata da giocatore. Serve la ciliegina sulla torta e io non vedo l'ora di metterla".