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(ansa)

Daniele Bracciali: “Assolto e radiato. Il mio lungo incubo per le scommesse”

La sentenza ha colpito il tennista e il collega Starace (10 anni) per match-fixing relativa a una scommessa su una partita del 2011. "È tutta una pagliacciata, confido nel Tas"
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Una radiazione (Daniele Bracciali, 40 anni) e una squalifica di 10 anni (Potito Starace, 37 anni). Questa la sentenza del Tiu (Tennis Integrity Unit) per match-fixing, relativa a una scommessa in un match del 2011. Il Tribunale di Cremona aveva processato e assolto a gennaio i due tennisti dall'accusa di associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva, in quanto "il fatto non sussisteva". Ma il Tiu, l'organo di giustizia dell'Atp, non ha voluto prendere in considerazione il processo penale.

Bracciali, da quanti giorni sapeva della sentenza?
"Ma cosa dice, l'ho saputo prima di entrare in campo. Stavo giocando il Challenger di Andria, ero al 2° turno".

Ne aveva sentore?
"Sia i miei avvocati sia Starace mi avevano avvertito del clima".

Lei continua a professarsi innocente?
"Ma accidenti! Il tribunale di Cremona, al processo penale, ha stabilito che io non ho commesso il fatto. Tre giudici togati. E altri dodici, sportiv…
Una radiazione (Daniele Bracciali, 40 anni) e una squalifica di 10 anni (Potito Starace, 37 anni). Questa la sentenza del Tiu (Tennis Integrity Unit) per match-fixing, relativa a una scommessa in un match del 2011. Il Tribunale di Cremona aveva processato e assolto a gennaio i due tennisti dall'accusa di associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva, in quanto "il fatto non sussisteva". Ma il Tiu, l'organo di giustizia dell'Atp, non ha voluto prendere in considerazione il processo penale.

Bracciali, da quanti giorni sapeva della sentenza?
"Ma cosa dice, l'ho saputo prima di entrare in campo. Stavo giocando il Challenger di Andria, ero al 2° turno".

Ne aveva sentore?
"Sia i miei avvocati sia Starace mi avevano avvertito del clima".

Lei continua a professarsi innocente?
"Ma accidenti! Il tribunale di Cremona, al processo penale, ha stabilito che io non ho commesso il fatto. Tre giudici togati. E altri dodici, sportivi, erano giunti alla stessa conclusione".

Neppure una colpa?
"Quella di aver frequentato Manlio Bruni, la persona che avevo incaricato di recuperare dei crediti per mio conto. E invece...".

Le ha rovinato la vita.
"Esatto. Dalle intercettazioni è chiaro che le scommesse erano sue, non mie. La scheda sim era sua. Si è scusato, ma il danno era fatto".

Come si può arrivare alla radiazione?
"Ho il sospetto che questo giudice canadese, McLaren, mi abbia scambiato con Starace. Sono tante le incongruenze".

In questo processo?
"Non chiamiamolo neppure processo, era già tutto deciso".

Come fa a dire una cosa del genere?
"Un esempio: non hanno voluto ascoltare il testimone chiave, asserendo non ce ne fosse bisogno".

Si riferisce a Bruni?
"Esatto. Bruni al processo sportivo disse che i messaggi erano i miei, ma ritrattò a Cremona sotto giuramento. Per il Tiu non vale".

Com'è possibile?
"Nelle motivazioni non c'è un rigo del processo penale di Cremona, per McLaren valgono solo le parole di Bruni in fase d'indagine, quando non era sotto giuramento. Raccapricciante".

È amareggiato?
"Anche per un altro discorso, puramente tecnico: i miei avvocati hanno ricordato che esiste il "ne bis in idem", non si processano due volte le persone. Sa cosa il Tiu è riuscito a sostenere? Ha riconosciuto l'esistenza di questo principio ma, siccome c'erano due nuovi testimoni, in realtà due periti, ha aggiunto che non valeva. Se non è caccia alle streghe questa, mi dica lei che cos'è".

Ora come si muoverà?
"Vado al Tas, a Losanna. Ho venti giorni di tempo per l'appello, e penso che il futuro processo dovrebbe tenersi entro febbraio. Ma voglio essere fiducioso di trovare dei giudici che si attengono ai fatti".

Al Roland Garros era così felice di essere tornato in campo.
"Ero convinto che il gomitolo fosse stato finalmente srotolato. E invece questo incubo non vuole finire".

Ha già scontato tre anni di squalifica.
"È così. Sono stato fermo un anno per la Federtennis, e due anni per l'Atp perché ero sotto processo. Chi me li ridà quei due anni? Ammetto la mia colpa riguardo alla sentenza Fit, ma restare fermo in attesa di un giudizio no. Poi ci sono ancora altri dettagli poco chiari".

A cosa si riferisce?
"Il giudice McLaren che arriva insieme all'accusa, che mangia con loro. Lui avrebbe dovuto essere super partes. E ancora: la radiazione arriva in caso di molteplicità di reati, ma la mia condanna è riferita a un singolo fatto, per il quale di solito vengono comminati tre anni. Che io ho già scontato".

Le dà da pensare?
"Esatto. Oltre al fatto che non ho commesso nulla, perché quel Bruni ha confermato di aver modificato le mie parole. Ma nessuno ha controllato per esempio gli indirizzi IP delle mie conversazioni via Skype. Tutti sanno che sono modificabili. È stata una pagliacciata".