Un gioco da Ranieri. L’arte di aggiustare applicata al Fulham
Andrea Sorrentino , di ANDREA SORRENTINODue anni fa la favola Leicester in Premier League, sabato l’esordio sulla panchina dell’ultima in classifica contro il Southampton
Mamma Renata è una ragazza di appena 99 anni, col cuore tifoso da sempre diviso a metà: una parte solo per la Roma, l'altra per la squadra che suo figlio allena in quel momento. Solo una volta le due metà coincisero, e Claudio sfiorò pure lo scudetto, ma quel brutto cattivo di Mourinho glielo portò via. Cuore di mamma, oggi dovrà aspettare la differita per vedere in tv Fulham-Southampton: "Se non la trovasse si arrabbierebbe molto e mi direbbe di chiedere a quelli della tv di trasmetterla: è già successo".
A Craven Cottage, lo stadiolo appollaiato sul Tamigi dal 1896, Claudio Ranieri, suo figlio, esordisce sulla panchina dei Cottagers, la diciottesima in 32 anni, terza in Premier League dopo Chelsea e Leicester, 21 mesi dopo l'esonero che indignò l'Inghilterra, visto che arrivò a pochi mesi dalla "più grande impresa sportiva della storia", il campionato vinto con le Volpi.
Da…
A Craven Cottage, lo stadiolo appollaiato sul Tamigi dal 1896, Claudio Ranieri, suo figlio, esordisce sulla panchina dei Cottagers, la diciottesima in 32 anni, terza in Premier League dopo Chelsea e Leicester, 21 mesi dopo l'esonero che indignò l'Inghilterra, visto che arrivò a pochi mesi dalla "più grande impresa sportiva della storia", il campionato vinto con le Volpi.
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Mamma Renata è una ragazza di appena 99 anni, col cuore tifoso da sempre diviso a metà: una parte solo per la Roma, l'altra per la squadra che suo figlio allena in quel momento. Solo una volta le due metà coincisero, e Claudio sfiorò pure lo scudetto, ma quel brutto cattivo di Mourinho glielo portò via. Cuore di mamma, oggi dovrà aspettare la differita per vedere in tv Fulham-Southampton: "Se non la trovasse si arrabbierebbe molto e mi direbbe di chiedere a quelli della tv di trasmetterla: è già successo".
A Craven Cottage, lo stadiolo appollaiato sul Tamigi dal 1896, Claudio Ranieri, suo figlio, esordisce sulla panchina dei Cottagers, la diciottesima in 32 anni, terza in Premier League dopo Chelsea e Leicester, 21 mesi dopo l'esonero che indignò l'Inghilterra, visto che arrivò a pochi mesi dalla "più grande impresa sportiva della storia", il campionato vinto con le Volpi.
Dato che il Fulham neopromosso è ultimo con 5 punti, che ha perso le ultime 7 partite e ha una difesa orripilante da 31 gol incassati nelle 12 gare con l'allenatore serbo Slavisa Jokanovic, come al solito all'Aggiustatore (Tinkerman) poi diventato re d'Inghilterra, chiedono una sola cosa: un miracolo. In questi giorni, con quella sua espressione nobile col sopracciglio inarcato, tra l'assorto e il guardingo, Claudio ha risposto a tutti così: "Quella di Leicester è stata una favola, lasciamola stare. Sono matto, ma non stupido: c'è molto lavoro da fare, ma se sono qui è perché credo nella salvezza. Sarò ancora il Tinkerman, cercherò correttivi in maniera intelligente. Ovvio che è necessario blindare la difesa. Poi dare messaggi positivi, far emergere lo spirito di squadra".
Ma nessun inglese, si rassegni Claudio, dimenticherà la favola di Leicester. Che poi è il motivo per il quale è stato ingaggiato dal proprietario del Fulham, Shahid Khan, 68 anni, pakistano ma cittadino Usa dal 1991, due spettacolosi baffi a manubrio, un impero costruito sui ricambi per auto, 221esimo uomo più ricco del mondo, 7 miliardi di patrimonio. E una squadra di calcio, il Fulham, rilevata da Al Fayed nel 2013 ma senza mai una soddisfazione: l'ha presa in Premier League, è subito retrocesso, poi quattro anni di B prima della risalita. La scorsa estate mercato da oltre 100 milioni, ma senza che l'allenatore Jokanovic potesse mettere becco, e si è andati verso il disastro.
Così Khan ha scelto Claudio Ranieri, che ha di fronte una situazione analoga a Leicester. Una sporca dozzina abbondante di giocatori di medio o mediocre valore (a parte il centravanti serbo Mitrovic e l'ex campione del mondo tedesco Schürrle, però da tempo in crisi), dall'incerto passato o dalle prospettive nebulose, in cui scovare potenzialità inespresse per ricavarne picchi di rendimento e prove indimenticabili, il tutto all'insegna del mutuo soccorso.
Del resto a Leicester fu davvero un miracolo, perché l'unico fuoriclasse era Kanté, mentre gli altri giocatori medi o mediocri erano prima, e medi o mediocri sono rimasti. Il Fulham ora per Ranieri è perfetto: una squadra da ricostruire dalle basi, l'affetto di tutti i media, una nuova avventura da intraprendere, inoltre lo stadio di Craven Cottage è a quattro passi dalla sua abitazione londinese. Rincasando, sabato sera, magari telefonerà finalmente a mamma Renata: "Mi ha chiamato giorni fa ma non ho risposto, avevo molto da fare". Una vita ad aggiustare, che fatica.
A Craven Cottage, lo stadiolo appollaiato sul Tamigi dal 1896, Claudio Ranieri, suo figlio, esordisce sulla panchina dei Cottagers, la diciottesima in 32 anni, terza in Premier League dopo Chelsea e Leicester, 21 mesi dopo l'esonero che indignò l'Inghilterra, visto che arrivò a pochi mesi dalla "più grande impresa sportiva della storia", il campionato vinto con le Volpi.
Dato che il Fulham neopromosso è ultimo con 5 punti, che ha perso le ultime 7 partite e ha una difesa orripilante da 31 gol incassati nelle 12 gare con l'allenatore serbo Slavisa Jokanovic, come al solito all'Aggiustatore (Tinkerman) poi diventato re d'Inghilterra, chiedono una sola cosa: un miracolo. In questi giorni, con quella sua espressione nobile col sopracciglio inarcato, tra l'assorto e il guardingo, Claudio ha risposto a tutti così: "Quella di Leicester è stata una favola, lasciamola stare. Sono matto, ma non stupido: c'è molto lavoro da fare, ma se sono qui è perché credo nella salvezza. Sarò ancora il Tinkerman, cercherò correttivi in maniera intelligente. Ovvio che è necessario blindare la difesa. Poi dare messaggi positivi, far emergere lo spirito di squadra".
Ma nessun inglese, si rassegni Claudio, dimenticherà la favola di Leicester. Che poi è il motivo per il quale è stato ingaggiato dal proprietario del Fulham, Shahid Khan, 68 anni, pakistano ma cittadino Usa dal 1991, due spettacolosi baffi a manubrio, un impero costruito sui ricambi per auto, 221esimo uomo più ricco del mondo, 7 miliardi di patrimonio. E una squadra di calcio, il Fulham, rilevata da Al Fayed nel 2013 ma senza mai una soddisfazione: l'ha presa in Premier League, è subito retrocesso, poi quattro anni di B prima della risalita. La scorsa estate mercato da oltre 100 milioni, ma senza che l'allenatore Jokanovic potesse mettere becco, e si è andati verso il disastro.
Così Khan ha scelto Claudio Ranieri, che ha di fronte una situazione analoga a Leicester. Una sporca dozzina abbondante di giocatori di medio o mediocre valore (a parte il centravanti serbo Mitrovic e l'ex campione del mondo tedesco Schürrle, però da tempo in crisi), dall'incerto passato o dalle prospettive nebulose, in cui scovare potenzialità inespresse per ricavarne picchi di rendimento e prove indimenticabili, il tutto all'insegna del mutuo soccorso.
Del resto a Leicester fu davvero un miracolo, perché l'unico fuoriclasse era Kanté, mentre gli altri giocatori medi o mediocri erano prima, e medi o mediocri sono rimasti. Il Fulham ora per Ranieri è perfetto: una squadra da ricostruire dalle basi, l'affetto di tutti i media, una nuova avventura da intraprendere, inoltre lo stadio di Craven Cottage è a quattro passi dalla sua abitazione londinese. Rincasando, sabato sera, magari telefonerà finalmente a mamma Renata: "Mi ha chiamato giorni fa ma non ho risposto, avevo molto da fare". Una vita ad aggiustare, che fatica.