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Champions League, l’Inter e la notte più pazza “Il nostro destino inizia qui”

A San Siro gli olandesi del Psv da battere in attesa del risultato di Barcellona, che affronta in casa il Tottenham facendo riposare qualche big ma non deve perdere. Spalletti:“Loro gente seria, pensiamo a noi”  
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Una sola certezza, in questa vigilia lunga due settimane, gonfia di auspici e rimpianti, ma anche di presagi, acuiti dall’assenza improvvisa di Vecino, proprio lui, l’uomo della Champions: vivremo una serata pienamente interista, con tutti i crismi. Inter-Psv è o la va o la spacca, la partita senza appello, anche se non si dipende dai propri destini e si è pure appesi a Messi, il cuore in gola e in alto i cuori, gli occhi qui e le orecchie a Barcellona, il timore della disfatta e delle sue conseguenze, il terrore che la logica crolli di fronte all’imponderabile, ma pure la speranza, in fondo siamo l’Inter. Si giocano tanto, e Spalletti, uno dei due parafulmini di tutto insieme a Icardi, lo conferma: «È una gara importante per la storia del club, per la carriera dei giocatori e pure per la mia. I risultati che farò da qui in avanti mi daranno la possibilità di continuare ad allenare l’Inter». Anche solo l&rsqu…
Una sola certezza, in questa vigilia lunga due settimane, gonfia di auspici e rimpianti, ma anche di presagi, acuiti dall’assenza improvvisa di Vecino, proprio lui, l’uomo della Champions: vivremo una serata pienamente interista, con tutti i crismi. Inter-Psv è o la va o la spacca, la partita senza appello, anche se non si dipende dai propri destini e si è pure appesi a Messi, il cuore in gola e in alto i cuori, gli occhi qui e le orecchie a Barcellona, il timore della disfatta e delle sue conseguenze, il terrore che la logica crolli di fronte all’imponderabile, ma pure la speranza, in fondo siamo l’Inter. Si giocano tanto, e Spalletti, uno dei due parafulmini di tutto insieme a Icardi, lo conferma: «È una gara importante per la storia del club, per la carriera dei giocatori e pure per la mia. I risultati che farò da qui in avanti mi daranno la possibilità di continuare ad allenare l’Inter». Anche solo l’avvicinamento all’ordalia chiamata Inter-Psv & Barça-Tottenham, dramma della passione e del sospetto in quattro atti, senza l’unità di luogo perché vivrà sull’asse San Siro-Camp Nou, dal punto di vista nerazzurro è stato snervante: le due vittorie contro Tottenham e Psv sembrano spianare la strada alla qualificazione, ma le tre partite centrali del girone, le più difficili, portano un solo punto, e ora l’Inter è terza. Intanto il livello delle prestazioni è calato, c’è stata una sola vittoria nelle ultime sei partite. Quindi si arriva col fiatone all’evento, in una serata in cui è necessario ottenere un risultato migliore del Tottenham (che se però vince al Camp Nou è agli ottavi). E la beffa è che a centrocampo Spalletti lamenta la grave assenza per infortunio di Vecino, quelle da regolamento di Gagliardini e Joao Mario (non in lista Uefa) e convoca un Nainggolan non ancora a posto, mentre il Barcellona scoppia di salute ma contro il Tottenham darà spazio alle seconde linee: sicuramente non giocano Ter Stegen e Luis Suarez, quasi certamente Piqué e Busquets, Rakitic si vedrà, Messi invece dovrebbe esserci, ma sarà un mezzo Barcellona, e gli Spurs arrivano inferociti e in palla. Brividi. Non di Spalletti: «A Barcellona sono persone serie. Noi pensiamo solo a battere il Psv». Gli olandesi hanno 1 punto in 5 gare e hanno imbarcato 12 gol, si può fare. Magari sarà più facile del previsto, ci sarà l’happy end e Spalletti potrà godersi qualche rivincita su chi ha dubitato e criticato, tenendo ancora per sé certe opinioni non positive sulla presenza del club o sulle prestazioni incerte di qualche giocatore. Oppure la serata sarà un lungo psicodramma interista, spettacolare e premiato dal successo, o sarà caduta, perché questo fatto di non dipendere solo da se stessi, ma anche da altri, è una lisca in gola. Un altro che sogna un bel marameo a tutti è Mauro Icardi, sempre al centro dell’occhio di bue, ma è lui che ci si mette. Ogni epoca ha le coppie celebri che si merita, e se nei Roaring Twenties c’erano Scott e Zelda Fitzgerald, ora abbiamo Maurito e Wanda, due che si vogliono divertire e vogliono farlo sapere in giro, e pure farsi parlare dietro, basta che se ne parli. Così in pochi giorni cruciali, tra Juve-Inter 1-0 e prima di Inter-Psv, il capitano della Beneamata e consorte si sono segnalati per: festona sabato sera per i 32 anni (cifra tonda) di Wanda, con champagne, karaoke, cappellini e balli; presenza a Madrid, col permesso dell’Inter, per River-Boca (Maurito tifa Newell’s, ma al Bernabeu c’erano tutti, un peccato mancare); regalo di una Bentley da 200mila euro di Maurito a Wanda (le regalò anche una Rolls per il terzo mese di matrimonio, altra cifra tonda). Tutto testimoniato da foto e video diffusi via social. Loro sono fatti così, e all’Inter non osano interferire: «Maurito segna tanti gol», e allargano le braccia. Giovedì si insedia Beppe Marotta.