Champions League, l’Inter e la notte più pazza “Il nostro destino inizia qui”
Andrea Sorrentino , di ANDREA SORRENTINOA San Siro gli olandesi del Psv da battere in attesa del risultato di Barcellona, che affronta in casa
il Tottenham facendo riposare qualche big ma non deve perdere. Spalletti:“Loro gente seria, pensiamo a noi”
Una sola certezza, in questa vigilia lunga due settimane, gonfia di auspici e rimpianti, ma anche di presagi, acuiti dall’assenza improvvisa di Vecino, proprio lui, l’uomo della Champions: vivremo una serata pienamente interista, con tutti i crismi. Inter-Psv è o la va o la spacca, la partita senza appello, anche se non si dipende dai propri destini e si è pure appesi a Messi, il cuore in gola e in alto i cuori, gli occhi qui e le orecchie a Barcellona, il timore della disfatta e delle sue conseguenze, il terrore che la logica crolli di fronte all’imponderabile, ma pure la speranza, in fondo siamo l’Inter. Si giocano tanto, e Spalletti, uno dei due parafulmini di tutto insieme a Icardi, lo conferma: «È una gara importante per la storia del club, per la carriera dei giocatori e pure per la mia. I risultati che farò da qui in avanti mi daranno la possibilità di continuare ad allenare l’Inter». Anche solo l&rsqu…
Una sola certezza, in questa vigilia lunga due settimane, gonfia di auspici e rimpianti, ma anche di presagi, acuiti dall’assenza improvvisa di Vecino, proprio lui, l’uomo della Champions: vivremo una serata pienamente interista, con tutti i crismi. Inter-Psv è o la va o la spacca, la partita senza appello, anche se non si dipende dai propri destini e si è pure appesi a Messi, il cuore in gola e in alto i cuori, gli occhi qui e le orecchie a Barcellona, il timore della disfatta e delle sue conseguenze, il terrore che la logica crolli di fronte all’imponderabile, ma pure la speranza, in fondo siamo l’Inter. Si giocano tanto, e Spalletti, uno dei due parafulmini di tutto insieme a Icardi, lo conferma: «È una gara importante per la storia del club, per la carriera dei giocatori e pure per la mia. I risultati che farò da qui in avanti mi daranno la possibilità di continuare ad allenare l’Inter». Anche solo l’avvicinamento all’ordalia chiamata Inter-Psv & Barça-Tottenham, dramma della passione e del sospetto in quattro atti, senza l’unità di luogo perché vivrà sull’asse San Siro-Camp Nou, dal punto di vista nerazzurro è stato snervante: le due vittorie contro Tottenham e Psv sembrano spianare la strada alla qualificazione, ma le tre partite centrali del girone, le più difficili, portano un solo punto, e ora l’Inter è terza. Intanto il livello delle prestazioni è calato, c’è stata una sola vittoria nelle ultime sei partite. Quindi si arriva col fiatone all’evento, in una serata in cui è necessario ottenere un risultato migliore del Tottenham (che se però vince al Camp Nou è agli ottavi). E la beffa è che a centrocampo Spalletti lamenta la grave assenza per infortunio di Vecino, quelle da regolamento di Gagliardini e Joao Mario (non in lista Uefa) e convoca un Nainggolan non ancora a posto, mentre il Barcellona scoppia di salute ma contro il Tottenham darà spazio alle seconde linee: sicuramente non giocano Ter Stegen e Luis Suarez, quasi certamente Piqué e Busquets, Rakitic si vedrà, Messi invece dovrebbe esserci, ma sarà un mezzo Barcellona, e gli Spurs arrivano inferociti e in palla. Brividi. Non di Spalletti: «A Barcellona sono persone serie. Noi pensiamo solo a battere il Psv». Gli olandesi hanno 1 punto in 5 gare e hanno imbarcato 12 gol, si può fare. Magari sarà più facile del previsto, ci sarà l’happy end e Spalletti potrà godersi qualche rivincita su chi ha dubitato e criticato, tenendo ancora per sé certe opinioni non positive sulla presenza del club o sulle prestazioni incerte di qualche giocatore. Oppure la serata sarà un lungo psicodramma interista, spettacolare e premiato dal successo, o sarà caduta, perché questo fatto di non dipendere solo da se stessi, ma anche da altri, è una lisca in gola. Un altro che sogna un bel marameo a tutti è Mauro Icardi, sempre al centro dell’occhio di bue, ma è lui che ci si mette. Ogni epoca ha le coppie celebri che si merita, e se nei Roaring Twenties c’erano Scott e Zelda Fitzgerald, ora abbiamo Maurito e Wanda, due che si vogliono divertire e vogliono farlo sapere in giro, e pure farsi parlare dietro, basta che se ne parli. Così in pochi giorni cruciali, tra Juve-Inter 1-0 e prima di Inter-Psv, il capitano della Beneamata e consorte si sono segnalati per: festona sabato sera per i 32 anni (cifra tonda) di Wanda, con champagne, karaoke, cappellini e balli; presenza a Madrid, col permesso dell’Inter, per River-Boca (Maurito tifa Newell’s, ma al Bernabeu c’erano tutti, un peccato mancare); regalo di una Bentley da 200mila euro di Maurito a Wanda (le regalò anche una Rolls per il terzo mese di matrimonio, altra cifra tonda). Tutto testimoniato da foto e video diffusi via social. Loro sono fatti così, e all’Inter non osano interferire: «Maurito segna tanti gol», e allargano le braccia. Giovedì si insedia Beppe Marotta.