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Mourinho, l'Inter e un ritorno che non agita più gli animi

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Amore si, ma poi non così intenso. Il tempo passa per tutto, anche per il ricongiungimento più atteso e invocato nel calcio degli ultimi anni: quello di Josè Mourinho all’Inter. Il portoghese non ha mai smesso di inviare segnali d’amore al pubblico nerazzurro (da ultimo il gesto della mano all’orecchio allo Stadium) per reagire agli insulti durante la partita di Champions con la Juve. E i tifosi interisti sono sempre andati in visibilio per queste dimostrazioni dell’allenatore del Triplete 2010. Ma adesso che Mourinho è libero dopo l’esonero dal Manchester United - e forse più abbordabile rispetto al momento delle separazioni da Real Madrid e Chelsea, quando ancora era in una fase ascendente della carriera - non tutti i nerazzurri sono convinti che sarebbe una buona idea riportare lo Special One sulla panchina. «Mou ha lasciato un segno indelebile - dice Elenoire Casalegno, conduttrice tv, martedì presentatr…
Amore si, ma poi non così intenso. Il tempo passa per tutto, anche per il ricongiungimento più atteso e invocato nel calcio degli ultimi anni: quello di Josè Mourinho all’Inter. Il portoghese non ha mai smesso di inviare segnali d’amore al pubblico nerazzurro (da ultimo il gesto della mano all’orecchio allo Stadium) per reagire agli insulti durante la partita di Champions con la Juve. E i tifosi interisti sono sempre andati in visibilio per queste dimostrazioni dell’allenatore del Triplete 2010. Ma adesso che Mourinho è libero dopo l’esonero dal Manchester United - e forse più abbordabile rispetto al momento delle separazioni da Real Madrid e Chelsea, quando ancora era in una fase ascendente della carriera - non tutti i nerazzurri sono convinti che sarebbe una buona idea riportare lo Special One sulla panchina. «Mou ha lasciato un segno indelebile - dice Elenoire Casalegno, conduttrice tv, martedì presentatrice della cena di Natale del club - ha fatto quasi un miracolo otto anni fa. Ma se devo essere sincera non so se sarebbe giusto immaginare una nuova avventura all’Inter. Sarebbe come chiedere a Leonardo di ridipingere la Gioconda. Meglio pensare a far evolvere la squadra tenendo conto che abbiamo un allenatore come Spalletti, che ha già permesso un miglioramento riportando l’Inter in Champions».

Ancora più netto Davide Oldani: «Sarebbe una minestra riscaldata» dice lo chef. «Battute a parte, credo che tutto vada avanti. E il primo a saperlo è proprio lui. E se proprio devo immaginare un nuovo allenatore per l’Inter penso a un italiano, Antonio Conte o Di Francesco. Quando Conte arrivò alla Juventus, aveva meno esperienza dell’attuale tecnico della Roma. Ma adesso diamo fiducia a Spalletti che, secondo me, potrebbe rendere ancora meglio se gestisse la pressione con più serenità».
Spillo Altobelli è amico di Mourinho, ma anche lui antepone il ragionamento sulla difficoltà di ripetersi alla speranza incondizionata del ritorno: «Tutti gli interisti sarebbero felici di riabbracciarlo, ma credo che Mourinho sia troppo intelligente per non rendersi conto di aver già vinto tutto con l’Inter. Impossibile fare meglio. Noi gli auguriamo di allenare altre grandi squadre europee perché è lì che merita di lavorare».
Come i grandi amori interrotti che mancano soprattutto quando sono irraggiungibili. Poi basta un’occhiata di persona dopo tanti anni per capire che non era finita per caso.