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Mamma Catia e la figlia Valentina, 14 anni 

Valentina, che rischiò la vita a Corinaldo: “Mamma, domani sera lasciami uscire”

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Senigallia, nel dialogo tra una madre e la figlia 14enne scampata alla tragedia della discoteca il riflesso delle loro (e delle nostre) paure
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SENIGALLIA - Questa non è una storia di Natale, ma di Capodanno. Di come si torna alla vita dopo aver sfiorato la morte. Di come ci si augura che l'anno nuovo ci porti qualcosa, senza averci prima tolto la voglia di ballare. È la paura dei genitori di vedere ingoiati dalla grande notte i propri figli, è la voglia dei ragazzi di poter condividere le stelle con gli amici. È la fatica di crescere, dopo che due tue compagne di scuola non ci sono più, dopo che un piccolo Heysel delle discoteche di provincia ti ha portato via l'illusione che i grandi facciano cose giuste e ti proteggano.

Valentina è piccola, ha 14 anni, fa il liceo linguistico, va bene a scuola, ha una sorella e due genitori che lavorano. È in jeans e felpa, scarpe da ginnastica. Sua madre, Catia Mengucci, 43 anni, molto rock, è un'appassionata di concerti, fan di Vasco Rossi: "Avevo l'abitudine quando andavo agli spettacoli di chiamare le mie due…
SENIGALLIA - Questa non è una storia di Natale, ma di Capodanno. Di come si torna alla vita dopo aver sfiorato la morte. Di come ci si augura che l'anno nuovo ci porti qualcosa, senza averci prima tolto la voglia di ballare. È la paura dei genitori di vedere ingoiati dalla grande notte i propri figli, è la voglia dei ragazzi di poter condividere le stelle con gli amici. È la fatica di crescere, dopo che due tue compagne di scuola non ci sono più, dopo che un piccolo Heysel delle discoteche di provincia ti ha portato via l'illusione che i grandi facciano cose giuste e ti proteggano.

Valentina è piccola, ha 14 anni, fa il liceo linguistico, va bene a scuola, ha una sorella e due genitori che lavorano. È in jeans e felpa, scarpe da ginnastica. Sua madre, Catia Mengucci, 43 anni, molto rock, è un'appassionata di concerti, fan di Vasco Rossi: "Avevo l'abitudine quando andavo agli spettacoli di chiamare le mie due figlie e di fare ascoltare loro la prima canzone. Era il mio modo per dire: siete qui con me. Quando Valentina quella notte mi ha telefonato credevo volesse fare la stessa cosa, la sua voce era eccitata, sul momento ho pensato che ridesse, ma lei continua a dire "un macello, un macello". Era panico, non gioia. Non capivo, ero frastornata, anche dal rumore dei messaggini che arrivavano, tanti, tantissimi, a quell'ora di notte?, ho iniziato a leggere, e mi sono imposta di non svegliare mio marito. All'alba, alle tre e mezza, il genitore di un'amica ha riportato a casa mia figlia: scalza, quasi assiderata, ma viva".
La discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo 
Valentina era alla sua prima uscita in discoteca. "A mamma lo chiedevo da tanto. Lei si era raccomandata: stai lontana dalla calca, dalle droghe, dai ragazzi stupidi. Era una festa di liceo, ero con tre amiche, io avevo la gonna e una canottierina, ho bevuto una coca, eravamo tantissimi, a me piace Sfera, la sua musica, dice brutte cose sulle donne? Non lo sapevo, credo che quello che uno canta non c'entra con quello che fa, però la gola mi bruciava, non riuscivo a respirare, c'era una sola uscita di sicurezza, sono stata travolta, e mi sono ritrovata in basso con gente addosso e anche sopra. Sono caduta sulla destra, non ce la facevo a muovermi, soffocavo, non avevo più le scarpe, sentivo che urlavano nomi, un ragazzo mi ha tirata su per un piede, per una gamba. Non lo conoscevo, ma sta a scuola mia, non so come si chiami, l'ho rivisto al liceo, l'ho ringraziato, prego mi ha risposto". I ragazzi non sono barocchi, se la sbrigano con poco. Valentina ha dormito quella notte, ma ora fa fatica. "Ci ripenso, non riesco a togliermi dalla testa quel buio, sentivo tanto freddo". Conosceva Asia, una delle ragazze che non c'è più. "Era molto più sotto di me, ma che fosse morta l'ho saputo la mattina dopo".

Valentina ogni tanto si interrompe, non ce la fa a parlare, ti guarda, sembra che voglia aggiungere qualcosa, non le esce niente, le si velano gli occhi. "Domani voglio uscire, fare festa, non credo che andrò in un locale chiuso, starò in giro con gli amici. Ho il diritto a una bella serata, perché finora non l'ho avuta, tornerò a sentire Sfera, non riesco a cancellare quello che ho visto, ma nemmeno quello che sento, vorrei divertirmi, cosa c'è di male? Sono piena di rabbia, verso chi ha approfittato di noi, della nostra voglia di stare insieme, non sopporto i grandi, gli adulti, tutti quelli che hanno voluto dire la loro, ma cosa ne sanno, se nemmeno c'erano? Invece di capirci, sembra che sia stata colpa nostra, cosa abbiamo fatto di male? Noi non siamo stati incoscienti, hanno sbagliato i grandi".

Catia, la mamma, dice: "Volevo solo farla felice, io ai concerti ci sono stata, ma non mi sono mai rotta un'unghia, non mi aspettavo negligenza da parte dei gestori di locali per ragazzi. E puoi continuare a mettere in guardia i figli ogni giorno di feste e a proibire in nome di un pericolo che non sarà mai cancellabile?". Valentina a X Factor ha tifato per Anastasio, le piace Ultimo, Ghali, Cardi B, su Netlix guarda "Elite", "Orange is the new black", "13", la storia di un'adolescente americana che si taglia le vene e lascia delle cassette registrate con le tredici ragioni che l'hanno spinta a togliersi la vita. Valentina è anche appassionata del genere horror. "Non mi mettono paura certe scene perché so che non sono vere. Però quando sono rimasta schiacciata, lì sotto, ho capito che la realtà è un'altra cosa. Bastava un attimo, che il mio piede piccolo, io porto il 37, sfuggisse di mano al ragazzo, mi sento fortunata, ma adesso mi chiedo spesso: può ricapitarmi? Prima non facevo caso a niente, ora faccio caso a tutto. Sto attenta a non fare stupidate".

A Valentina piace lo spagnolo e poco la matematica. Se dovesse scrivere un tema d'italiano sulla notte che non passa? "Inizierei dalla fine. Dalla rabbia per quello che è successo, dalla fortuna di poter tornare a respirare, non dall'inizio, non dal fatto che da un anno chiedevo a mamma di poter andare alle feste, non dalla speranza di potermi divertire con le amiche, quella adesso mi sembra molto meno importante delle vite che non ci sono più". Domani finisce l'anno, ma non il dolore. Valentina è come se volesse recuperare un pezzo di sentimento che le è stato tolto. "L'ho chiesto a mamma, fammi uscire a Capodanno, così forse questo male un po' se ne andrà. Lo dico a tutti i genitori: non impediteci di fare festa, di stare insieme ai nostri amici, non tradite la nostra voglia di far parte di un mondo".