Intervista a Lisa Vittozzi: “Io e Wierer, ora il biathlon è l’Italia”
Cosimo Cito , di COSIMO CITODue italiane prima e seconda in Coppa del Mondo
di uno degli sport della neve: non era mai stato realizzato
Due italiane prima e seconda in Coppa del Mondo di uno degli sport della neve è un evento che non s’era mai realizzato. Per qualcosa di simile a quel che sta accadendo nel biathlon con Dorothea Wierer e Lisa Vittozzi, si deve tornare indietro alla leggendaria disfida nell’alpino tra Piero Gros e Gustav Thöni del 1974, divisi alla fine da 16 punti. Nello scia e spara, alla vigilia delle gare di Anterselva, l’unica tappa italiana di Coppa, Wierer conduce 498 a 480 su Vittozzi. Da Oberhof in poi, la sappadina ha però iniziato un furiosa rimonta. Il sorpasso potrebbe realizzarsi a casa Wierer: oggi la sprint, sabato la gara a inseguimento, domenica la mass start.
A casa Wierer, Lisa Vittozzi: forse la pressione, dunque, la sentirà maggiormente Dorothea?
«È anche vero che lei si allena spesso qui e conosce perfettamente la pista e il poligono. Sicuramente sentirà l’emozione e avrà più pressione di me per i…
A casa Wierer, Lisa Vittozzi: forse la pressione, dunque, la sentirà maggiormente Dorothea?
«È anche vero che lei si allena spesso qui e conosce perfettamente la pista e il poligono. Sicuramente sentirà l’emozione e avrà più pressione di me per i…
Due italiane prima e seconda in Coppa del Mondo di uno degli sport della neve è un evento che non s’era mai realizzato. Per qualcosa di simile a quel che sta accadendo nel biathlon con Dorothea Wierer e Lisa Vittozzi, si deve tornare indietro alla leggendaria disfida nell’alpino tra Piero Gros e Gustav Thöni del 1974, divisi alla fine da 16 punti. Nello scia e spara, alla vigilia delle gare di Anterselva, l’unica tappa italiana di Coppa, Wierer conduce 498 a 480 su Vittozzi. Da Oberhof in poi, la sappadina ha però iniziato un furiosa rimonta. Il sorpasso potrebbe realizzarsi a casa Wierer: oggi la sprint, sabato la gara a inseguimento, domenica la mass start.
A casa Wierer, Lisa Vittozzi: forse la pressione, dunque, la sentirà maggiormente Dorothea?
«È anche vero che lei si allena spesso qui e conosce perfettamente la pista e il poligono. Sicuramente sentirà l’emozione e avrà più pressione di me per il fatto di gareggiare in casa».
Troppa emozione nel biathlon vuol dire?
«Vuol dire arrivare al poligono con troppi pensieri e sbagliare. Oppure porta a esaltarti, a volare sugli sci. Difficile dirlo».
Lisa da Sappada, 23 anni, stagione della prima vittoria e forse della prima Coppa del Mondo. Se l’aspettava di essere migliorata così tanto?
«Ho lavorato molto su me stessa, sulla parte oscura di me: ero sempre incline ad abbattermi dopo un errore o dopo una gara negativa, ho vissuto sempre di alti e bassi, e invece questo sport premia la costanza, e la Coppa va a chi è più costante nell’avere costanza. Ma non ho un mental coach o quelle cose che vanno molto di moda oggi: mi sono “presa da parte” e ho riflettuto. Ora sono tranquilla con me stessa. E sono migliorata di conseguenza sia al tiro, sia nel fondo».
Una coppia d’oro, come Belmondo e Di Centa nel fondo, venti e più anni fa.
«Ma si racconta che loro non andassero molto d’accordo. Io e Doro invece siamo amiche».
Esiste l’amicizia nello sport, perdipiù tra avversarie?
«La situazione è tutto sommato normale, siamo abituate a svolgere la preparazione insieme, ci alleniamo spesso insieme e siamo in camera insieme. Abbiamo un bel rapporto. La situazione che si è creata in classifica generale è una cosa in più, una novità sulla quale non avevamo mai ragionato. Ci giocheremo le nostre carte fino alla fine, vincerà alla fine la migliore. A partire da Anterselva, che è una tappa cruciale».
Si parte con la sprint, l’atmosfera sarà elettrica.
«La sprint si adatta molto alle mie qualità ed è fondamentale per partire davanti nella gara a inseguimento. A Oberhof l’ho vinta e nessuna è riuscita a recuperarmi nell’inseguimento. Ma in nessuno sport forse ogni gara ha una storia a sé come avviene nel biathlon. Ma sono a un punto in cui tutto quel che arriverà sarà ben venuto, vincere, perdere, andare in testa alla generale o perdere punti. Cerco di essere tranquilla con me stessa, in compagnia della nuova Lisa».
La tv generalista, che trasmette oltre all’alpino anche fondo, salto, freestyle, snowboard, continua a ignorare il biathlon. Le dispiace?
«Mi dispiace che non ci sia la diretta Rai, è indubbio che dia maggiore visibilità, e la visibilità è estremamente importante. Ma speriamo di far parlare di noi comunque. E in ogni caso il nostro pubblico ce l’abbiamo accanto, dal vivo, quando sciamo e spariamo. È un pubblico genuino di veri appassionati. Di biathlon e della montagna».
A casa Wierer, Lisa Vittozzi: forse la pressione, dunque, la sentirà maggiormente Dorothea?
«È anche vero che lei si allena spesso qui e conosce perfettamente la pista e il poligono. Sicuramente sentirà l’emozione e avrà più pressione di me per il fatto di gareggiare in casa».
Troppa emozione nel biathlon vuol dire?
«Vuol dire arrivare al poligono con troppi pensieri e sbagliare. Oppure porta a esaltarti, a volare sugli sci. Difficile dirlo».
Lisa da Sappada, 23 anni, stagione della prima vittoria e forse della prima Coppa del Mondo. Se l’aspettava di essere migliorata così tanto?
«Ho lavorato molto su me stessa, sulla parte oscura di me: ero sempre incline ad abbattermi dopo un errore o dopo una gara negativa, ho vissuto sempre di alti e bassi, e invece questo sport premia la costanza, e la Coppa va a chi è più costante nell’avere costanza. Ma non ho un mental coach o quelle cose che vanno molto di moda oggi: mi sono “presa da parte” e ho riflettuto. Ora sono tranquilla con me stessa. E sono migliorata di conseguenza sia al tiro, sia nel fondo».
Una coppia d’oro, come Belmondo e Di Centa nel fondo, venti e più anni fa.
«Ma si racconta che loro non andassero molto d’accordo. Io e Doro invece siamo amiche».
Esiste l’amicizia nello sport, perdipiù tra avversarie?
«La situazione è tutto sommato normale, siamo abituate a svolgere la preparazione insieme, ci alleniamo spesso insieme e siamo in camera insieme. Abbiamo un bel rapporto. La situazione che si è creata in classifica generale è una cosa in più, una novità sulla quale non avevamo mai ragionato. Ci giocheremo le nostre carte fino alla fine, vincerà alla fine la migliore. A partire da Anterselva, che è una tappa cruciale».
Si parte con la sprint, l’atmosfera sarà elettrica.
«La sprint si adatta molto alle mie qualità ed è fondamentale per partire davanti nella gara a inseguimento. A Oberhof l’ho vinta e nessuna è riuscita a recuperarmi nell’inseguimento. Ma in nessuno sport forse ogni gara ha una storia a sé come avviene nel biathlon. Ma sono a un punto in cui tutto quel che arriverà sarà ben venuto, vincere, perdere, andare in testa alla generale o perdere punti. Cerco di essere tranquilla con me stessa, in compagnia della nuova Lisa».
La tv generalista, che trasmette oltre all’alpino anche fondo, salto, freestyle, snowboard, continua a ignorare il biathlon. Le dispiace?
«Mi dispiace che non ci sia la diretta Rai, è indubbio che dia maggiore visibilità, e la visibilità è estremamente importante. Ma speriamo di far parlare di noi comunque. E in ogni caso il nostro pubblico ce l’abbiamo accanto, dal vivo, quando sciamo e spariamo. È un pubblico genuino di veri appassionati. Di biathlon e della montagna».