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(ansa)

Il Djokovic mai visto a Melbourne, aria di Grande Slam 50 anni dopo Laver

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Non avevo il minimo sospetto che Novak Djokovic battesse Rafa Nadal in tre set nettissimi, 6-3, 6-2, 6-3. Lo può confermare mia moglie, alla quale avevo domandato di prepararmi un panino al prosciutto, perché credevo in una partita di tre o quattro ore, nel migliore dei casi. Credevo in una partita di quattro o cinque set, dopo aver seguito la strada in discesa dei due tennisti, dopo averli ammirati nei loro match, soprattutto nelle semifinali contro giocatori quali Tsitsipas e Pouille, esponenti della Next Generation e Nearly Next.
In più la programmazione dell’Australian Open gli aveva permesso di riposare, di allenarsi un pochino di più, e quindi il mio modo di intuire questa finale andava verso 4 set combattutissimi o addirittura cinque. Una finale insomma che ricalcasse quella del 2012, nella quale il serbo l’aveva spuntata per 7-5 al quinto, o almeno un’altra di quelle molto combattute, che vedevano Djokovic condurre per 27 vittorie …
Non avevo il minimo sospetto che Novak Djokovic battesse Rafa Nadal in tre set nettissimi, 6-3, 6-2, 6-3. Lo può confermare mia moglie, alla quale avevo domandato di prepararmi un panino al prosciutto, perché credevo in una partita di tre o quattro ore, nel migliore dei casi. Credevo in una partita di quattro o cinque set, dopo aver seguito la strada in discesa dei due tennisti, dopo averli ammirati nei loro match, soprattutto nelle semifinali contro giocatori quali Tsitsipas e Pouille, esponenti della Next Generation e Nearly Next.
In più la programmazione dell’Australian Open gli aveva permesso di riposare, di allenarsi un pochino di più, e quindi il mio modo di intuire questa finale andava verso 4 set combattutissimi o addirittura cinque. Una finale insomma che ricalcasse quella del 2012, nella quale il serbo l’aveva spuntata per 7-5 al quinto, o almeno un’altra di quelle molto combattute, che vedevano Djokovic condurre per 27 vittorie a 25.

I due, tra l’altro, non mi parevano per nulla logori, felicemente usciti dai malesseri che avevano colpito il gomito del serbo, e muscoli di una gamba dello spagnolo. Mi sono quindi accinto al match, mentre ascoltavo i commentatori televisivi, ex-campioni come si usa adesso. Non fatico a ricordare che, un tempo, questi commentatori, quorum ego, venivano chiamati giornalisti, perché scrivevano, cosa a cui gli attuali non pensano nemmeno. Ora Mats Wilander, John McEnroe, Boris Becker e Alex Corretja ci spiegano tutto quel che succederà, con il segreto aiuto di statistici infallibili quanto meno conosciuti di loro. Non ci dicono, solamente, chi sia il favorito.

Io, vecchio giornalista, vado a consultare per solito i book-maker, e ne avevo così trovato uno solo che desse favorito Nadal. A Nadal avevo pensato, per tutte le due settimane del torneo, trovandolo non solo in grado di battere più efficacemente, ma più aggressivo. Mi ero però chiesto se Djokovic non fosse in grado di meglio ribattere, e di giocare più lungo, togliendo a Rafa la possibilità di traformarsi da regolarista in attaccante. Ci ha pensato Djokovic. Ha giocato non solo più lungo, più vicino alla riga di fondo ( lo ha mostrato la tv con i simboli dei paletti di colore diverso dai paletti passati) e raggiungendo la rete prima dello spagnolo. La partita si è così risolta con un costante vantaggio del serbo con un break di vantaggio nel primo set, addirittura raddoppiato per 12 punti a 10 all’avvio, che portava a 25 punti a 15 il primo set, con un 6-3 . Il secondo finiva addirittura peggio per un Nadal soverchiato, soprattutto dai diritti del serbo, che per salire a 5-2 inanellava un parziale di 18 punti a 8 dai 2 games pari d’avvio. Infine, mentre qualche ottimista sperava in una ripresa di Nadal, giungeva la terza e ultima condanna, con un break nel terzo gioco che l’avrebbe tenuto in fondo sino al 6-3 finale.
Rimaneva, a questo battutissimo Nadal, soltanto di complimentarsi con Novak, «un giocatore più forte di me», «dal servizio sottovalutato» e «dal miglior rovescio bimane di tutti i tempi». Non vi pare che sia abbastanza ?