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Nba horror show, i fantasmi in ritiro all’Hotel Paura

Misteri, rumori, apparizioni. Kyrie Irving dei Celtics gira un film sull’albergo che terrorizza gli avversari di Oklahoma
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NEW YORK - Riposate, ma non in pace. Kyrie Irving, da vero leader, ha deciso di sfidare da solo il terrore della Nba: non James Harden o Stephen Curry, ma la sfrontata cameriera Effie e il suo bambino. La stella dei Boston Celtics sarà producer e star di un film horror ambientato nel famigerato Skirvin Hotel di Oklahoma City, l'albergo più temuto dai giganti Nba per i suoi fenomeni paranormali.

È l'Hotel California del basket: specchi, champagne rosato nel ghiaccio, paradiso o inferno. In questo caso, inferno: molti passano la notte in bianco, spaventati da misteriosi pianti di bambino, porte che sbattono, rubinetti aperti e vasche allagate. E il fantasma di Effie ovunque: tra le lenzuola, ai piedi del letto, nel box doccia. "Io ci credo", confessò anni fa Derrick Rose a Espn. Wesley Johnson, quando era a Phoenix, raccontò di essersi svegliato di notte e aver trovato la porta del bagno chiusa dall'interno. La vasca era piena d&…
NEW YORK - Riposate, ma non in pace. Kyrie Irving, da vero leader, ha deciso di sfidare da solo il terrore della Nba: non James Harden o Stephen Curry, ma la sfrontata cameriera Effie e il suo bambino. La stella dei Boston Celtics sarà producer e star di un film horror ambientato nel famigerato Skirvin Hotel di Oklahoma City, l'albergo più temuto dai giganti Nba per i suoi fenomeni paranormali.

È l'Hotel California del basket: specchi, champagne rosato nel ghiaccio, paradiso o inferno. In questo caso, inferno: molti passano la notte in bianco, spaventati da misteriosi pianti di bambino, porte che sbattono, rubinetti aperti e vasche allagate. E il fantasma di Effie ovunque: tra le lenzuola, ai piedi del letto, nel box doccia. "Io ci credo", confessò anni fa Derrick Rose a Espn. Wesley Johnson, quando era a Phoenix, raccontò di essersi svegliato di notte e aver trovato la porta del bagno chiusa dall'interno. La vasca era piena d'acqua. Taj Gibson, dei Minnesota, balzò sul letto dopo aver sentito la porta del bagno sbattere. Lou Williams, dei Clippers, ritrovò nella camera, chiusa a chiave, gli attrezzi usati poco prima in palestra.

Lo Skirvin è un albergo storico nel centro di Oklahoma: costruito da W. B. Skirvin nel 1910, fu il primo in città con l'aria condizionata. Dieci piani in mattoni rossi, diventati quattordici negli anni Trenta quando la leggenda lo trasformò in un dark hotel: si narra che Skirvin ebbe una storia con una giovane cameriera. Dopo averla messa incinta, per evitare lo scandalo, la segregò in una stanza del decimo piano, la numero 832. Dopo la nascita del bambino, Effie - chiamata così, in mancanza di un nome mai trovato nei registri - continuò a vivere da reclusa e impazzì. Un giorno prese il figlio, aprì la finestra, e si lanciò nel vuoto, uccidendo entrambi.

Molti sono convinti che Effie si sia rifatta viva per prendersi gioco dei clienti. Apparirebbe nuda mentre fanno la doccia, o di notte, facendo proposte oscene. La sua presenza sarebbe anticipata da un forte odore di lavanda. Persino il più ascoltato giornalista di basket, Bill Simmons, dopo aver dormito al decimo piano, ha raccontato di essersi svegliato alle quattro di mattina per il pianto di un bambino, che sembrava vicino, come fosse nella stessa stanza.

I primi racconti risalgono agli Anni 90, quando l'albergo era abbandonato. Un custode raccontò ad alcuni ragazzi del fantasma di Effie, con gli inviti a seguirlo nell'oltretomba, fino a quando non entrò nella sua auto, gli accarezzò una gamba e poi bloccò il piede sull'acceleratore perché si schiantasse.

Ma fu solo quando riaprì nel 2007, come Hilton, che l'hotel fece il salto di qualità nella leggenda horror. L'anno dopo arrivarono i Thunder, trasferiti da Seattle, e con le prime squadre ospiti dell'albergo, cominciarono le testimonianze. Nel 2010 i Knicks di New York spiegarono la sconfitta con la notte in bianco: Jared Jeffries disse al Daily News "è spaventoso", mentre il compagno, Eddy Curry, l'unico sistemato nel famigerato decimo piano, aveva chiesto a Nate Robinson di ospitarlo. Adesso ci penserà Irving a fare luce sul mistero: sarà il protagonista del film prodotto da Brian Grazer, quello del Codice Da Vinci. Non avrà la vena ironica di Ghostbusters, spiega la produzione, ma quella demoniaca di Poltergeist.

Anche Irving ha dormito allo Skirvin: era il 2016, con i Cavs. Giocò appena nove minuti prima di uscire in preda a sindrome influenzale. Spiegò che aveva passato la notte in bianco, in una stanza infestata. Non di fantasmi, ma di pulci. L'hotel si scusò. In ogni caso, la stanza numero 832 non esiste più.