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Conte-Marotta, il feeling che irrita i giorni di Spalletti

Giovedì nei quarti di finale di Coppa Italia l'Inter sfida la Lazio col pensiero al futuro: sempre più intensi i contatti con l’ex ct
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Alla Pinetina osservano il trambusto degli ultimi giorni con una certa meraviglia: "L'Inter è comunque terza in classifica. Non siamo in mezzo al disastro che viene descritto", è la frase che fotografa l'atteggiamento di chi non vuole buttare via quel che è stato fatto finora, a partire dalla posizione in campionato che vale l'accesso alla prossima Champions. Giovedì sera, contro la Lazio a San Siro nei quarti di Coppa Italia, la squadra nerazzurra torna a vivere un appuntamento da dentro o fuori.

A meno di due mesi dal rovinoso pareggio col Psv Eindhoven che ha provocato l'eliminazione ai gironi di Champions (la proprietà cinese aveva chiesto almeno l'approdo agli ottavi), l'Inter non può permettersi di finire fuori anche dalla Coppa Italia. A maggior ragione dopo una settimana turbolenta sull'onda di un calciomercato che avrebbe potuto portare separazioni eccellenti. In particolare quella con Perisic, a…
Alla Pinetina osservano il trambusto degli ultimi giorni con una certa meraviglia: "L'Inter è comunque terza in classifica. Non siamo in mezzo al disastro che viene descritto", è la frase che fotografa l'atteggiamento di chi non vuole buttare via quel che è stato fatto finora, a partire dalla posizione in campionato che vale l'accesso alla prossima Champions. Giovedì sera, contro la Lazio a San Siro nei quarti di Coppa Italia, la squadra nerazzurra torna a vivere un appuntamento da dentro o fuori.

A meno di due mesi dal rovinoso pareggio col Psv Eindhoven che ha provocato l'eliminazione ai gironi di Champions (la proprietà cinese aveva chiesto almeno l'approdo agli ottavi), l'Inter non può permettersi di finire fuori anche dalla Coppa Italia. A maggior ragione dopo una settimana turbolenta sull'onda di un calciomercato che avrebbe potuto portare separazioni eccellenti. In particolare quella con Perisic, allettato dall'offerta di ingaggio dell'Arsenal vicina agli 8 milioni di euro. "Può succedere di farsi tentare considerando l'età", dice comprensivo Spalletti pensando all'offerta che avrebbe potuto rappresentare l'ultimo contratto pesante nella carriera del croato, 30 anni tra due giorni. Ogni sessione di mercato invernale è un tormento per il tecnico toscano: "Sapevo che non avremmo comprato e venduto nessuno. Ma più polvere si alza e meno si vede".

Spalletti sembra meno incline alle giustificazioni nei confronti di altre dinamiche degli ultimi giorni: "Io sono a contatto con i giocatori. Sono quello che ne sa di più perché li vedo tutti i giorni. Fanno parte della nostra famiglia e, per quanto mi riguarda, non vado a raccontare fuori certe cose. Devono restare dentro gli spogliatoi e dentro il campo". Il messaggio è piuttosto chiaro. Il primo pensiero va alle dichiarazioni di Marotta che ha parlato pubblicamente della richiesta di Perisic di essere ceduto. Non è il primo confronto dialettico a distanza tra l'allenatore e il nuovo amministratore delegato. La spia di rapporti che devono essere ancora oliati.

Sullo sfondo resta sempre la concreta possibilità che l'avventura di Spalletti sulla panchina nerazzurra finisca al termine di questa stagione. Con il nome di Antonio Conte in cima alla lista dei papabili successori. Proseguono i contatti con l'entourage dell'ex ct azzurro che in Italia ha inserito l'Inter come destinazione preferita per l'opportunità di sviluppare un progetto forte dopo troppe stagioni deludenti. E di sicuro il feeling tra Conte e Marotta è un altro elemento che può preoccupare Spalletti. Ieri sera Conte era allo stadio di Bergamo.

Ma questo percorso di cambiamento, che potrebbe evolversi nei prossimi mesi, non toglie nulla alla volontà dell'Inter di tornare a conquistare un trofeo dopo otto anni di digiuno (ultimo successo la Coppa Italia nel 2011): "Noi vorremmo aspirare a qualcosa di importante", dice Marotta a Radio Rai. La Lazio non ha alcuna intenzione di lasciare la strada libera: "Voglio affrontare il Milan in semifinale", spiega Simone Inzaghi a caccia di rivincite dopo l'eliminazione patita dai rossoneri nella semifinale della scorsa edizione.

Tornano a fronteggiare, i biancocelesti, l'allergia alle partitissime: in questa stagione non ha ancora battuto una grande d'Italia. Ma due anni fa Inzaghi era riuscito a impartire una doppia lezione in semifinale a Spalletti ancora alla guida della Roma. Il toscano si è vendicato con il rocambolesco successo nello spareggio Champions all'ultima giornata dello scorso campionato. Dopo quella serata elettrizzante, l'Inter sembrava avviata al salto di qualità definitivo, rimasto inespresso. E in questo gap, tra grandi attese e miglioramenti effettivi, può continuare a crescere l'idea che la soluzione si chiami Antonio Conte.