All’asta fra i cimeli di Pantani: la bici del duello con Armstrong
di COSIMO CITOIl caso: la Mercatone Uno, storico sponsor del campione scomparso, è in amministrazione controllata.
In vendita andranno oltre 40 oggetti appartenuti al Pirata. Ma erano stati solo prestati per una mostra
Mamma Tonina, anche lei, si è arresa: "Facciano quel che vogliono con quei cimeli, ma in questo momento provo un dolore grandissimo". Quel che addolora, una volta ancora, la signora Pantani è custodito sottochiave, invisibile a chiunque, in una torre della sede principale della Mercatone Uno, a Imola. Prestati dalla Fondazione intitolata a Luciano Pezzi, lo storico patron del team romagnolo, lì giacciono ormai invisibili quaranta oggetti appartenuti al Pirata. Uno, soprattutto, di grande valore per gli appassionati: una delle bici con cui Marco corse il Tour de France 2000. La bici che a Marco servì per vincere le ultime due corse della sua carriera, la tappa del Ventoux, con Lance Armstrong attaccato alla sua ombra, e quella di Courchevel, vista in tv da 8 milioni di spettatori, record di tutti i tempi per il ciclismo. E poi la bici usata da Marco alle Olimpiadi di Sydney, maglie autografate e fotografie di Pantani e di Pezzi, il "vecchio&qu…
Mamma Tonina, anche lei, si è arresa: "Facciano quel che vogliono con quei cimeli, ma in questo momento provo un dolore grandissimo". Quel che addolora, una volta ancora, la signora Pantani è custodito sottochiave, invisibile a chiunque, in una torre della sede principale della Mercatone Uno, a Imola. Prestati dalla Fondazione intitolata a Luciano Pezzi, lo storico patron del team romagnolo, lì giacciono ormai invisibili quaranta oggetti appartenuti al Pirata. Uno, soprattutto, di grande valore per gli appassionati: una delle bici con cui Marco corse il Tour de France 2000. La bici che a Marco servì per vincere le ultime due corse della sua carriera, la tappa del Ventoux, con Lance Armstrong attaccato alla sua ombra, e quella di Courchevel, vista in tv da 8 milioni di spettatori, record di tutti i tempi per il ciclismo. E poi la bici usata da Marco alle Olimpiadi di Sydney, maglie autografate e fotografie di Pantani e di Pezzi, il "vecchio" che fu artefice di molte delle fortune sportive dello scalatore di Cesenatico.
Quegli oggetti finiranno all'asta. Mercatone Uno, la grande catena di ipermercati per la grande distribuzione non alimentare, l'Ikea italiana, è in amministrazione straordinaria e Fausto Pezzi, il figlio di Luciano, che donò i cimeli a Romano Cenni, patron della storica azienda imolese, non ha un documento valido che attesti la donazione. "Era una tradizione per mio padre ricevere ogni anno a fine stagione degli oggetti dai suoi corridori. Cenni nel 2002 mi chiese di poterne esporre qualcuno, ci accordammo con una scrittura privata che i commissari straordinari, ora, non hanno riconosciuto come valida. Mi hanno chiesto di iscrivermi al passivo, ho seguito per intero il procedimento, udienze su udienze. Abbiamo pensato di avvalerci di testimonianze di gregari di Marco, Roberto Conti ci ha dato una grande mano. Niente da fare. Chiediamo solo buonsenso. Quei cimeli hanno un valore sportivo e storico, avremmo voluto donarli alla famiglia". Tutto finirà in mille rivoli. invece. Già sette anni fa due bici di Marco del 1997 e del 1998 andarono all'asta: furono battute per 28mila euro.
"Non tutto però può essere quantificato e ottenuto con i soldi" racconta Tonina Pantani, "il valore della memoria in un mondo normale prevarrebbe su motivazioni tecniche e legali, per quanto queste siano rispettabili. Noi conosciamo il senso di quelle bici, di quelle maglie, di quelle coppe e di quelle fotografie. Finiranno in case di sconosciuti acquirenti, forse non sapremo mai di chi. Sarà come perdere tutto per sempre". Gli ex compagni di Pantani e il Comune di Cesenatico hanno provato a spalleggiare Fausto Pezzi nell'impossibile recupero. Cenni è morto nel 2017, Shernon Holding e il Gruppo Cosmo si sono spartiti i 68 punti vendita, c'è un piano di rilancio aziendale che finora ha salvato i posti di lavoro. La squadra non esiste dal 2003, l'ultimo anno in bici di Marco. La sua morte fu anche la morte sportiva del team giallo-blu, nato sei anni prima grazie a Luciano Pezzi, che era stato gregario di Coppi e direttore sportivo di Gimondi. Da qualche anno esiste lo Spazio Pantani, un piccolo museo accanto alla stazione di Cesenatico, gestito dalla famiglia. A 15 anni da quella terribile notte di San Valentino, Cesenatico ha anche dedicato una piazza al suo scalatore. A Imola, davanti alla sede della Mercatone Uno, continua a troneggiare la grande biglia con la foto di Marco in maglia rosa. A giugno saranno vent'anni dalla mattina di Madonna di Campiglio, la prima morte del Pirata, trovato col sangue fuori norma a una tappa dalla fine del Giro. "Fausto Pezzi ci ha provato" racconta Roberto Conti, "occorrerebbe mettersi una mano sul cuore a questo punto. Ma finché ci sarà uno spiraglio, combatteremo per Marco".
Quegli oggetti finiranno all'asta. Mercatone Uno, la grande catena di ipermercati per la grande distribuzione non alimentare, l'Ikea italiana, è in amministrazione straordinaria e Fausto Pezzi, il figlio di Luciano, che donò i cimeli a Romano Cenni, patron della storica azienda imolese, non ha un documento valido che attesti la donazione. "Era una tradizione per mio padre ricevere ogni anno a fine stagione degli oggetti dai suoi corridori. Cenni nel 2002 mi chiese di poterne esporre qualcuno, ci accordammo con una scrittura privata che i commissari straordinari, ora, non hanno riconosciuto come valida. Mi hanno chiesto di iscrivermi al passivo, ho seguito per intero il procedimento, udienze su udienze. Abbiamo pensato di avvalerci di testimonianze di gregari di Marco, Roberto Conti ci ha dato una grande mano. Niente da fare. Chiediamo solo buonsenso. Quei cimeli hanno un valore sportivo e storico, avremmo voluto donarli alla famiglia". Tutto finirà in mille rivoli. invece. Già sette anni fa due bici di Marco del 1997 e del 1998 andarono all'asta: furono battute per 28mila euro.
"Non tutto però può essere quantificato e ottenuto con i soldi" racconta Tonina Pantani, "il valore della memoria in un mondo normale prevarrebbe su motivazioni tecniche e legali, per quanto queste siano rispettabili. Noi conosciamo il senso di quelle bici, di quelle maglie, di quelle coppe e di quelle fotografie. Finiranno in case di sconosciuti acquirenti, forse non sapremo mai di chi. Sarà come perdere tutto per sempre". Gli ex compagni di Pantani e il Comune di Cesenatico hanno provato a spalleggiare Fausto Pezzi nell'impossibile recupero. Cenni è morto nel 2017, Shernon Holding e il Gruppo Cosmo si sono spartiti i 68 punti vendita, c'è un piano di rilancio aziendale che finora ha salvato i posti di lavoro. La squadra non esiste dal 2003, l'ultimo anno in bici di Marco. La sua morte fu anche la morte sportiva del team giallo-blu, nato sei anni prima grazie a Luciano Pezzi, che era stato gregario di Coppi e direttore sportivo di Gimondi. Da qualche anno esiste lo Spazio Pantani, un piccolo museo accanto alla stazione di Cesenatico, gestito dalla famiglia. A 15 anni da quella terribile notte di San Valentino, Cesenatico ha anche dedicato una piazza al suo scalatore. A Imola, davanti alla sede della Mercatone Uno, continua a troneggiare la grande biglia con la foto di Marco in maglia rosa. A giugno saranno vent'anni dalla mattina di Madonna di Campiglio, la prima morte del Pirata, trovato col sangue fuori norma a una tappa dalla fine del Giro. "Fausto Pezzi ci ha provato" racconta Roberto Conti, "occorrerebbe mettersi una mano sul cuore a questo punto. Ma finché ci sarà uno spiraglio, combatteremo per Marco".