Ciro Ferrara: "Ajax squadra tecnica e simpatica, ma qui conta l'esperienza"
di MAURIZIO CROSETTIIl difensore della Juventus campione d'Europa nel 1996 e quel rigore che inaugurò la serie vittoriosa dagli 11 metri nella finale contro gli olandesi: "Su dove tirarlo cambiai idea mille volte. Ora è il momento di passare il testimone a un altro gruppo di juventini"
L'ultima volta, l'ultima coppa. E Ciro Ferrara che fa una cosa inaudita: segna il primo rigore della serie aurea.
"Pensai che Lippi fosse impazzito quando mi chiese: allora, Ciro, tu tiri? Gli risposi vabbè, ma che sia il primo. Comunque non decisivo".
La passeggiata verso il dischetto, 23 anni dopo.
"Cambiai idea mille volte. Lo calcio forte, piano, centrale, a destra, a sinistra. E pensavo a casa mia, a quelli che conoscendomi avrebbero detto ma Ciro è matto. Alla fine tirai forte alla destra di Van der Sar che non ci arrivò".
L'Ajax aveva già segnato il primo.
"È la condizione peggiore: andare subito in svantaggio. Ma qualcuno dei nostri, sapete com'è, non se l'era sentita, e allora coraggio Ciro",
Ci ripensa? Lo sogna mai?
"Più che altro mi capita di rivedere il filmato, e ogni volta mi dico: ecco, mo' lo sbaglio".
Più incoscienza o senso di responsabilit&a…
"Pensai che Lippi fosse impazzito quando mi chiese: allora, Ciro, tu tiri? Gli risposi vabbè, ma che sia il primo. Comunque non decisivo".
La passeggiata verso il dischetto, 23 anni dopo.
"Cambiai idea mille volte. Lo calcio forte, piano, centrale, a destra, a sinistra. E pensavo a casa mia, a quelli che conoscendomi avrebbero detto ma Ciro è matto. Alla fine tirai forte alla destra di Van der Sar che non ci arrivò".
L'Ajax aveva già segnato il primo.
"È la condizione peggiore: andare subito in svantaggio. Ma qualcuno dei nostri, sapete com'è, non se l'era sentita, e allora coraggio Ciro",
Ci ripensa? Lo sogna mai?
"Più che altro mi capita di rivedere il filmato, e ogni volta mi dico: ecco, mo' lo sbaglio".
Più incoscienza o senso di responsabilit&a…
L'ultima volta, l'ultima coppa. E Ciro Ferrara che fa una cosa inaudita: segna il primo rigore della serie aurea.
"Pensai che Lippi fosse impazzito quando mi chiese: allora, Ciro, tu tiri? Gli risposi vabbè, ma che sia il primo. Comunque non decisivo".
La passeggiata verso il dischetto, 23 anni dopo.
"Cambiai idea mille volte. Lo calcio forte, piano, centrale, a destra, a sinistra. E pensavo a casa mia, a quelli che conoscendomi avrebbero detto ma Ciro è matto. Alla fine tirai forte alla destra di Van der Sar che non ci arrivò".
L'Ajax aveva già segnato il primo.
"È la condizione peggiore: andare subito in svantaggio. Ma qualcuno dei nostri, sapete com'è, non se l'era sentita, e allora coraggio Ciro",
Ci ripensa? Lo sogna mai?
"Più che altro mi capita di rivedere il filmato, e ogni volta mi dico: ecco, mo' lo sbaglio".
Più incoscienza o senso di responsabilità, in quei momenti?
"50 e 50. Così si vince".
Però eravate più forti dell'Ajax.
"Forse, ma loro erano più abituati a vincere, invece la maggior parte di noi aveva poche presenze in Coppa dei Campioni, io per primo".
Adesso ci risiamo, anche se Juve-Ajax non è una finale oppure in un certo senso sì.
"Epoche imparagonabili, è cambiato il mondo. Resta la suggestione e una mia convinzione: la Juve è superiore, quindi favorita".
A cosa dobbiamo questo ottimismo?
"Allegri ha giocatori con una cinquantina di presenze in Champions, mentre l'Ajax è una squadra di fortissimi ragazzini. L'esperienza, in certe sfide, è quasi tutto".
L'aveva anche il Real Madrid, eppure...
"Ma quella era una squadra un po' spenta, forse appagata e senza Ronaldo, mentre la Juve ha ben presente il concetto: adesso o mai più".
Gli olandesi sembrano più freschi, più avanti nell'idea di gioco.
"Attenti, si muovono benissimo, possiedono grande qualità tecnica e destano simpatia come tutti i giovani. Ma la Juve è più squadra".
Ad Amsterdam, però, meglio il risultato del gioco.
"Mica poco. Adesso però immagino per la Juve diverse motivazioni, altre tensioni interiori e una situazione mentale giusta, oltre a una squadra forte".
Ferrara, ma non siete stufi di essere gli ultimi juventini con quella coppa in mano?
"Sì, è proprio ora di passare il testimone a un'altra Juve".
"Pensai che Lippi fosse impazzito quando mi chiese: allora, Ciro, tu tiri? Gli risposi vabbè, ma che sia il primo. Comunque non decisivo".
La passeggiata verso il dischetto, 23 anni dopo.
"Cambiai idea mille volte. Lo calcio forte, piano, centrale, a destra, a sinistra. E pensavo a casa mia, a quelli che conoscendomi avrebbero detto ma Ciro è matto. Alla fine tirai forte alla destra di Van der Sar che non ci arrivò".
L'Ajax aveva già segnato il primo.
"È la condizione peggiore: andare subito in svantaggio. Ma qualcuno dei nostri, sapete com'è, non se l'era sentita, e allora coraggio Ciro",
Ci ripensa? Lo sogna mai?
"Più che altro mi capita di rivedere il filmato, e ogni volta mi dico: ecco, mo' lo sbaglio".
Più incoscienza o senso di responsabilità, in quei momenti?
"50 e 50. Così si vince".
Però eravate più forti dell'Ajax.
"Forse, ma loro erano più abituati a vincere, invece la maggior parte di noi aveva poche presenze in Coppa dei Campioni, io per primo".
Adesso ci risiamo, anche se Juve-Ajax non è una finale oppure in un certo senso sì.
"Epoche imparagonabili, è cambiato il mondo. Resta la suggestione e una mia convinzione: la Juve è superiore, quindi favorita".
A cosa dobbiamo questo ottimismo?
"Allegri ha giocatori con una cinquantina di presenze in Champions, mentre l'Ajax è una squadra di fortissimi ragazzini. L'esperienza, in certe sfide, è quasi tutto".
L'aveva anche il Real Madrid, eppure...
"Ma quella era una squadra un po' spenta, forse appagata e senza Ronaldo, mentre la Juve ha ben presente il concetto: adesso o mai più".
Gli olandesi sembrano più freschi, più avanti nell'idea di gioco.
"Attenti, si muovono benissimo, possiedono grande qualità tecnica e destano simpatia come tutti i giovani. Ma la Juve è più squadra".
Ad Amsterdam, però, meglio il risultato del gioco.
"Mica poco. Adesso però immagino per la Juve diverse motivazioni, altre tensioni interiori e una situazione mentale giusta, oltre a una squadra forte".
Ferrara, ma non siete stufi di essere gli ultimi juventini con quella coppa in mano?
"Sì, è proprio ora di passare il testimone a un'altra Juve".