Caro Tsitsipas, Djokovic è vero numero uno
Gianni Clerici , di GIANNI CLERICIIl serbo trionfa a Madrid superando il giovane greco in finale
Non è ancora venuto il momento dell'arrivo dei bimbi della Next Generation. Dopo un Federer a disagio sul rosso, dopo qualche difficoltà di Nadal nel non sbagliare il suo diritto brevettato, qualcuno temeva che Djokovic avesse perso la capacità di chiudere i suoi lunghi palleggi. Un tennista seduto al mio fianco che osservava la finale di Madrid e che faceva tifo per Tsitsipas era sbottato, al primo applauso di Nole per un punto del greco. "Ma cosa fa? Complimenta l'avversario?". Avevo creduto di ribattere: "Mi sembra giusto, vorrei che qualcun altro lo facesse. Lodare un avversario non è segno di sfiducia in se stesso. Qualche uomo politico italiano dovrebbe capirlo". Nole, tornato il se stesso di un tempo, risolti i problemi familiari, sta occupandosi di aggiungere un altro Slam a quelli di Budge e Laver (2). Aveva già realizzato lo Slam biennale, ma un simile tennista potrà tentare il Grand Slam n. 4. Non dico ch…
Non è ancora venuto il momento dell'arrivo dei bimbi della Next Generation. Dopo un Federer a disagio sul rosso, dopo qualche difficoltà di Nadal nel non sbagliare il suo diritto brevettato, qualcuno temeva che Djokovic avesse perso la capacità di chiudere i suoi lunghi palleggi. Un tennista seduto al mio fianco che osservava la finale di Madrid e che faceva tifo per Tsitsipas era sbottato, al primo applauso di Nole per un punto del greco. "Ma cosa fa? Complimenta l'avversario?". Avevo creduto di ribattere: "Mi sembra giusto, vorrei che qualcun altro lo facesse. Lodare un avversario non è segno di sfiducia in se stesso. Qualche uomo politico italiano dovrebbe capirlo". Nole, tornato il se stesso di un tempo, risolti i problemi familiari, sta occupandosi di aggiungere un altro Slam a quelli di Budge e Laver (2). Aveva già realizzato lo Slam biennale, ma un simile tennista potrà tentare il Grand Slam n. 4. Non dico che il match di oggi sia stato facile, ma Djokovic non ha mai dato l'impressione di essere in vera difficoltà, se non sui match point, a dimostrazione della sua umanità. Dopo aver giocato più che razionalmente tutti i punti, anche i meno facili, ha sbagliato qualcosa come tre diritti. Per sigillare poi il match dopo uno smash, proprio con un diritto vincente. Fino a quel punto, Djoko aveva mostrato una continua superiorità sul giovane greco, giocando più lungo e non meno veloce. Era stato in vantaggio all'avvio con 12 punti a 6, raggiungendo poi il set con un logico 6-3. Il 2° set aveva visto gli avversari apparigliati ai servizi sino al 9° game, in cui una scheggia del greco e due suoi errori gratuiti avevano causato il 2° break del match. Erano poi venuti i 3 match point sbagliati, alcuni in modo inspiegabile, a mostrare che il n. 1 del mondo è umano e può provare una emozione come accade allo scriba e ai lettori. Insomma, nell'augurare a Nole di essere eguale a se stesso anche a Roma, non posso sperare, da suo estimatore, che gli Slam biannuali del 2011/2016 non si accompagnino a un vero Slam quest'anno. Roland Garros attende.