Montella e Prandelli da incubo, uno dei due può finire in B
Fabrizio Bocca , di FABRIZIO BOCCAFiorentina-Genoa diventa uno spareggio fra due tecnici arrivati nel momento sbagliato
È proprio vero che il clima è impazzito. La strana pioggia di maggio porta anche nuvole fantozziane sul capo di Vincenzo Montella e Cesare Prandelli. Si rovescia il clima e si rovescia pure il campionato: incapace di darci un solo brivido nella lotta scudetto s'inventa però questo Fiorentina-Genoa all'ultima giornata che sarà una finalissima alla rovescia. La nostra Champions League della salvezza. O della retrocessione in B. Una finale incrociata con Cagliari per Cagliari-Udinese, forse con Bologna per Bologna-Napoli (se i rossoblù non saranno già salvi stasera) e soprattutto Milano per Inter-Empoli: ci vorrebbe la buonanima di Roberto Bortoluzzi (Tutto il calcio minuto per minuto) per smistare il traffico.
Sembrava un lavoretto facile, l'illusione di poter costruire qualcosa lì dove devi solo ramazzare brutalmente punti, il bel gioco per illusione e la classifica che scende impazzita. Montella e Prandelli sono capitati nel…
Sembrava un lavoretto facile, l'illusione di poter costruire qualcosa lì dove devi solo ramazzare brutalmente punti, il bel gioco per illusione e la classifica che scende impazzita. Montella e Prandelli sono capitati nel…
È proprio vero che il clima è impazzito. La strana pioggia di maggio porta anche nuvole fantozziane sul capo di Vincenzo Montella e Cesare Prandelli. Si rovescia il clima e si rovescia pure il campionato: incapace di darci un solo brivido nella lotta scudetto s'inventa però questo Fiorentina-Genoa all'ultima giornata che sarà una finalissima alla rovescia. La nostra Champions League della salvezza. O della retrocessione in B. Una finale incrociata con Cagliari per Cagliari-Udinese, forse con Bologna per Bologna-Napoli (se i rossoblù non saranno già salvi stasera) e soprattutto Milano per Inter-Empoli: ci vorrebbe la buonanima di Roberto Bortoluzzi (Tutto il calcio minuto per minuto) per smistare il traffico.
Sembrava un lavoretto facile, l'illusione di poter costruire qualcosa lì dove devi solo ramazzare brutalmente punti, il bel gioco per illusione e la classifica che scende impazzita. Montella e Prandelli sono capitati nel posto sbagliato al momento sbagliato, come capita loro spesso in questi ultimi anni affannati a inseguire il ritorno, il rilancio, una vittoria che ricordi il loro tempo di grandi giocatori e anche di bravi allenatori, poi rimasti intrappolati in un tunnel di occasioni mancate. Montella si porta addosso i fallimenti di Samp, Milan e Siviglia, Prandelli quelli della Nazionale, del Galatasaray, del Valencia e perfino dell'Al Nasr a Dubai.
Perso pure a Parma, Montella si è fatto espellere e se la prende ora con l'arbitro: "Non ho capito il suo metro di giudizio, anzi forse l'ho capito e alla fine ho pure perso la testa. Va veramente tutto male, c'è poca tranquillità, ma vinceremo l'ultima partita e ci salveremo".
La Fiorentina, dopo il benservito a Pioli, va di male in peggio. Montella aveva un bel ricordo di Firenze, adesso è un incubo: un pareggio iniziale col Bologna e poi solo sconfitte, un solo gol fatto nonostante Chiesa, il miglior giovane italiano su piazza. Almeno fino a ieri: i 100 milioni di quotazione saranno precipitati pure quelli. Il pubblico contesta, attacca i Della Valle, li accusa di aver fatto solo la politica delle plusvalenze. A Firenze c'è un grande senso di sfascio e soprattutto di diffidenza: si rischia di tornare brutalmente a 17 anni fa quando la Fiorentina precitò in B. Fu allora che Della Valle la ricostruì dal fallimento.
Terzo allenatore della stagione dopo Ballardini e Juric, Cesare Prandelli ha avuto la pessima scelta di tempo di riaffacciarsi al campionato italiano dopo oltre otto anni nel momento stesso in cui al Genoa Preziosi prima gli vendeva Piatek al Milan e poi, contestato e nella bufera anche lui, l'intera società al migliiore offerente.
Piatek ha portato 40 milioni a Preziosi e segnato i gol che hanno riportato il Milan in Europa - l'ultimo importantissimo proprio contro il Frosinone - il Genoa nel frattempo è sceso dal 14° al 18° posto. Scavalcato dal sorprendente Empoli di Aurelio Andreazzoli, se il campionato finisse oggi il Genoa sarebbe retrocesso dopo 12 campionati di Serie A consecutivi.
L'allenatore dell'Empoli, l'uomo ombra di Spalletti alla Roma, che nel 2013 sostituì Zeman e perse la finale di Coppa Italia con la Lazio, ha convocato tutta Empoli a San Siro per la partita con l'Inter. Montella e Prandelli a Firenze rischiano di bruciarsi di brutto.
Sembrava un lavoretto facile, l'illusione di poter costruire qualcosa lì dove devi solo ramazzare brutalmente punti, il bel gioco per illusione e la classifica che scende impazzita. Montella e Prandelli sono capitati nel posto sbagliato al momento sbagliato, come capita loro spesso in questi ultimi anni affannati a inseguire il ritorno, il rilancio, una vittoria che ricordi il loro tempo di grandi giocatori e anche di bravi allenatori, poi rimasti intrappolati in un tunnel di occasioni mancate. Montella si porta addosso i fallimenti di Samp, Milan e Siviglia, Prandelli quelli della Nazionale, del Galatasaray, del Valencia e perfino dell'Al Nasr a Dubai.
Perso pure a Parma, Montella si è fatto espellere e se la prende ora con l'arbitro: "Non ho capito il suo metro di giudizio, anzi forse l'ho capito e alla fine ho pure perso la testa. Va veramente tutto male, c'è poca tranquillità, ma vinceremo l'ultima partita e ci salveremo".
La Fiorentina, dopo il benservito a Pioli, va di male in peggio. Montella aveva un bel ricordo di Firenze, adesso è un incubo: un pareggio iniziale col Bologna e poi solo sconfitte, un solo gol fatto nonostante Chiesa, il miglior giovane italiano su piazza. Almeno fino a ieri: i 100 milioni di quotazione saranno precipitati pure quelli. Il pubblico contesta, attacca i Della Valle, li accusa di aver fatto solo la politica delle plusvalenze. A Firenze c'è un grande senso di sfascio e soprattutto di diffidenza: si rischia di tornare brutalmente a 17 anni fa quando la Fiorentina precitò in B. Fu allora che Della Valle la ricostruì dal fallimento.
Terzo allenatore della stagione dopo Ballardini e Juric, Cesare Prandelli ha avuto la pessima scelta di tempo di riaffacciarsi al campionato italiano dopo oltre otto anni nel momento stesso in cui al Genoa Preziosi prima gli vendeva Piatek al Milan e poi, contestato e nella bufera anche lui, l'intera società al migliiore offerente.
Piatek ha portato 40 milioni a Preziosi e segnato i gol che hanno riportato il Milan in Europa - l'ultimo importantissimo proprio contro il Frosinone - il Genoa nel frattempo è sceso dal 14° al 18° posto. Scavalcato dal sorprendente Empoli di Aurelio Andreazzoli, se il campionato finisse oggi il Genoa sarebbe retrocesso dopo 12 campionati di Serie A consecutivi.
L'allenatore dell'Empoli, l'uomo ombra di Spalletti alla Roma, che nel 2013 sostituì Zeman e perse la finale di Coppa Italia con la Lazio, ha convocato tutta Empoli a San Siro per la partita con l'Inter. Montella e Prandelli a Firenze rischiano di bruciarsi di brutto.