Azzurre, si gioca. C’è l’Australia con le sue capriole
Emanuela Audisio , di EMANUELA AUDISIOL'Italia torna al Mondiale dopo venti anni e affronta le Matildas nella prima gara del gruppo C. Il pericolo numero 1 è Sam Kerr, attaccante dalle esultanze acrobatiche
VALENCIENNES - Azzurre contro le capriole della million dollar baby. L’Italia parte sfavorita oggi al suo esordio mondiale contro l’Australia. Per il ranking (n. 15 contro n. 6) e perché lei si chiama Sam. Kerr, di cognome. Sam, 26 anni a settembre, è l’attaccante più forte delle Matildas. Candidata al Pallone d’oro, ha esordito a 15 anni proprio in un’amichevole contro l’Italia e celebra i suoi gol con delle capriole pazzesche. È la prima calciatrice australiana a guadagnare un milione di dollari l’anno e nello spot Nike è sempre lei a battere i rigori. È gay, viene da una famiglia anglo-indiana, ha una compagna, Nikki Stanton, calciatrice nella stessa squadra (a Chicago Red Stars), e ha passato momenti molto disperati al suo esordio nel professionismo. «Mi sono rotta i legamenti e ho avuto due ricostruzioni del ginocchio nel 2011 e nel 2105: i dottori mi hanno detto che non avrei più gio…
VALENCIENNES - Azzurre contro le capriole della million dollar baby. L’Italia parte sfavorita oggi al suo esordio mondiale contro l’Australia. Per il ranking (n. 15 contro n. 6) e perché lei si chiama Sam. Kerr, di cognome. Sam, 26 anni a settembre, è l’attaccante più forte delle Matildas. Candidata al Pallone d’oro, ha esordito a 15 anni proprio in un’amichevole contro l’Italia e celebra i suoi gol con delle capriole pazzesche. È la prima calciatrice australiana a guadagnare un milione di dollari l’anno e nello spot Nike è sempre lei a battere i rigori. È gay, viene da una famiglia anglo-indiana, ha una compagna, Nikki Stanton, calciatrice nella stessa squadra (a Chicago Red Stars), e ha passato momenti molto disperati al suo esordio nel professionismo. «Mi sono rotta i legamenti e ho avuto due ricostruzioni del ginocchio nel 2011 e nel 2105: i dottori mi hanno detto che non avrei più giocato». E infatti, eccola qui, più in forma che mai, «molto desiderosa di segnare all’Italia». Viene da East Fremantle, è cresciuta tra pellicani e delfini, padre e fratello hanno un passato sportivo, e lei quattro stagioni fa si è trasferita in America.
Non bastasse Sam e un vento che soffia verso l’Australia con Barty, prima vincitrice aussie in 46 anni dell’Open di Francia, anche Lisa de Vanna, 34 anni, veterana delle Matildas e miglior marcatrice, ha rabbia da sputare. Non è molto amata in squadra, per via del suo carattere forte e polemico, e non nasconde il perché: «Io a 15 anni non avevo il cellulare, ma solo degli spiccioli con cui dalla cabine pubbliche chiamavo mia madre, che abitava lontano, mi sono conquistata tutto, dopo il Mondiale 2007 per mantenermi ho lavorato a un distributore di benzina e poi in Inghilterra come barista in un pub. È stata dura, le esperienze mi sono servite, sono contenta per chi viene adesso e ha una bella vita, ma io ora voglio di più».
L’Australia è fisica e aggressiva, e più esperta, ma questo la ct azzurra Bertolini che affronta un collega uomo (Ante Milicic) lo sa. «Temo la loro intensità, noi dovremo esser brave a tenere. È vero, hanno subito 8 gol nelle ultime 2 partite, ma erano amichevoli e hanno affrontato due squadre fortissime, Usa e Olanda». La capitana Sara Gama, che fa parte del blocco Juve (8 su 23) non si scompone: «Ci stiamo preparando da molto tempo e abbiamo voglia di affrontare la competizione che ogni calciatrice sogna da quando è piccola. Siamo abbastanza serene, anche se non eravamo abituate a tutta questa attenzione, l’importante è scendere in campo umili. Restiamo con i piedi per terra e allo stesso tempo ci godiamo il momento».
Per ora l’Europa è andata molto bene: Francia, Germania, Spagna e Norvegia hanno vinto. E la nazionale di casa con il 4-0 alla Corea ha battuto come audience tv la semifinale di tennis Federer-Nadal, sfrattando i due eterni rivali dalle prime pagine dei giornali più importanti (anche se l’orario favoriva le Bleues). Quasi tutti venduti i biglietti allo stadio di Valenciennes, città del nord, con più vento che sole, quasi al confine con il Belgio, nota anticamente per la produzione di pizzi e drappi, soprannominata l’Atene del Nord perché ha visto nascere artisti famosi come Antoine Watteau, pittore Rococo, ma è anche zona di miniere di carbone, dove gli italiani venivano a lavorare, e c’è uno spazio artistico Pier Paolo Pasolini. Ora la risorsa è una fabbrica Nissan che produce il modello ibrido. Ma all’Italia servirà più essere minatrice che ricamatrice. Chi in Russia 2018 si è sentito «senza», può ripartire da qui.
Non bastasse Sam e un vento che soffia verso l’Australia con Barty, prima vincitrice aussie in 46 anni dell’Open di Francia, anche Lisa de Vanna, 34 anni, veterana delle Matildas e miglior marcatrice, ha rabbia da sputare. Non è molto amata in squadra, per via del suo carattere forte e polemico, e non nasconde il perché: «Io a 15 anni non avevo il cellulare, ma solo degli spiccioli con cui dalla cabine pubbliche chiamavo mia madre, che abitava lontano, mi sono conquistata tutto, dopo il Mondiale 2007 per mantenermi ho lavorato a un distributore di benzina e poi in Inghilterra come barista in un pub. È stata dura, le esperienze mi sono servite, sono contenta per chi viene adesso e ha una bella vita, ma io ora voglio di più».
L’Australia è fisica e aggressiva, e più esperta, ma questo la ct azzurra Bertolini che affronta un collega uomo (Ante Milicic) lo sa. «Temo la loro intensità, noi dovremo esser brave a tenere. È vero, hanno subito 8 gol nelle ultime 2 partite, ma erano amichevoli e hanno affrontato due squadre fortissime, Usa e Olanda». La capitana Sara Gama, che fa parte del blocco Juve (8 su 23) non si scompone: «Ci stiamo preparando da molto tempo e abbiamo voglia di affrontare la competizione che ogni calciatrice sogna da quando è piccola. Siamo abbastanza serene, anche se non eravamo abituate a tutta questa attenzione, l’importante è scendere in campo umili. Restiamo con i piedi per terra e allo stesso tempo ci godiamo il momento».
Per ora l’Europa è andata molto bene: Francia, Germania, Spagna e Norvegia hanno vinto. E la nazionale di casa con il 4-0 alla Corea ha battuto come audience tv la semifinale di tennis Federer-Nadal, sfrattando i due eterni rivali dalle prime pagine dei giornali più importanti (anche se l’orario favoriva le Bleues). Quasi tutti venduti i biglietti allo stadio di Valenciennes, città del nord, con più vento che sole, quasi al confine con il Belgio, nota anticamente per la produzione di pizzi e drappi, soprannominata l’Atene del Nord perché ha visto nascere artisti famosi come Antoine Watteau, pittore Rococo, ma è anche zona di miniere di carbone, dove gli italiani venivano a lavorare, e c’è uno spazio artistico Pier Paolo Pasolini. Ora la risorsa è una fabbrica Nissan che produce il modello ibrido. Ma all’Italia servirà più essere minatrice che ricamatrice. Chi in Russia 2018 si è sentito «senza», può ripartire da qui.