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La gioia di Sara Gama, Alia Guagni e Barbara Bonansea dopo il primo gol all'Australia (ansa)

Mondiale femminile: un giorno da favorite, la pressione sull’Italia nel ballo per gli ottavi

Alle 18 la sfida con la Giamaica finanziata dalla figlia di Bob Marley. La capitana Sara Gama: “L’Australia è il passato, dobbiamo vincere”
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REIMS - 'We Jammin’. Nel nome di Marley. Italia oggi contro le Reggae Girlz, sorelline di Bolt, che a calcio non è granché, e con in sottofondo la musica di Bob, che due tiri a pallone se li faceva volentieri. Per la prima volta la Nazionale della ct Bertolini affronta una squadra nettamente inferiore, sotto ogni punto di vista. La Giamaica, debuttante al Mondiale, è a quota zero (sconfitta per 3-0 dal Brasile) e dietro non ha né organizzazione, né forza economica, né ranking (ultima). È un’armata Brancaleone caraibica, fisico e velocità. Il resto va messo insieme. Nel regno dell’atletica padrona del mondo, da Ottey a Fraser-Pryce, le calciatrici sono figlie di un dio minore.

In panchina il ct Hue Menzies, 55 anni, nato a Londra, cresciuto in Giamaica, trasferitosi in Florida, al quale Cedella, stilista e figlia di Bob Marley, in veste di sponsor privato, ha imposto la guida, «ma gratis, non ti posso …
REIMS - 'We Jammin’. Nel nome di Marley. Italia oggi contro le Reggae Girlz, sorelline di Bolt, che a calcio non è granché, e con in sottofondo la musica di Bob, che due tiri a pallone se li faceva volentieri. Per la prima volta la Nazionale della ct Bertolini affronta una squadra nettamente inferiore, sotto ogni punto di vista. La Giamaica, debuttante al Mondiale, è a quota zero (sconfitta per 3-0 dal Brasile) e dietro non ha né organizzazione, né forza economica, né ranking (ultima). È un’armata Brancaleone caraibica, fisico e velocità. Il resto va messo insieme. Nel regno dell’atletica padrona del mondo, da Ottey a Fraser-Pryce, le calciatrici sono figlie di un dio minore.

In panchina il ct Hue Menzies, 55 anni, nato a Londra, cresciuto in Giamaica, trasferitosi in Florida, al quale Cedella, stilista e figlia di Bob Marley, in veste di sponsor privato, ha imposto la guida, «ma gratis, non ti posso pagare». Menzies spiega: «Cedella è l’architetta che con la sua fondazione ha costruito la nazionale. Le nostre sono geneticamente atlete, ma trovare i fondi per le calciatrici è più difficile. Il problema è culturale. Abbiamo pagato l’inesperienza all’esordio, ma ora basta farfalle nello stomaco, l’Italia è molto disciplinata in campo, cercheremo di scombinarla». Ora il suo stipendio è di 40 mila dollari, meno di quel che guadagna la ct azzurra. La Giamaica del pallone è un puzzle: 8 su 23 sono nate nell’isola, 12 negli Usa, 3 in Canada. Nessuna gioca a casa: tre di loro sono in Italia, Allyson Swaby e Carter nella Roma, Patterson a Bari. La prima tra A e Coppa Italia ha 696 minuti, 9 presenze, 1 gol, la seconda 90’ in tutto, causa un infortunio al ginocchio destro (menisco). Le altre sono disperse nel mondo e qualcuna anche senza squadra. La star è Bunny Shaw, 22 anni: studia comunicazione all’università del Tennessee e gioca anche per dimenticare i drammi personali: tre fratelli uccisi a Kingston in una lotta tra gang e un altro morto in un incidente d’auto.

In porta c’è una studentessa bianca, Sydney Schneider (Bolt le ha fatto i complimenti), 20 anni ad agosto, nata negli States da padre tedesco e madre americana di origini giamaicane. Ashleigh Shim (per ora in panchina) è una di quelle senza contratto, ha giocato nella B tedesca, nella A svedese, e nell’Ncaa, ha vestito la maglia delle isole Cayman prima di quella della Giamaica. Se nell’atletica i Caraibi viaggiano a velocità mondiale, il calcio donne se la passa male. L’altra portiera McClure, cresciuta nel Queens, paga di tasca sua, per giocare in un club dell’Irlanda del nord. Ma è vero che per l’Italia la partita è delicata. Se vince è di fatto agli ottavi (con 6 punti, sarebbe almeno fra le migliori terze). E se contro l’Australia, favorita, non c’era nulla da perdere, ora sulle azzurre ci sono più attese e una nuova responsabilità. La capitana Sara Gama: «L’Australia appartiene al passato, ora ci servono altri punti. Abbiamo tre ammonite, tra cui io, ma pensarci significa partire già azzoppate». La ct Bertolini: «Darò la formazione all’ultimo. La Giamaica è molto fisica e veloce e questo nelle donne fa la differenza. Io non faccio calcoli, alle ragazze ho detto che l’umiltà, intesa come capacità di apprendere, sarà fondamentale». L’Italia a Reims ha festeggiato i 28 anni di Barbara Bonansea, «ma senza dolce». E intanto la brasiliana Marta (nella sconfitta 3-2 con l’Australia) con il gol segnato su rigore arriva a quota 16 in 5 edizioni mondiali e raggiunge il tedesco Klose. Questa è una città che ha sempre incoronato re e regine, tocca all’Italia oggi saper salire sul trono.