Le Roi Michel, l’illusionista che vive fra le ombre
Maurizio Crosetti , di MAURIZIO CROSETTIIl personaggio Platini, ieri fermato in Francia: è accusato di avere barattato i voti per il 2022 durante un pranzo all’Eliseo con Sarkozy e l’emiro al-Thani
A terra, come nella famosa foto dopo quel gol annullato a Tokyo. Steso, ma stavolta davvero. Forse non si rialza più, anche se vivere molte vite è sempre stata la specialità di Michel. Cominciò bambino, scambiando cristalli di soda per caramelle (lo salvarono per un pelo) e non ha smesso più.
Veleno e miele. Veleno che sembra miele. Un seduttore, Michel, un illusionista. A 17 anni disse al Metz: io vengo a giocare per voi, ma voi assumete mio padre come allenatore. Gli risposero: resta pure dove sei. A 23 anni prese soldi in nero dall'Inter a frontiere chiuse. Dal Saint-Etienne si fece dare 880 mila franchi francesi, sempre in nero e per due anni. L'opera al nero di Michel Platini ma senza la Yourcenar. A un'altra Marguerite, Duras, consegnò invece questa frase terribile, a suo modo un'autobiografia: "Il calcio è un gioco che non ha verità, non ha leggi, non ha nulla". La Duras però se ne innamor&…
Veleno e miele. Veleno che sembra miele. Un seduttore, Michel, un illusionista. A 17 anni disse al Metz: io vengo a giocare per voi, ma voi assumete mio padre come allenatore. Gli risposero: resta pure dove sei. A 23 anni prese soldi in nero dall'Inter a frontiere chiuse. Dal Saint-Etienne si fece dare 880 mila franchi francesi, sempre in nero e per due anni. L'opera al nero di Michel Platini ma senza la Yourcenar. A un'altra Marguerite, Duras, consegnò invece questa frase terribile, a suo modo un'autobiografia: "Il calcio è un gioco che non ha verità, non ha leggi, non ha nulla". La Duras però se ne innamor&…
A terra, come nella famosa foto dopo quel gol annullato a Tokyo. Steso, ma stavolta davvero. Forse non si rialza più, anche se vivere molte vite è sempre stata la specialità di Michel. Cominciò bambino, scambiando cristalli di soda per caramelle (lo salvarono per un pelo) e non ha smesso più.
Veleno e miele. Veleno che sembra miele. Un seduttore, Michel, un illusionista. A 17 anni disse al Metz: io vengo a giocare per voi, ma voi assumete mio padre come allenatore. Gli risposero: resta pure dove sei. A 23 anni prese soldi in nero dall'Inter a frontiere chiuse. Dal Saint-Etienne si fece dare 880 mila franchi francesi, sempre in nero e per due anni. L'opera al nero di Michel Platini ma senza la Yourcenar. A un'altra Marguerite, Duras, consegnò invece questa frase terribile, a suo modo un'autobiografia: "Il calcio è un gioco che non ha verità, non ha leggi, non ha nulla". La Duras però se ne innamorò. Lo chiamava Angelo Blu. Come sa fregare Platini, nessuno. Il fascino frega quasi sempre.
Michel è stato un calciatore sublime, questo lo sanno anche i bambini (a proposito, il suo primo indirizzo a Joeuf, la cittadina natale: 7, rue Saint-Exupéry, l'essenziale è invisibile agli occhi come le bustarelle). L'avvocato Agnelli si baloccava con la sua classe per non annoiarsi. E dire che lui si annoiava per un nonnulla. Ha smesso presto di giocare, Platini, appena 32 anni e troppi dolori nelle ginocchia, lo ha fatto di colpo come Boniperti, brindando con i bicchieri di plastica in un giorno di pioggia. Lo aspettavano, del resto, molte altre vite.
Quella di allenatore della nazionale l'ha vissuta poco e male, senza vincere nulla e allora adieu. Quella da organizzatore del Mondiale 1998 è stata invece scintillante, Mitterrand lo scelse come vessillo ma Platini sventolò di più, aveva il sangue del dirigente, la visione e la scaltrezza. Perciò non indugiò nell'affidarsi al colonnello Blatter, più potente di un potentissimo capo di stato, anima nera del calcio mondiale: fu il suo consulente dal 1999 al 2002 però Blatter lo pagò solo nove anni dopo, quei famosi 2 milioni di franchi svizzeri stavolta non in nero, ahilui Michel, dopo nove anni ma venti giorni dopo il voto per il Qatar. Una tangente emersa dall'abisso come il relitto di un galeone carico d'oro, probabilmente una nave pirata.
Ma tra la consulenza e il voto, tra la lunga vertigine e la rapidissima caduta ecco la presidenza dell'Uefa, il calcio d'Europa per conquistare il mondo, ovvero la Fifa del colonnello che ora si stupisce, ma come Michel, ancora quella storia, non me l'aspettavo davvero, ma che un giorno decise di precipitare nel burrone abbracciato al suo figliolo sportivo, un ingarbugliato edipo al contrario dov'è il padre a far fuori il figlio.
"Chiarirò, resisterò, mi candiderò ancora, è un complotto". Mai un'ammissione, mai una vera risposta: come quando gli organizzatori della partita in onore delle vittime francesi dell'Heysel attesero a lungo un cenno, un sì o almeno un sussurro, al limite un no grazie e invece niente.
Quante ombre, Michel, e quanto ti abbiamo amato. Ma non è stato bello sapere che tuo figlio Laurent, avvocato, venne assunto da uno studio legale qatariota un anno dopo quel voto mondiale, e prima era stato alle dipendenze del Paris Saint-Germain, sempre di emiri si trattava. Accadono cose strane nel controluce dei Re Sole, dei re soli.
Veleno e miele. Veleno che sembra miele. Un seduttore, Michel, un illusionista. A 17 anni disse al Metz: io vengo a giocare per voi, ma voi assumete mio padre come allenatore. Gli risposero: resta pure dove sei. A 23 anni prese soldi in nero dall'Inter a frontiere chiuse. Dal Saint-Etienne si fece dare 880 mila franchi francesi, sempre in nero e per due anni. L'opera al nero di Michel Platini ma senza la Yourcenar. A un'altra Marguerite, Duras, consegnò invece questa frase terribile, a suo modo un'autobiografia: "Il calcio è un gioco che non ha verità, non ha leggi, non ha nulla". La Duras però se ne innamorò. Lo chiamava Angelo Blu. Come sa fregare Platini, nessuno. Il fascino frega quasi sempre.
Michel è stato un calciatore sublime, questo lo sanno anche i bambini (a proposito, il suo primo indirizzo a Joeuf, la cittadina natale: 7, rue Saint-Exupéry, l'essenziale è invisibile agli occhi come le bustarelle). L'avvocato Agnelli si baloccava con la sua classe per non annoiarsi. E dire che lui si annoiava per un nonnulla. Ha smesso presto di giocare, Platini, appena 32 anni e troppi dolori nelle ginocchia, lo ha fatto di colpo come Boniperti, brindando con i bicchieri di plastica in un giorno di pioggia. Lo aspettavano, del resto, molte altre vite.
Quella di allenatore della nazionale l'ha vissuta poco e male, senza vincere nulla e allora adieu. Quella da organizzatore del Mondiale 1998 è stata invece scintillante, Mitterrand lo scelse come vessillo ma Platini sventolò di più, aveva il sangue del dirigente, la visione e la scaltrezza. Perciò non indugiò nell'affidarsi al colonnello Blatter, più potente di un potentissimo capo di stato, anima nera del calcio mondiale: fu il suo consulente dal 1999 al 2002 però Blatter lo pagò solo nove anni dopo, quei famosi 2 milioni di franchi svizzeri stavolta non in nero, ahilui Michel, dopo nove anni ma venti giorni dopo il voto per il Qatar. Una tangente emersa dall'abisso come il relitto di un galeone carico d'oro, probabilmente una nave pirata.
Ma tra la consulenza e il voto, tra la lunga vertigine e la rapidissima caduta ecco la presidenza dell'Uefa, il calcio d'Europa per conquistare il mondo, ovvero la Fifa del colonnello che ora si stupisce, ma come Michel, ancora quella storia, non me l'aspettavo davvero, ma che un giorno decise di precipitare nel burrone abbracciato al suo figliolo sportivo, un ingarbugliato edipo al contrario dov'è il padre a far fuori il figlio.
"Chiarirò, resisterò, mi candiderò ancora, è un complotto". Mai un'ammissione, mai una vera risposta: come quando gli organizzatori della partita in onore delle vittime francesi dell'Heysel attesero a lungo un cenno, un sì o almeno un sussurro, al limite un no grazie e invece niente.
Quante ombre, Michel, e quanto ti abbiamo amato. Ma non è stato bello sapere che tuo figlio Laurent, avvocato, venne assunto da uno studio legale qatariota un anno dopo quel voto mondiale, e prima era stato alle dipendenze del Paris Saint-Germain, sempre di emiri si trattava. Accadono cose strane nel controluce dei Re Sole, dei re soli.