Tentazione Bolt: tornare un fulmine per Tokyo 2020
Enrico Sisti , di ENRICO SISTIVerso le Olimpiadi, lo storico coach Mills non smentisce le voci sugli allenamenti di Usain. Quattro mesi per decidere
Il suo ex coach Glen Mills non conferma, ma neppure smentisce, i segnali di futuro che arrivano dalla Giamaica. Bolt è tornato? Beh, adesso non esageriamo. Bolt ha ripreso ad allenarsi? Ah, questo sì. È sempre rimasto in contatto col suo vecchio allenatore, che adesso lavora con i ragazzi ma più di prima, a 70 anni, resta a casa a guardarsi i thriller degli anni Cinquanta di cui è sempre stato pazzo (ma di nascosto). Gli telefonava persino dall'Australia, Bolt, mentre cercava di strappare un ingaggio calcistico ai Central Coast Mariners (chiedendo 2 milioni di dollari all'anno!). Raccontano pure che avendo da poco cambiato cellulare, un giorno Mills si ritrovò cinque chiamate da un numero sconosciuto o non ancora memorizzato: "Ma chi è 'sto rompic.......?". Era Bolt. Quali potrebbero essere gli obiettivi di questa non ancora certificata nuova vita competitiva a 33 anni (Bolt si è "fermato" dopo i M…
Il suo ex coach Glen Mills non conferma, ma neppure smentisce, i segnali di futuro che arrivano dalla Giamaica. Bolt è tornato? Beh, adesso non esageriamo. Bolt ha ripreso ad allenarsi? Ah, questo sì. È sempre rimasto in contatto col suo vecchio allenatore, che adesso lavora con i ragazzi ma più di prima, a 70 anni, resta a casa a guardarsi i thriller degli anni Cinquanta di cui è sempre stato pazzo (ma di nascosto). Gli telefonava persino dall'Australia, Bolt, mentre cercava di strappare un ingaggio calcistico ai Central Coast Mariners (chiedendo 2 milioni di dollari all'anno!). Raccontano pure che avendo da poco cambiato cellulare, un giorno Mills si ritrovò cinque chiamate da un numero sconosciuto o non ancora memorizzato: "Ma chi è 'sto rompic.......?". Era Bolt. Quali potrebbero essere gli obiettivi di questa non ancora certificata nuova vita competitiva a 33 anni (Bolt si è "fermato" dopo i Mondiali di Londra del 2017)? Sempre dalla Giamaica faticano a negare: "Ovvio, i 100 a Tokyo 2020, non i 200 magari". Tortu potrebbe correre accanto a Bolt. Il "Day 1" della resurrezione agonistica del più grande velocista di tutti i tempi, catalizzatore dell'attenzione planetaria e motore dell'atletica per quasi dieci anni, è stato da lui reso pubblico sui social: si vede l'omone non più fringuello, appesantito soprattutto nella zona del punto vita e del grande gluteo, insomma il sedere, che accanto a due compagni effettua una ripetuta in salita tra le palme e il sole della Giamaica. Ora: se uno ha solo voglia di corricchiare per riprendere la forma (anche dei glutei), non fa una serie di salite, per quanto leggere e a ritmi blandi. Quindi nel breve documento filmato c'è un messaggio. Forte. È un vero "new beginning". "Nuovo inzio" è l'espressione usata da Justin Gatlin quando mesi fa gli riferirono di un possibile ritorno alle gare dell'ammiratissimo amico/rivale: "L'ho sempre saputo che fuori dai giochi ci sarebbe stato al massimo un anno, un anno e mezzo. Bisognava soltanto conoscere la data del suo "new beginning"". Ai Mondiali di Londra Justin e Coleman bruciarono Bolt evidenziando la sua (momentanea?) fragilità e la sua scolorita onnipotenza. Ma ora la salita messa lì al primo giorno tradisce. Bolt potrebbe davvero essere tornato a mangiare yam (le patate tropicali). Forse pensare a Tokyo è più di una suggestione. Mentre nulla trapela dalla Iaaf, pare che con Mills siano più o meno rimasti così: tu fatti tre mesi di ricondizionamento, non voglio nemmeno sapere che fai e con chi lo fai. Poi se non hai fastidi ne riparliamo. E riparlarne vuol dire capire sul serio, e sul campo, cosa rimane dell'invincibile.