✕

Tentazione Bolt: tornare un fulmine per Tokyo 2020

Verso le Olimpiadi, lo storico coach Mills non smentisce le voci sugli allenamenti di Usain. Quattro mesi per decidere
1 minuti di lettura
Il suo ex coach Glen Mills non conferma, ma neppure smentisce, i segnali di futuro che arrivano dalla Giamaica. Bolt è tornato? Beh, adesso non esageriamo. Bolt ha ripreso ad allenarsi? Ah, questo sì. È sempre rimasto in contatto col suo vecchio allenatore, che adesso lavora con i ragazzi ma più di prima, a 70 anni, resta a casa a guardarsi i thriller degli anni Cinquanta di cui è sempre stato pazzo (ma di nascosto). Gli telefonava persino dall'Australia, Bolt, mentre cercava di strappare un ingaggio calcistico ai Central Coast Mariners (chiedendo 2 milioni di dollari all'anno!). Raccontano pure che avendo da poco cambiato cellulare, un giorno Mills si ritrovò cinque chiamate da un numero sconosciuto o non ancora memorizzato: "Ma chi è 'sto rompic.......?". Era Bolt. Quali potrebbero essere gli obiettivi di questa non ancora certificata nuova vita competitiva a 33 anni (Bolt si è "fermato" dopo i M…
Il suo ex coach Glen Mills non conferma, ma neppure smentisce, i segnali di futuro che arrivano dalla Giamaica. Bolt è tornato? Beh, adesso non esageriamo. Bolt ha ripreso ad allenarsi? Ah, questo sì. È sempre rimasto in contatto col suo vecchio allenatore, che adesso lavora con i ragazzi ma più di prima, a 70 anni, resta a casa a guardarsi i thriller degli anni Cinquanta di cui è sempre stato pazzo (ma di nascosto). Gli telefonava persino dall'Australia, Bolt, mentre cercava di strappare un ingaggio calcistico ai Central Coast Mariners (chiedendo 2 milioni di dollari all'anno!). Raccontano pure che avendo da poco cambiato cellulare, un giorno Mills si ritrovò cinque chiamate da un numero sconosciuto o non ancora memorizzato: "Ma chi è 'sto rompic.......?". Era Bolt. Quali potrebbero essere gli obiettivi di questa non ancora certificata nuova vita competitiva a 33 anni (Bolt si è "fermato" dopo i Mondiali di Londra del 2017)? Sempre dalla Giamaica faticano a negare: "Ovvio, i 100 a Tokyo 2020, non i 200 magari". Tortu potrebbe correre accanto a Bolt. Il "Day 1" della resurrezione agonistica del più grande velocista di tutti i tempi, catalizzatore dell'attenzione planetaria e motore dell'atletica per quasi dieci anni, è stato da lui reso pubblico sui social: si vede l'omone non più fringuello, appesantito soprattutto nella zona del punto vita e del grande gluteo, insomma il sedere, che accanto a due compagni effettua una ripetuta in salita tra le palme e il sole della Giamaica. Ora: se uno ha solo voglia di corricchiare per riprendere la forma (anche dei glutei), non fa una serie di salite, per quanto leggere e a ritmi blandi. Quindi nel breve documento filmato c'è un messaggio. Forte. È un vero "new beginning". "Nuovo inzio" è l'espressione usata da Justin Gatlin quando mesi fa gli riferirono di un possibile ritorno alle gare dell'ammiratissimo amico/rivale: "L'ho sempre saputo che fuori dai giochi ci sarebbe stato al massimo un anno, un anno e mezzo. Bisognava soltanto conoscere la data del suo "new beginning"". Ai Mondiali di Londra Justin e Coleman bruciarono Bolt evidenziando la sua (momentanea?) fragilità e la sua scolorita onnipotenza. Ma ora la salita messa lì al primo giorno tradisce. Bolt potrebbe davvero essere tornato a mangiare yam (le patate tropicali). Forse pensare a Tokyo è più di una suggestione. Mentre nulla trapela dalla Iaaf, pare che con Mills siano più o meno rimasti così: tu fatti tre mesi di ricondizionamento, non voglio nemmeno sapere che fai e con chi lo fai. Poi se non hai fastidi ne riparliamo. E riparlarne vuol dire capire sul serio, e sul campo, cosa rimane dell'invincibile.