✕
Jessica McDonald (afp)

Mondiale femminile, quando le mamme fanno gol

McDonald raggiunta dal piccolo Jeremiah domani in finale sfida l’olandese Spitse
2 minuti di lettura
E le mamme? Le soccer mom? Ci sono, ci sono. Sono quasi sempre madri coraggio, working mom. E anche loro mollano calci. Sono ancora poche, ma esistono, e sono la sorpresa di questo Mondiale. L’America ne ha una, è nera, si chiama Jessica McDonald, ha 31 anni, è il numero 22, parte della panchina. È una madre single: Jeremiah, suo figlio, ha 7 anni. Jessica non ha avuto un’infanzia facile: suo padre entrava e usciva dalla prigione, sua madre era una tossica, è sua nonna che si è presa cura di lei e del fratello, Brandon.

«Quando mi vedeva a casa sul divano, mi incitava ad andare fuori a fare sport. Ho giocato a calcio e a basket, ho fatto atletica. Nel 2010 al mio primo anno da professionista nel pallone, mi sono infortunata seriamente al ginocchio, i dottori mi hanno detto che non avevo più possibilità di tornare a dare calci, e ora eccomi qui, quando la coach mi ha chiamata al telefono per dirmi che mi convocava, son…
E le mamme? Le soccer mom? Ci sono, ci sono. Sono quasi sempre madri coraggio, working mom. E anche loro mollano calci. Sono ancora poche, ma esistono, e sono la sorpresa di questo Mondiale. L’America ne ha una, è nera, si chiama Jessica McDonald, ha 31 anni, è il numero 22, parte della panchina. È una madre single: Jeremiah, suo figlio, ha 7 anni. Jessica non ha avuto un’infanzia facile: suo padre entrava e usciva dalla prigione, sua madre era una tossica, è sua nonna che si è presa cura di lei e del fratello, Brandon.

«Quando mi vedeva a casa sul divano, mi incitava ad andare fuori a fare sport. Ho giocato a calcio e a basket, ho fatto atletica. Nel 2010 al mio primo anno da professionista nel pallone, mi sono infortunata seriamente al ginocchio, i dottori mi hanno detto che non avevo più possibilità di tornare a dare calci, e ora eccomi qui, quando la coach mi ha chiamata al telefono per dirmi che mi convocava, sono quasi svenuta dalla gioia. Ma è dura giocare da mamma, dopo l’infortunio ho pensato di smettere, anche perché per mantenerci lavoravo 11 ore al giorno da Amazon, e poi ho anche trovato un club in Germania. Crescere un figlio e avere ambizioni di carriera non vanno d’accordo. Infatti negli ultimi dieci anni ho cambiato nove squadre, il mio esordio in nazionale è stato tardivo, a 28 anni. Grazie a uno zio che mi ha sempre invitato a non mollare e a mia nonna che continua a chiamarmi prima di ogni partita».

Così Jessica è arrivata in Francia e, sorpresa, la federazione a sue spese l’ha fatta raggiungere dal figlio (che indossa una maglia con la scritta mommy) con baby sitter. In Italia che ha zero mamme in squadra, mentre nel campionato Usa ce ne sono sette, una cosa così non sarebbe possibile. Ma bisogna dire che le pioniere americane (Fawcett e Overbeck) hanno molto lavorato su questo punto dell’assistenza, raggiungendo un accordo nel 1998.

Le altre mamme che sono passate per il Mondiale sono l’argentina Vanina Correa, portiera, che ha due gemelli (Romeo e Luna, 5 anni) e la centrocampista Lorena Benítez, anche lei due gemelli (Ezequiel e Renata). Nel Cile c’erano due mamme, María José Urrutia e Javiera Toro, nella Corea del Sud l’unica sposata della squadra è Hwang Bo-ram che ha Bom, una bimba di 14 mesi («Tornare è stata dura, ma non volevo dicessero che una madre non può giocare»), la giamaicana Cheyna Matthews, moglie di Jordan Matthews che gioca nell’Nfl nei 49ers, ha il piccolo Josiah che compie 12 mesi ad agosto. Le azzurre hanno giocato contro una mamma, la brasiliana Tamires, che ha Bernardo, 5 anni.

Nessuna sorpresa se, come nella Coppa del mondo maschile, a festeggiare sul campo saranno le family di oggi. Se Jessica vuole con sé Jeremiah («Vorrei essere un esempio per lui e per tutti gli afroamericani»), Jill Ellis, 51 anni, ct americana dal 2014, porterà forse Lily, che ha adottato con sua moglie Betsy Stephenson, sposata nel 2013. E anche in campo avversario, nell’Olanda, c’è Sherida Spitse che con la sua compagna Jolien van der Tuin (è lei che ha partorito) ha avuto nel 2017 un bimbo Jens. Ne aspettano un altro. Avanti mamme, alla riscossa.