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Serena Williams, 37 anni, durante il match vinto con Alison Riske (agf)

Serena Williams, i piccoli segreti di una star tra fisioterapista e borsa magica

Ha battuto Riske, è in semifinale, e può benissimo vincerla, per il suo ottavo Wimbledon
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I miei compagni di Club hanno idee opposte sulla presenza in campo di mamma Serena Williams. “Stia a casa ad allattare” dice uno dei contrari. Degli ammiratori, ecco il più informato: “Ha passato tutto il 2017 al Numero Uno, poi ha fatto la bambina. Se non contassero la maternità, sarebbe sempre prima”. E il secondo: “È la più vecchia nella storia WTA ad aver vinto uno Slam”. Riprendono i detrattori. “Ha rischiato di perdere contro nessuno. L’avversaria, Alison Riske, non aveva mai vinto niente, e addirittura ha rischiato di smettere. A quasi trent’anni Riske è tornata al tennis trascinata dal fidanzato indiano, Stephen Amritraj. E si sa che gli Amritraj rappresentano il tennis, in India, a partire da Vijay, poi trasferitosi in Usa”. Un estimatore: “Questa Riske sembra nata in Gran Bretagna. Gioca meglio sull’erba, dove di recente ha vinto quattordici match su 15”. Nell&rsq…
I miei compagni di Club hanno idee opposte sulla presenza in campo di mamma Serena Williams. “Stia a casa ad allattare” dice uno dei contrari. Degli ammiratori, ecco il più informato: “Ha passato tutto il 2017 al Numero Uno, poi ha fatto la bambina. Se non contassero la maternità, sarebbe sempre prima”. E il secondo: “È la più vecchia nella storia WTA ad aver vinto uno Slam”. Riprendono i detrattori. “Ha rischiato di perdere contro nessuno. L’avversaria, Alison Riske, non aveva mai vinto niente, e addirittura ha rischiato di smettere. A quasi trent’anni Riske è tornata al tennis trascinata dal fidanzato indiano, Stephen Amritraj. E si sa che gli Amritraj rappresentano il tennis, in India, a partire da Vijay, poi trasferitosi in Usa”. Un estimatore: “Questa Riske sembra nata in Gran Bretagna. Gioca meglio sull’erba, dove di recente ha vinto quattordici match su 15”. Nell’intervista del dopo partita in tv Serena stessa lo ha ricordato, dicendo di aver giocato i colpi giusti, per batterla, in un “monumental match”, scivolando anche sul campo nell’ultimo game. E chiamando poi in campo la fisioterapista, mentre le ci vorrebbe una parrucchiera, ha detto la commentatrice. Chissà come fa a portarsi dietro un gomitolo invece di una pettinatura normale, da donna che non lavora dietro una scrivania, ma deve andare di corsa. Intanto è in semifinale, e può benissimo vincerla, per il suo ottavo Wimbledon. Sono poi giunte da un consocio che si trovava a Wimbledon alcune informazioni sulla conferenza stampa che Serena ha rilasciato prima del doppio misto con Andy Murray. Domanda : “Che cosa hai guardato, frugando dentro la tua borsa con affanno?” .“ Quello che tutti gli scolari cercano di trovare a scuola, quando devono risolvere un problema. Guardo alla ricerca di un suggerimento da una decina d’anni. Qualche volta ne ho ancora bisogno, come a scuola. Se mi dico che l’ho scritto io stessa, significa che dovrei saperlo fare da sola”. A questo punto detrattori e estimatori non hanno espresso alcuna opinione, come a proposito dell’affermazione di Serena che ogni match conti per cinque: “Perché quest’anno ne ho giocati troppo pochi”. Alla domanda finale, a proposito del successo delle donne americane nel campionato di football, licenzierei il cosiddetto collega che gliela ha rivolta. Cosa volete, che non si dicesse soddisfatta?