✕
Riccardo Montolivo, 34 anni 

Una serata con Riva, monumento delle bocce

Con il campionato e le coppe arrivano anche fatti, non solo parole. Cos'ha fatto di male Montolivo per meritarsi un trattamento così dal Milan?
3 minuti di lettura
Attivi pensieri, non solo cattivi. Se sapessi quando sono cominciati, ma non l’ha stabilito nemmeno l’archivio, potrei datarli: anno 35, o 34. La cadenza è settimanale e la scadenza pure. Il prodotto dev’esser fresco. Ma anche il produttore. Per questo ho cercato di arrivare fresco al primo appuntamento, ossia non appesantito dall’ultimo mese di calcio e dintorni. I dintorni, dal funerale di Diabolik agli esuberi della Juve, fanno pensare a un mondo capovolto. Il calciomercato a una commedia di Feydeau: il marito entra e l’amante si nasconde nell’armadio. Paratici si mette di traverso e Marotta schiva. Definire la cessione di Rugani (errore) sembra più complicato che stendere il trattato di Versailles. Dopo un Tour di fatti, poco spazio per le parole, l’ultimo mese mi aveva fiaccato. Non al punto da non segnalarvi che, come altre parole (pianissimo, gruppetto), l’italiano è stato adottato dai francesi: per il calcio,…
Attivi pensieri, non solo cattivi. Se sapessi quando sono cominciati, ma non l’ha stabilito nemmeno l’archivio, potrei datarli: anno 35, o 34. La cadenza è settimanale e la scadenza pure. Il prodotto dev’esser fresco. Ma anche il produttore. Per questo ho cercato di arrivare fresco al primo appuntamento, ossia non appesantito dall’ultimo mese di calcio e dintorni. I dintorni, dal funerale di Diabolik agli esuberi della Juve, fanno pensare a un mondo capovolto. Il calciomercato a una commedia di Feydeau: il marito entra e l’amante si nasconde nell’armadio. Paratici si mette di traverso e Marotta schiva. Definire la cessione di Rugani (errore) sembra più complicato che stendere il trattato di Versailles. Dopo un Tour di fatti, poco spazio per le parole, l’ultimo mese mi aveva fiaccato. Non al punto da non segnalarvi che, come altre parole (pianissimo, gruppetto), l’italiano è stato adottato dai francesi: per il calcio, scrivono mercato e dicono mercatò. Modestamente, contiamo ancora qualcosa.

Con il campionato e le coppe arriveranno anche fatti, non solo parole. Bei fatti, non pretendo una rovesciata alla Riva, mi accontento di un sinistro di Lasagna nell’angolo alto alla sinistra del portiere. Ritenendomi bisognoso di una vitaminica serata di sport, me la sono concessa ad Albizzate (Varese): semifinali di un torneo di bocce alla bocciofila della cooperativa La Famigliare, fondata nel 1900. Pubblico in tribuna già un’ora prima dell’inizio. Altri cenano all’aperto, sotto gli alberi. Faccio alcune scoperte: 1. Esiste ancora la gazzosa, e anche la spuma. 2. Donne e anche qualche giovane tra il pubblico, non giovanissimo per usare un eufemismo. 3. Uno sport popolare ha gli stessi obblighi del più aristocratico tennis: nessuno si muove, cambia posto, gesticola, scatta foto, parla a voce alta quando un giocatore si appresta a tirare, a bocciare soprattutto. Si disturberebbe la concentrazione, che è altissima. 4. Nessuno discute le decisioni dell’arbitro. 5. Non c’è tifo, né a favore né contro. Il pubblico applaude solo dopo una giocata particolarmente bella ( è qui che respiro aria buona). 6. M’aspettavo una sfida paesana, invece ci sono giocatori che arrivano da Pescara, da Roma. Nella semifinale, Viscusi e Nanni, numero 2 e 3 in Italia. 7. Con una vittoria a testa non si va alla bella ma all’equivalente dei rigori nel calcio, dopo i supplementari: nove tiri al boccino, posto a diverse distanze. Vince chi lo centra più volte.

Mi trovo seduto a fianco di un signore coi capelli bianchi, che commenta a voce bassa, appena la boccia è partita dalle mani del giocatore. «Corta». «Lunga». «Adesso va di raffa». «Occhio alla sponda». E regolarmente ci azzecca. A un certo punto sento il dovere di dirgli: «Però, lei ne capisce proprio tanto». «Eh, insomma», fa lui. Il vicino di sinistra mi dà di gomito: «Chel sciur lì l’è l’Antonio Riva, un monument di bòcc». Già, saperlo. Ha vinto 3 mondiali, 6 europei, 8 titoli italiani. Da ct 11 mondiali e 8 europei. A 79 anni gioca ancora, per divertirsi. Cerco di rimediare alla gaffe. «Ah, lei è di Repubblica. Mi ricordo una pagina del Brera, mondiali dell’85 al Palalido, 9 mila spettatori dentro e 3 mila fuori. Mi definì manganellatore di bocce con la precisione di un giocatore di biliardo, cose che fanno piacere».

Voto alla serata 8. Gli organizzatori hanno fatto bene anche nei dettagli, un manifesto con un quadro di Matisse e la scritta “Nella vita non sempre si può bocciare. Ogni tanto bisogna andare a punto”. Appunto , mi piacerebbe se RaiSport dedicasse alle bocce uno spazio maggiore, mi piace che Repubblica tutt’a un tratto abbia scelto il trattino. Affossato il termine rossogiallo per il futuro (forse) governo (si fa per dire), adottato giallo-rosso, che segna un minimo di distanza. Giallo&rosso era più ambiguo. E poi, rosso a chi? E poi, troppi gialli nel pollaio. Perché insisto coi giochi di parole? Perché seguo le orme di Clint Eastwood: quando un uomo che fa giochi di parole incontra un uomo che fa giochi di potere, quello che fa giochi di parole ha perso. Ma qui non voglio perdere l’occasione di tornare su un mistero: cos’ha fatto di male Montolivo per meritarsi un trattamento così dal Milan? In breve, era capitano e ha dovuto dare la fascia a Bonucci. Era titolare ed è diventato riserva, poi riserva delle riserve, poi indesiderato. Una stagione intera, una sola presenza in panchina, nemmeno una passerella finale per salutare i tifosi. Una punizione così umiliante e di lunga durata, senza uno straccio di spiegazione (voto 2) non l’avrebbe pensata nemmeno Zamparini con 40 di febbre. Urge chiarezza. Se Montolivo, o Gattuso, o altri possono contribuire, questo spazio è a disposizione.

Intanto, a furor di popolo (29 favorevoli, 0 contrari), continua la semina di pezzetti di poesia. Riparto da Paul Eluard, traduzione di Adriano Marchetti su Anterem: “ La vittoria si regge sulla fraternità”. “La forza diverrà sempre più leggera/ Noi respireremo meglio canteremo più alto”. “La mia felicità è la nostra felicità/ Il mio sole è il nostro sole/Noi ci spartiamo la vita/ Lo spazio e il tempo sono di tutti”.