Il ritorno di Townsend: nel suo tennis la leggerezza
Gianni Clerici , di GIANNI CLERICIUS Open, l'americana protagonista a Flushing Meadows: ha eliminato la romena Halep, campionessa di Wimbledon
Tutti abbiamo conosciuto donne giunoniche. Spesso, se si conoscono superficialmente, si definiscono obese, anche perché l'obesità è causata non solo dall'eccessivo appetito, ma da uno scompenso fisiologico. La prima volta che mi imbattei in una tennista decisamente troppo pesante avvenne al Torneo di Melbourne juniores 2012, mentre passavo per caso fianco a un campo, e non fui sorpreso dalla taglia di Taylor Townsend ma dal suo serve and volley, e dalla sua ricerca della rete. C'era infatti in quella juniores di pelle nera un istinto per il servizio seguito a rete non meno vivo di quello che avevo visto in Mervyn Rose, ancor più volleatore di McEnroe. Dopo essermi imbattuto in lei quella prima volta, tornai a vederla, per l'umana curiosità che mi ha sempre mosso nei riguardi degli juniores, e la vidi vincere più in doppio che in singolare, perché in doppio si è molto meno costretti alle corse. Mi dissi che, probab…
Tutti abbiamo conosciuto donne giunoniche. Spesso, se si conoscono superficialmente, si definiscono obese, anche perché l'obesità è causata non solo dall'eccessivo appetito, ma da uno scompenso fisiologico. La prima volta che mi imbattei in una tennista decisamente troppo pesante avvenne al Torneo di Melbourne juniores 2012, mentre passavo per caso fianco a un campo, e non fui sorpreso dalla taglia di Taylor Townsend ma dal suo serve and volley, e dalla sua ricerca della rete. C'era infatti in quella juniores di pelle nera un istinto per il servizio seguito a rete non meno vivo di quello che avevo visto in Mervyn Rose, ancor più volleatore di McEnroe. Dopo essermi imbattuto in lei quella prima volta, tornai a vederla, per l'umana curiosità che mi ha sempre mosso nei riguardi degli juniores, e la vidi vincere più in doppio che in singolare, perché in doppio si è molto meno costretti alle corse. Mi dissi che, probabilmente, si accontentava ormai del gioco a quattro, come l'anno passato a Indian Wells. Mi sbagliavo. Perché ieri, dopo una cura che l'ha portata a soli ottanta chili (!) Taylor Townsend è riuscita a battere una incredula e indispettita Simona Halep 2-6, 6-3, 7-6 (4).
È stato, il suo, un continuo serve and volley come non si vede mai o quasi nel tennis femminile per di più mancino. Perché Althea Gibson e Billie Jean King stavano più di una volta dietro la riga di fondo, come a Taylor non accade mai, in assoluto. A proposito del colore della pelle, ancorché non siano più i tempi di Gibson, Taylor ha avuto le sue difficoltà, e dopo i tempi delle elementari, passati alla Accademia Nazionale con il fratello di McEnroe, Patrick, poi alla Scuola di Zina Garrison, finalista a Wimbledon '90, infine con Donald Young Sr, padre della speranza americana semi-fallita, Donald jr., Taylor era scivolata al numero 300 del mondo, sembrava dovesse cercarsi un lavoro di lanciapalle o simile, ed ecco la vittoria su una Halep incredula per il suo serve and volley senza una sola attesa. Fatico io stesso a credere ai miei occhiali.
È stato, il suo, un continuo serve and volley come non si vede mai o quasi nel tennis femminile per di più mancino. Perché Althea Gibson e Billie Jean King stavano più di una volta dietro la riga di fondo, come a Taylor non accade mai, in assoluto. A proposito del colore della pelle, ancorché non siano più i tempi di Gibson, Taylor ha avuto le sue difficoltà, e dopo i tempi delle elementari, passati alla Accademia Nazionale con il fratello di McEnroe, Patrick, poi alla Scuola di Zina Garrison, finalista a Wimbledon '90, infine con Donald Young Sr, padre della speranza americana semi-fallita, Donald jr., Taylor era scivolata al numero 300 del mondo, sembrava dovesse cercarsi un lavoro di lanciapalle o simile, ed ecco la vittoria su una Halep incredula per il suo serve and volley senza una sola attesa. Fatico io stesso a credere ai miei occhiali.